Da «Gh'éra mia 'l nömer» a...

10 bugie bergamasche a fin di bene

10 bugie bergamasche a fin di bene
15 Ottobre 2016 ore 05:00

Educati al ferreo rispetto della verità e alla sincerità come valore assoluto, abbiamo tuttavia una categoria di menzogne che non si ascrive alla categoria delle falsità, ma piuttosto a quella delle buone azioni. Sono le cosiddette “bugie bisognose”, e ognuno di noi ne ricorda sicuramente alcune, raccontate con intento pedagogico dalla mamma o dalla nonna. Se poi in età adulta diventano comode scappatoie, non è certo colpa loro.

 

I GENITORI AL BAMBINO

Incö ‘l negòsse l’è seràt fò

01

Pressati dalle sempre più esasperanti richieste della prole, ci inventiamo anche chiusure feriali, in controtendenza con il dilagare degli esercizi commerciali “sempre aperti”. [Trad. Oggi i negozi sono chiusi]

 

Chèsto  i l’l’a ènd mia

02

Pateticamente cerchiamo di far credere a infanti ben più smaliziati di noi che l’oggetto del desiderio è lì solo in esposizione. Ci attende in risposta un’occhiata di sincera commiserazione. [Trad. Questo non lo vendono]

 

A l’l’a dìcc ol tò pàder/la tò màder

Se uno dei due genitori ha un ascendente che l’altro non possiede, può prendere a prestito un’inesistente affermazione per venire ascoltato. Con conseguenze educative devastanti. [Trad. L’ha detto tuo padre/tua madre]

 

IL MARITO ALLA MOGLIE

Gh’éra mia ‘l nömer

04

Tutte le donne sanno che affidare un acquisto al proprio compagno è una missione disperata. Come minimo, tornerà a mani vuote adducendo la scusa di un’improvvisa penuria di taglie o di misure. [Trad. Non c’era il numero]

 

A n’n’ó biìt dóma ü

La donna bergamasca ha una capacità olfattiva particolarmente sviluppata e selettiva: riesce a cogliere una molecola di alcol in 80 metri cubi d’aria. Puerile dunque la giustificazione. [Trad. Ne ho bevuto solo uno]

 

L’è tat che la ède piö

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Di fronte all’implacabile inquisizione della moglie, che parla solo perché ha prove certe in mano, il marito cerca di negare la frequentazione della ex. Altro tentativo destinato a fallire. [Trad. È tanto che non la vedo più]

 

LA MOGLIE AL MARITO

Ó spendìt quase negót

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Pronunciata con tono disinvolto al ritorno dall’Orio Center, causa un’immediata tachicardia al marito, che fissa l’attenzione sulle potenzialità negative di quel “quase”. E ne ha ben donde. [Trad. Non ho speso quasi niente]

 

L’ó mia picada vià mé

car_accidents_01

Le auto guidate dalle mogli sono soggette a incidenti di natura misteriosa, dove scellerati automobilisti fantasma arrivano a parcheggiare la macchina per loro conto, e a loro insaputa. [Trad. Non l’ho rovinata (lett. picchiata via) io]

 

Só ché con d’ön’amisa

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Rassicurazione telefonica che non sempre ottiene l’effetto voluto, soprattutto se in sottofondo si sentono rumori di ambienti che la fantomatica amica non si sognerebbe mai di frequentare. [Trad. Son qui con un’amica]

 

MOGLIE AL MARITO IN TEMPO DI GUERRA

T’é maiàt, và ‘n lècc

Reale memoria tragicomica dalla seconda guerra mondiale, quando una moglie liquidava così il marito che non ricordava di avere consumato la sua cena. Non potendogli offrire niente di concreto, contava almeno sull’effetto di compensazione psicologico. [Trad. Hai mangiato, vai a letto]

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