Da «A l'me fenéss mia de piàs» a...

10 frasi bergamasche per invidia

10 frasi bergamasche per invidia
17 Marzo 2017 ore 08:30

C’è una cosa in cui siamo indiscutibili maestri: criticare il prossimo senza averne l’aria. Sappiamo infondere veleno anche nella più innocua frase di circostanza, mascherata da complimento. Chissà quale oscuro e atavico rancore ci spinge a essere così negativi nei confronti degli altri. Sarà l’eredità ancestrale di quando ci si contendeva la terra, o la donna, a colpi di clava? Nel dubbio, ascoltiamoci.

 

 

1) A l’me fenéss mia de piàs

Sembra una frase che esprime una lode quasi incondizionata, ma in realtà quel pizzico che manca alla completa approvazione è proprio il segnale di un sentimento opposto. [Trad. Non mi piace del tutto]

 

 

2) L’è bù ma ‘mpó bìgol

Esiste un labile confine tra la bontà, quella che oggi si è svilita nel termine “buonismo”, e la dabbenaggine. Secondo noi, questa linea viene spesso superata. [Trad. È buono ma un po’ stupido]

 

 

3) L’è lènt ma seguènt

In questo caso lo schema solito è rovesciato: l’esordio è una critica, la chiusa è un apprezzamento. In ogni caso, non si è mai promossi a pieni voti. [Trad. È lento ma costante]

 

 

4) La gh’à la belèssa de l’àsen

Quando una donna, quasi certamente a denti stretti, ammette la bellezza di un’altra, deve trovare un argomento che sminuisca la propria affermazione. In questo caso, la naturale leggiadria della giovinezza, destinata a sfiorire presto. [Trad. Ha la bellezza dell’asino]

 

 

5) Chèle bèle i è mia issé

Insulto velato ma non troppo, che con un eufemismo emette un giudizio spietato sulle fattezze altrui. Eppure, nella sua crudezza, conserva un minimo di riguardo. [Trad. Quelle belle non sono così]

 

 

6) La fà bèl vèd perchè l’à fàcc mai negót

Questa considerazione è invece riferita a una donna che, nonostante l’età non più verde, è ancora piacevole e fresca nei tratti. In questo caso il suo peccato è il non aver mai faticato. [Trad. È di bell’aspetto perché non ha mai lavorato]

 

 

7) L’è pròpe s-cèt del so pàder

Può essere che l’affermazione venga pronunciata con l’intento di esaltare il degno discendente di un grande uomo, ma più spesso accomuna figlio e genitore in un unico giudizio negativo. [Trad. È proprio figlio di suo padre]

 

 

8) S’vèd che l’và a robà

Quando qualcuno accumula denaro o beni in tempi che ci sembrano troppo rapidi, non perdiamo tempo a studiarne i motivi. Ci basta una sentenza lapidaria come questa. [Trad. Si vede che va a rubare]

 

 

9) L’istà bé perchè l’éra ü brubru

A volte ci spingiamo anche a formulare delle ipotesi meno generiche, con esiti altrettanto, se non più, offensivi. Perché non c’è persona più disprezzata dell’usuraio. [Trad. Sta bene perché era un usuraio]

 

 

10) L’avrà anche stödiàt ma l’è ‘gnorànt

Categorica valutazione che viene espressa nei confronti di medici, ingegneri, capiufficio e in generale laureati a cui concediamo il merito dello studio, ma non il dono dell’intelligenza. [Trad. Avrà anche studiato ma è ignorante]

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