«De che ‘mpó a l’vé fósch ai sich»

Dieci frasi in bergamasco sul difficile cambio di stagione

Dieci frasi in bergamasco sul difficile cambio di stagione
Viva Bèrghem 09 Ottobre 2017 ore 06:00
Foto in copertina di Barbara Rossi

 

Se è vero che non ci sono più le stagioni di una volta, figuriamoci i cambi di stagione. Eppure si perpetuano i rituali domestici come il leggendario cambio degli armadi e la simbolica adozione della trapunta o del piumone, che segnalano l’abbassamento delle temperature. Ci possiamo però consolare con la raccolta di funghi e castagne, in attesa della prima produzione di vino novello. Nel frattempo, troviamo sempre qualcosa da dire.

 

1) De che ‘mpó a l’vé fósch ai sich

Foto di Maurizio Romano

I più pessimisti già paventano il momento in cui le ombre della sera si allungheranno sulle nostre giornate con notevole anticipo. Ma non uscirebbero comunque di casa, nemmeno col sole. [Trad. Tra un po' viene buio alle cinque]

 

 

2) Ó gnamò mia fàcc ol cambe

Il cambio dei vestiti negli armadi riveste un ruolo strategico che ogni donna conosce, mentre gli uomini tendono a sottovalutarlo. Finché si trovano ad affrontare l’inverno in t-shirt. [Trad. Non ho ancora fatto il cambio]

 

 

3) Me se sènte fiàch

Una delle conseguenze dell’inizio di stagione è l’affollarsi di erboristerie e farmacie, per trovare rimedi contro i malanni autunnali. Alcuni preferiscono il taumaturgico aiuto della castagna gengia. [Trad. Mi sento spossato]

 

 

4) Ó zamò fàcc l’inflüènsa

I meno fortunati sono già stati assaliti dalle febbri e dalla nausea. Fortunatamente per loro, molto probabilmente non ripeteranno più la nefasta esperienza. [Trad. Ho già fatto l'influenza]

 

 

5) La prepónta la me dà mia fastöde

In attesa dell’auspicata accensione dei caloriferi, c’è chi rimedia con l’adozione di una spessa trapunta, o di un leggero e tecnologico piumone. Anche perché la finestra deve rimanere rigorosamente aperta. [Trad. La trapunta non mi dà fastidio]

 

 

6) A l’fà mia frècc

La leggendaria resistenza dei bergamaschi al freddo ci fa dire che sopra lo zero fa sempre caldo. C’è da dire che nelle ultime generazioni il DNA sembra essersi un po’ annacquato. [Trad. Non fa freddo]

 

 

7) L’è tép de boröle

Altro rito collettivo ineludibile dei bergamaschi è la cottura delle caldarroste. La raccolta nei boschi, il taglietto sulla buccia, di solito incombenza dei bambini e la caratteristica padella bucherellata fanno parte dei ricordi di tutti noi. [Trad. È tempo di caldarroste]

 

 

8) L’è assé che ‘l piöe mia

La pioggia, benedetta dopo un periodo di siccità, vede trasformarsi nel suo opposto questo sentimento popolare se la sua presenza dura per più di tre giorni consecutivi. Umana ingratitudine. [Trad. È sufficiente che non piova]

 

 

9) I è i öltem dé de sta de fò

Gli irriducibili dell’esterno non hanno problemi anche se fuori nevica, ma la maggior parte di noi non gradisce le temperature polari. Così, non ci resta che godere il debole sole di ottobre. [Trad. Sono gli ultimi giorni per stare all'aperto]

 

 

10) Me l’vèd piö l’invèren

Un inverno serio, di quelli con almeno dieci gradi sottozero e un metro di neve, è un po’ che non si vede dalle nostre parti. Riscaldamento globale o perdita di memoria collettiva? [Trad. Non lo vediamo più l'inverno]