Da «Fó l'gir di cimitére» a...

Dieci frasi in bergamasco sui Santi e la festa dei morti

Dieci frasi in bergamasco sui Santi e la festa dei morti
02 Novembre 2019 ore 05:30

Un tempo le festività dei Santi e dei Morti erano l’occasione per una riflessione sull’esistenza, accompagnata da rituali come le visite in chiesa e al cimitero, a cui venivano rigorosamente dedicate le due giornate. Oggi qualcuno ha sostituito le destinazioni della tradizione con la discoteca, e i più conservatori tra di noi storcono il naso. Ma non è il caso di preoccuparsi, è semplicemente l’eterno alternarsi di usi e abitudini. A proposito, dolcetto o scherzetto?

 

1. Fó l’gir di cimitére

Era d’obbligo, un tempo, dedicare la giornata dei morti a una visita di tutti i camposanti dove riposavano i diversi parenti. Era l’occasione per ricostruire l’albero genealogico, e rafforzare in noi il senso della nostra storia e della nostra identità. [Trad:  Faccio il giro dei cimiteri]

 

2. A m’sè a cà tri dè

Pur con il nostro animo incline alla celebrazione del lavoro, non possiamo fare a meno di registrare con piacere il ponte che anticipa le vacanze di Natale. Tanto in casa c’è sempre qualcosa da fare. [Trad: Siamo a casa tre giorni]

 

3. Coss’él po’ l’Aulin?

Il curioso intreccio tra radicate tradizioni e novità importate da altri Paesi manda in confusione i più conservatori dei nostri concittadini. L’origine celtica di Ognissanti non sembra rientrare nella sfera delle loro conoscenze. [Trad: Cos’è poi l’Halloween? ]

 

4. Ghe càmbie i fiur ai mé

Qualcuno approfitta dell’occasione per ripetere un rito che è stato in gran parte dimenticato a causa dei nostri ritmi frenetici, anche in vacanza. Senza scordare l’avvento dei fiori di plastica. [Trad: Cambio i fiori (sulla tomba) ai miei]

 

5. Mète ‘n ùrden la cà

Le nostre implacabili regiure non perdono l’occasione per intervenire sulla pulizia e sull’ordine della casa che, a un occhio distratto, sembrerebbe già impeccabile. [Trad: Metto in ordine la casa]

 

6. Gh’ó a cà i s-cècc

Frase pronunciata non sempre con la prevedibile gioia, anticipa la presenza domestica dell’amata prole. In alcuni casi questa si trasforma in tre giorni di alta tensione che fanno vedere con sollievo il ritorno alle occupazioni quotidiane. [Trad: Ho a casa i ragazzi]

 

7. Casse dét ol có ‘n césa

Altro rito che si celebra sempre meno, è un retaggio del nostro radicato senso religioso che tende a scomparire, sopraffatto dalla molteplicità di stimoli che non sempre siamo in grado di gestire. [Trad: Meto la testa (faccio visita) in chiesa]

 

8. ‘Ndó al mar che gh’è bèl

Il caldo anomalo di questo periodo induce alcuni ad amare riflessioni sul surriscaldamento globale. Altri, più pratici, ne approfittano per fare l’ultimo, improbabile bagno dell’anno. [Trad: Vado al mare che c’è bello (che è bel tempo)]

 

9. I è ‘n giro cóme a Carneàl

Rigidamente legati ai nostri consolidati cicli annuali, non vediamo di buon occhio lo slittamento di usi e tradizioni. L’audacia di certi travestimenti femminili per Halloween non fa che rincarare la dose. [Trad: Sono in giro come fosse Carnevale]

 

10. A m’sènt piö de negót

Amara constatazione di chi rileva una generale perdita di sensibilità e di attenzione verso chi non può più essere utile, come i defunti. Dimenticando che preservarne il ricordo è come salvare la nostra identità. [Trad: Non sentiamo più di niente]

 

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