Dritti al punto

10 frasi dei bergamaschi al mercato L'umanità dai due lati del banco

10 frasi dei bergamaschi al mercato L'umanità dai due lati del banco
Viva Bèrghem 25 Agosto 2017 ore 11:00

In città c'era quello mitico della Malpensata, ogni lunedì croce degli automobilisti e delizia degli ambulanti. Ma ogni paese ne ha uno, e andarci è una specie di rito collettivo che rinsalda, e a volte spezza, i legami tra i membri della comunità. È il mercato, dove l'umanità è divisa tra chi sta dietro e chi sta davanti al banco. La differenza la si capisce ascoltando.

 

1) Che dé él ol marcàt?

Non appena arriviamo in una località di villeggiatura, o in un paese sconosciuto, questa è una delle prime informazioni raccolte. Perché è il modo migliore per capire dove ci troviamo. [Trad. Che giorno è il mercato?]

 

 

2) La gh'à de tocale pròpe töte?

L'amabile richiamo del fruttivendolo alla signora che, fedele alla propria identità di casalinga bergamasca, non acquista nulla senza provare con mano. Il venditore, però, non sempre apprezza. [Trad. Deve toccarle proprio tutte?]

 

 

3) Quace laùr a l'fà chèl laùr lé!

In ogni mercato c'è la dimostrazione di qualche aggeggio che l'abilità del venditore riesce a far sembrare onnipotente. A casa, nessuno riesce a ripeterne le prestazioni. [Trad. Quante cose fa quell'aggeggio lì]

 

 

4) Töe sèmper ol polastrèl

Per qualcuno il mercato è anche l'occasione per evitare di cucinare, acquistando un pollo fritto, ovviamente con le patatine. Il tempo risparmiato si può investire in chiacchiere. [Trad. Prendo sempre il pollo]

 

 

5) A l'me lassa 'ndà negót?

Il nostro animo frugale c'impone la scelta migliore dal punto di vista della convenienza. Mercanteggiare è una questione d'onore, anche se alla fine il risparmio è ridicolo. [Trad. Non mi abbuona niente?]

 

 

6) I è töt peciòcc

Oggi ci sono le personal shopper, una volta c'erano le amiche consigliere, che cercavano di evitare i cattivi affari, offrendo una consulenza gratuita, professionale e, di solito, ipercritica. [Trad. Sono tutti oggetti scadenti]

 

 

7) La ghe piàs, bèla sciura?

Abile tentativo di accattivarsi la simpatia della frequentatrice di mercati che, rotta a ogni malizia commerciale, sorride con dignitosa indifferenza. Anche se in fondo è lusingata. [Trad. Le piace, bella signora?]

 

 

8) Chèsto a l'nèta töt

Un altro prodotto miracoloso, che promette di pulire in pochi minuti, o addirittura secondi, forni incrostati, frigoriferi ammuffiti, tappeti polverosi. Ma noi sappiamo che non c'è niente di meglio dell'olio di gomito. [Trad. Questo pulisce tutto]

 

 

9) Gh'è la metà di banch

Anche i mercati e gli ambulanti sentono inevitabilmente la concorrenza dei centri commerciali e degli acquisti online. Però difficilmente rinunceremo del tutto alla passeggiata con malignità sul prossimo incluse. [Trad. C'è la metà dei banchi (dei venditori)]

 

 

10) 'Ndo él ol banch di fèr?

Quando accompagna stancamente la consorte tra i banchi, il marito esce dal suo torpore solo quando avvista il banco della ferramenta. Il difficile è poi toglierlo da lì. [Trad. Dov'è il banco della ferramenta?]