De s-cèt stàe piö 'n de pèl

10 frasi dei bergamaschi sulla notte più lunga che ci sia

10 frasi dei bergamaschi sulla notte più lunga che ci sia
13 Dicembre 2015 ore 20:00

C’è una santa che ci unisce da generazioni, e che rappresenta un appuntamento irrinunciabile per genitori e figli. La chiesa a lei dedicata in via XX Settembre in questi giorni è meta di un pellegrinaggio di proporzioni bibliche, con centinaia di bergamaschi grandi e piccoli armati della famosa, magica e leggendaria “letterina”. Che nessuno mai oserebbe sostituire con una mail.

 

1) Öna ólta la te portàa ü mandarì e m’fàa i sàlcc vólcc

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Amara considerazione di nonni in fila alla cassa di un supermercato o di un negozio di giocattoli, sfiniti e carichi di pacchi più dell’asinello di santa Lucia. [Trad: Un tempo ti portava un mandarino e facevamo i salti alti di gioia]

 

2) Per fa zó la lèterina ghe ulìa la pèna dóra

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Non c’è povertà che tenga. Anche in tempi di miseria assoluta, per scrivere ai Santi era necessaria una penna di metallo nobile. Magari non proprio a 24 carati, ma in ogni caso degna dell’indirizzo “Via del paradiso”. [Trad: Per scrivere la letterina occorre la penna d’oro]

 

3) Se la te tróa ‘mpé la turna ‘ndré

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Minaccia che i genitori più scaltri applicavano a partire da ottobre, per abituare i pargoli a fare la nanna senza storie. E chi non dormiva strizzava gli occhi e s’immergeva nelle coperte. Rinunciare ai regali era fuori discussione. [Trad: Se ti trova in piedi, torna indietro]

 

4) De s-cèt stàe piö ‘n de pèl

S.Lucia

Era difficile tenere a bada l’emozione dell’attesa, che cominciava a manifestarsi appena dopo la fine delle vacanze estive. Osservando i visi dei bimbi in fila in via XX Settembre, verrebbe da dire che non è cambiato nulla. [Trad: Da bambino non stavo più nella pelle]

 

5) I öcc in del piatì i me fàa ‘mpressiù

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La classica iconografia della santa non incoraggia certo i più piccoli alla confidenza. Il dettaglio un po’ macabro degli occhi sul piattino ha turbato i sonni di più di un bergamasco. [Trad: Gli occhi sul piattino mi facevano impressione]

 

6) Ma la ria co’ l’àsen o col caàl?

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Domanda colta al volo in tempi recenti, in cui la conoscenza delle tradizioni non è così ferrea. In passato sarebbe stata considerata un’ignoranza scandalosa, oggi lascia lo stesso dubbio nell’interlocutore. [Trad: Ma arriva con l’asino o col cavallo?]

 

7) Regórdet ol fé e l’aqua

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Frase di rito che, la sera del 12 dicembre, rammenta al bambino di preparare il cibo per l’asinello della santa. Oggi il fieno, introvabile in città, è stato sostituito dal pan secco. [Trad: Ricordati il fieno e l’acqua (per l’asinello)]

 

8) L’è la nòcc piö lónga

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Non è solo una questione astronomica. L’attesa per l’arrivo dei doni rende la notte della vigilia interminabile, e spesso i più piccoli la passano senza chiudere occhio. E nemmeno i genitori, impegnati come aiutanti della santa. [Trad: È la notte più lunga]

 

9) A l’ sìet che l’éra de ‘nzó de là?

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La maggior parte di noi per lungo tempo ha pensato che Santa Lucia fosse di Valtesse, o al limite della Valseriana. La rivelazione delle sue origini siracusane per qualcuno è uno shock paragonabile a quello dei genitori quando confessano di essere i portatori di doni. [Trad: Lo sapevi che era di giù (meridionale)?]

 

10) A ‘Lzà a l’ ria San Martì

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L’appena accennato campanilismo bergamasco si manifesta a volte nei modi più inconsueti. Per esempio, con la rivendicazione del santo locale addetto all’elargizione di regali. [Trad: Ad Alzano arriva San Martino]

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