Da "gh'è negót come ól mal de décc" a...

10 frasi dei bergamaschi quando soffrono il mal di denti

10 frasi dei bergamaschi quando soffrono il mal di denti
04 Dicembre 2015 ore 10:32

Dal primo incisivo che spunta all’ultimo molare che cade, i denti ci fanno soffrire. Una volta si legava il dente da latte alla porta e si tirava. Oggi ci sono strumenti e terapie avveniristiche, ma non c’è anestesia che tenga. Anche solo evocare il nome del dentista fa tremare le gambe al più roccioso dei nostri montanari. Allora proviamo a riderci sopra. Naturalmente, a denti stretti.

1) Gh’è negót come ól mal de décc

mal-di-denti1 Più del parto, più del mal di testa, più di una frattura. Quando ci si mette, il mal di denti non ha confronti. E ci spinge a paragoni improponibili. [Trad: non c’è niente di peggio del mal di denti]

 

2) Ó ést la stréa

Halloween-Cinema-10-film-da-vedere-per-la-Notte-delle-streghe-video-8 Poco incoraggiante confidenza che si fa all’amico, nell’anticamera del dentista. Visto che noi usciamo e lui entra, illustrargli quello che lo aspetta forse è un sottile quanto meschino tentativo di compensazione. [Trad: Ho visto la strega]

 

3) Ol nóno l’à perdìt amò la dentéra

star-senza-denti-150306184812_big Effetto collaterale della perdita contemporanea di denti e memoria, il frequente smarrimento della protesi mobile causa spesso buffi incidenti domestici. [Trad: il nonno ha perso ancora la dentiera]

 

 4) Ol mé dentista al gh’à tri cà

Visit at the dentist's surgery Il fatto di possedere tre abitazioni non sarebbe di per sé deprecabile, se questo benessere non fosse fondato su un nostro fastidioso malessere, e se le discussioni sui nuovi mobili non avvenissero nei momenti cruciali di un doloroso intervento. [Trad: Il mio dentista ha tre case]

 

 5) Mé in Croàssia ‘ndó mia

Dentista_arabo_usa_sasso_e_scalpello_per_operare Fedeli alle nostre radici, anche quelle dei denti, non amiamo le lunghe trasferte notturne che ci trasportano nelle cliniche dei miracoli. Se si va, al ritorno è d’obbligo manifestare ammirazione e stupore per la qualità del lavoro. [Trad: Io in Croazia non vado (a farmi fare gli impianti)]

 

6) Dóma a sènt ol bordèl del tràpen a stó mal

ansia-da-dentista Confessione che intenerisce, se a farla è un muratore avvezzo a maneggiare per 12 ore filate un martello pneumatico. E che ne lavorerebbe altre 12, pur di evitare il supplizio che lo aspetta. [Trad: Solo a sentire il rumore del trapano mi sento male]

 

7) A cósa ocórel ol dét del giödésse?

Dente-del-giudizio Interrogativo esistenziale che serpeggia tra gli amici fin dall’adolescenza, trova la sua massima popolarità dopo un’estrazione dello stesso, giudicato tra i più inutili componenti del nostro organismo. [Trad: a che cosa serve il dente del giudizio?]

 

8) Mé ‘ndó a la Mütüa che s’paga de méno e i laùra bé

dentista

Attenti a non mostrare mai uno stato precario delle nostre finanze, preferiamo attribuire a una scelta qualitativa quella che spesso è l’unica alternativa per non restare precocemente a bocca vuota. [Trad. Io vado alla mutua: si paga di meno e lavorano bene]

 

9) L’è nassìt coi décc in bóca

ciuccio-e-denti Antica espressione che designa colui che è nato con tutte le fortune. Recentemente è sostituita da “a l’ gh’à amò töcc i décc in bóca”, pronunciata con reverente ammirazione di fronte al novantenne ben dentato. [Trad: È nato con i denti in bocca]

 

10) A m’gh’ìa de nass col bèch, stèss a i tartarüghe

uomo_tartaruga Amara e finale constatazione di chi ha subito la perdita dei denti da latte, di quelli definitivi e magari anche della dentiera. E auspica un rimedio drastico, magari a livello genetico. [Trad: Dovevamo nascere col becco, come le tartarughe]

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