Viva Bèrghem
Da i gh'à ü quintàl sö la schéna a...

Dieci frasi in bergamasco sul (temibile) ritorno a scuola

Dieci frasi in bergamasco sul (temibile) ritorno a scuola
Viva Bèrghem 10 Settembre 2016 ore 03:45

Scatta l'allarme nelle case e nelle scuole. Da lunedì torme di studenti torneranno nelle loro classi. Gemono le madri davanti agli scaffali dell'ipermercato affollati di articoli scolastici, si affliggono gli automobilisti pensando al paradiso perduto delle strade libere, scaldano i muscoli i pensionati preposti all'attraversamento pedonale. E tutti noi torniamo con la mente, è inevitabile, al nostro primo giorno di scuola.

 

1) Chi póer iscècc i gh'à ü quintàl sö la schéna

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Ricomincia la scuola e ricominciamo gli articoli terroristici sulle deformazioni alla colonna vertebrale dovuti al peso eccessivo di quelli che è improprio chiamare “zainetti”. Le gerle portate dai nostri contadini in confronto sono piume. [Trad. Quei poveri bambini hanno un quintale sulla schiena]

 

2) Ghe sarà pié de SUV

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Misteriosamente migrati durante la stagione estiva, gli stormi di SUV tornano a ranghi infoltiti per fare il nido nei punti più stretti e strategici di Bergamo, spesso sui marciapiedi. [Trad. Ci sarà pieno di Suv]

 

3) I völ i laùr con sö i pipòcc

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Nonni disperati si vedono rifiutare astucci e quaderni che non hanno decorazioni con l'idolo del momento. Winx, Masha e l'Orso o Peppa Pig? Nel dubbio c'è una certezza. Quella di sbagliare. [Trad. Vogliono gli zainetti con i loro pupazzi]

 

4) Ghè sciòpero di pùlman zamò ol prim dé

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Chi non perde occasione per lamentarsi si è visto servire su un piatto d'argento la primissima polemica dell'anno scolastico: lo sciopero dei mezzi pubblici che aveva rischiato di trasformare in un incubo il prossimo lunedì. Per fortuna qualche mente saggia ha revocato la mobilitazione. [Trad. C'è lo sciopero dei pullman già il primo giorno]

 

5) Ghe sarà de fà e de dì a fal indà

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I più piccoli, ormai assuefatti alla permanenza in casa e all'assenza di doveri scolastici quotidiani, non si lasceranno convincere così facilmente dalle argomentazioni suadenti dei genitori. [Trad. Ci sarà da tribolare e da dire per farlo andare (a scuola)]

 

6) A n'ne püdie piö de ìghel a cà

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Confessioni di una madre che, pur amorevolissima col pargolo, ne ha testato personalmente l'esuberanza per tre mesi filati. Le sarà difficile nascondere un colpevole sorriso di sollievo. [Trad. Non ne potevo più di averlo a casa]

 

7) Incö i è töcc dutùr

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Non manca il laudator temporis acti che scuote la testa vedendo la gioventù dirigersi in massa verso la fonte dell'istruzione. Solitamente segue poi un elenco dei lavori che i futuri laureati potrebbero utilmente fare in alternativa all'inutile studio. [Trad. Oggi sono tutti dottori]

 

8) Dóma per i lìber ghe öl mès istipèndio

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Veemente lamento del genitore che ogni anno, implacabilmente, vede salire la fetta del bilancio familiare destinata all'istruzione della figliolanza. Rimostranza che rimane puntualmente inascoltata. [Trad. Solo per i libri occorre mezzo stipendio]

 

9) Me se 'ngüre mia 'n di maèstre

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Improvviso moto di empatia verso una categoria spesso bistrattata durante l'anno scolastico. Pensare che una maestra abbia a che fare con 20 repliche del proprio vivacissimo virgulto a volte fa scattare la comprensione. [Trad. Non mi vorrei mettere nei panni delle maestre]

 

10) Me se regórde amò la löciada che ó facc sö

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È inutile, il primo giorno di scuola non si scorda mai. Di fronte al ripetersi dell'evento, ci accomuna la memoria di un'esperienza che non per tutti è stata felicissima. [Trad. Mi ricordo ancora le lacrime del mio primo giorno]

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