E poi c'è il curling

Dieci frasi dei bergamaschi sulle olimpiadi invernali coreane

Dieci frasi dei bergamaschi sulle olimpiadi invernali coreane
23 Febbraio 2018 ore 07:00

Quest’anno sembra che i bergamaschi seguano con particolare attenzione i Giochi Invernali, anche se non sono in grado di pronunciare il nome della località in cui si svolgono. Il motivo è forse da cercare nella presenza di quattro atlete, due delle quali hanno acceso l’entusiasmo di tutti salendo sul gradino più alto del podio. Ma ci siamo appassionati anche a sport inconsueti, come il curling. Vediamo perché.

 

1) Quando la é zó la me fà pura

Frase con doppia interpretazione Perché è da paura il coraggio con cui Sofia Goggia si getta  a capofitto nelle discese, ma suscita timore la sua apparente incoscienza nell’affrontare i rischi. [Trad. Quando scende mi fa paura]

 

 

2) L’è de ‘Lzà, anse, de la Büsa

Leggermente sciovinisti, ci teniamo a definire con estrema recisione il luogo di nascita di una campionessa come Michela Moioli. Anche adesso che è diventata un patrimonio dell’umanità. [Trad. È di Alzano, anzi, della Buca]

 

 

3) I nóste fómne i è issé

Un sospiro di compiacimento è inevitabile, quando si vedono due donne bergamasche sul tetto del mondo. C’è da dire che le nostre compagne di ogni giorno hanno la stessa determinazione e lo stesso carattere.

 

 

4) Me piàs chi col spassetù

Forse è perché evoca scenari familiari, ma il misterioso curling è risultato essere uno degli sport più apprezzati. Chiunque, passando lo straccio in cucina, può sognare glorie olimpiche. [Trad. Mi piacciono quelli con lo scopettone]

 

 

5) De òmegn a m’gh’à dét piö nissü

I trionfi femminili non fanno dimenticare, anzi, sottolineano la poca consistenza della presenza maschile. Un argomento delicato da non discutere nelle piccole diatribe familiari, per evitare scomodi paragoni. [Trad. Di uomini non abbiamo più nessuno]

 

 

6) Me se regórde amò ‘l Fausto

Inevitabile, per i più maturi, correre con la memoria ai tempi in cui tra i paletti dello slalom correva anche l’indimenticabile Fausto Radici, un orgoglio bergamasco non solo sugli sci. [Trad. Mi ricordo ancora Fausto]

 

 

7) L’è fórta pò a la biondina

Tra le vincitrici di medaglia d’oro anche Arianna Fontana, la tosta valtellinese che potrebbe benissimo essere bergamasca, per quello che ha fatto vedere nelle risse dello short track. [Trad. È forte anche la biondina]

 

 

8) Farèss chèl de scià e sbarà

A un popolo che storicamente ama lo sci e la caccia non può non piacere la sintesi di due passioni, quel biathlon che ci ha regalato medaglie e il tifo per l’ammiratissima Dorothea Wierer. [Trad. Farei quello di sciare e sparare]

 

 

9) Lé l’è bràa söla tàola, mé só fórt a tàola

Piccola consolazione della gente comune, il detenere un record non proprio sportivo, ma comunque degno di nota. La frase è pronunciata di solito durante un banchetto luculliano. [Trad. Lei è brava sulla tavola, io sono forte a tavola]

 

 

10) M’à fàcc pò a i pài e i récc

Non poteva mancare l’aspetto produttivo. Da veri lavoratori, apprezziamo il fatto che i paletti dello slalom, le reti di protezione e altro materiale siano stati realizzati da un’azienda di Bergamo. La nostra industriosità non conosce confini. [Trad. Abbiamo fatto anche i pali e le reti]

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