Viva Bèrghem
«L'è 'mpó che m'vèns negót»

Dieci frasi dei bergamaschi sulle Olimpiadi appena iniziate

Dieci frasi dei bergamaschi sulle Olimpiadi appena iniziate
Viva Bèrghem 06 Agosto 2016 ore 10:50

Solitamente più attratti dagli avvenimenti locali che da quelli mondiali, non possiamo però esimerci dal partecipare, almeno emotivamente, all'appuntamento delle Olimpiadi. Da domani il mondo si affronterà in entusiasmanti sfide sportive e, anche se i nostri allori nel settore sono un po' lontani nel tempo, per una volta faremo il tifo senza aspettarci la vittoria. A nostro modo, naturalmente.

 

1 - I è zamò passàcc quatr'agn?

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È la prima domanda che ci si fa, non appena qualcuno ricorda la notizia dell'imminente apertura dei Giochi. Perché a volte gli anni volano più degli atleti in gara. [Trad: sono già passati quattro anni?]

 

2) Ghe n'è dét quàter de Bèrghem

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Non può mancare il campanilistico orgoglio di chi ha già contato il numero di partecipanti orobici all'evento. Marco Belotti, Matteo Giupponi, Marta Milani e Laura Teani sono i nostri alfieri. E speriamo che ci regalino una medaglia. [Trad: ce ne sono quattro bergamaschi]

 

3) I ède töte perchè só 'n férie

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A volte non tutto il male vien per nuocere. Chi per necessità deve trascorre le ferie a casa, può almeno avere la consolazione di seguire tutto il programma olimpico, al solo prezzo di qualche notte insonne. [Trad: le vedo tutte perché sono in ferie]

 

4) Gh'è mèso de malàs

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I più informati ricordano l'allarme suscitato dal virus Zika, dichiarando di non tenere nemmeno in considerazione una trasferta in Brasile che, comunque, non avrebbero mai affrontato. [Trad: c'è il pericolo di ammalarsi]

 

5) L'è 'mpó che m'vèns negót

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I ricordi delle medaglie orobiche sono notevolmente sbiaditi. I calciofili ricordano il bronzo di Ivan Pelizzoli nel calcio, qualcuno ricorda le imprese dei nuotatori Brembilla e Merisi della ciclista Chiappa e della ginnasta Masseroni. Forse è il momento che ne arrivino delle altre. [Trad: è da un po' di tempo che non vinciamo niente]

 

6) M'à enzìt la prima medaia dóra di bici

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Pochi sanno che la prima vittoria olimpica nel ciclismo fu proprio di un bergamasco, Ernesto Mario Brusoni, detto Enrico, a Parigi, nel 1900. Abbiamo iniziato il secolo davanti a tutti. [Trad: abbiamo vinto la prima medaglia d'oro in bici]

 

7) L'à curìt anche 'l Gimónd

Probabilmente, l'atleta olimpico bergamasco più conosciuto è il sempreverde Felice Gimondi, che nel 1964 a Tokyo finì anonimamente in gruppo, ma che nel 1965 vinse a sorpresa e giovanissimo il Tour de France. [Trad: (alle Olimpiadi) ha corso anche Gimondi]

 

8) I Russi i è quase töcc fò

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Ormai l'associazione tra sport e doping è diventata tristemente frequente. La defezione forzata in massa degli atleti sovietici rischia quindi di non destare scalpore. [Trad: i russi sono quasi tutti fuori]

 

9) I a fà èd de nòcc

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È la lamentela che dà il via alla rivelazione delle diverse tattiche per godersi comunque la manifestazione in TV: dalle dosi massicce di caffè per i puristi della diretta alla  registrazione per i più pigri. [Trad: le trasmettono di notte]

 

10) L'è sèmper ü bèl vèd

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Nemmeno ai più retrivi sfugge la dimensione internazionale dell'evento, uno spettacolo di forza, agilità e destrezza che riesce ad entusiasmare anche agli appassionati del divaning. [Trad: è sempre un bel vedere]

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