L’è sèmper ü banchér

10 frasi in bergamasco su Mario Draghi

Nuovo salvatore della patria o minaccia incombente sulla nostra sorte già precaria?

10 frasi in bergamasco su Mario Draghi
Viva Bèrghem 10 Febbraio 2021 ore 09:03

di Vecchio Daino

Un’ipotesi che da tempo circolava nell’aria è diventata concreta, e in bar e piazze si parla di Mario Draghi, come nuovo salvatore della patria o come minaccia incombente sulla nostra sorte già precaria. Probabilmente la verità sta nel mezzo, e la speranza è legittima come il timore. La conclusione della discussione è la stessa di sempre, domà me tóca amò ‘ndà a laurà, e questa è una grande certezza.

1. A mé l’me piàs


Il riserbo, la fama di gran lavoratore e l’abilità nel maneggiare il denaro sono tre virtù tipicamente orobiche. Forse per questo il carisma di Mario Draghi ha fatto breccia anche in parte del nostro territorio. [Trad.: A me piace]

2. Mèi de chèi de prima


Una fetta più o meno consistente di concittadini, pur ignorando in tutto o in parte le qualità dell’uomo, emette un verdetto impietoso sui precedenti governi. Con il sospetto che la comparazione li comprenda tutti, a partire dal 1861. [Trad.: Meglio di quelli di prima]

3. Saìghen ghe n’sà


Il corposo curriculum del premier incaricato non può non incutere un reverenziale timore, anche solo per la mole, risvegliando l’atavico rispetto che nutriamo per chi detiene le chiavi del sapere. Certo, la simpatia è un’altra cosa. [Trad.: Saperne ne sa]

4. A l’sarà stèss de chi óter


È il nostro radicato fatalismo che parla, quando dichiariamo di non aspettarci nulla di diverso da quello che ci è sempre accaduto. C’è da dire che i politici che si sono succeduti al potere non hanno fatto molto per farci cambiare idea. [Trad.: Sarà uguali agli altri]

5. A m’se rincorzerà


Le “lacrime e sangue” evocate da più parti fanno temere a molti di noi un attentato al nostro piccolo patrimonio personale, che è sacro in quanto frutto di inenarrabili sacrifici. Non difendiamo meschinamente il denaro, ma il sudore della nostra fronte. [Trad.: Ci accorgeremo]

6. Sperèm ch’i ‘ndàghe decórde


Spazientiti dai logoranti dibattiti della politica, alcuni di noi sperano solo che si trovi un accordo qualsiasi, per non avere almeno il problema di un governo instabile. Dopo tutto, saremmo nel mezzo di una pandemia. [Trad.: Speriamo che vadano d’accordo]

7. L’è sèmper ü banchér


Non disdegniamo il denaro in quanto tale, poiché è il frutto del nostro lavoro. Ma ci irrita sapere che gestirlo a volte è più importante che guadagnarlo. Da qui l’innata diffidenza verso chi si occupa di finanza. [Trad.: È pur sempre un banchiere]

8. A m’vederà


Filosofi di natura, non ci fasciamo la testa prima del necessario, e nemmeno nutriamo false speranze. Sarà il tempo che ci darà le risposte giuste. Nel frattempo, continuiamo la vita di sempre. [Trad.: Vedremo]

9. A l’me fa pura dóma ’l nòm


Un pizzico di superstizione magica è legittima, ricordando le nostre leggende popolate da gatti con le corna, creature notturne capaci di allungarsi a dismisura e, appunto, rettili volanti un po’ piromani. [Trad.: Mi fa paura solo il nome]

10. I sarà contècc i sciòr


La strana sensazione che alla fine piove sempre sul bagnato accompagna ogni cambiamento alla guida del Paese. E allora ci rivolgiamo all’unica autorità che può aiutarci, quel Signore dei poveretti che si alza presto, perché quello dei ricchi è ancora a letto. [Trad.: Saranno contenti i ricchi]

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