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Chi culùr ché i me tira ciòch

10 frasi in bergamasco sul ritorno in zona arancione

10 frasi in bergamasco sul ritorno in zona arancione
Viva Bèrghem 14 Aprile 2021 ore 21:54

di Vecchio Daino

Arancione, rosso, giallo, poi di nuovo rosso e arancione. Non siamo mai stati bianchi, ma tutti gli altri colori li abbiamo sperimentati. È normale che tutto questo ci lasci un po’ disorientati, soprattutto perché, in fondo, non vediamo dei grandi cambiamenti. Sarà per questo che anche i più pazienti tra noi a volte sbottano in esclamazioni che non contribuiscono certo ad accrescere la fama della nostra raffinatezza.

1. L’è cambiàt negót


Semplice imprecisa rappresentazione dalla realtà, non tiene conto della riapertura di alcuni esercizi commerciali. Ma ormai siamo assuefatti a limitazioni continue, e non siamo più sensibili alle sfumature. [Trad.: Non è cambiato niente]

2. Chi culùr ché i me tira ciòch


La tavolozza sanitaria comincia a provocare crisi esistenziali, derivate dal fatto che è complesso tenere a mente tutte le micro e macro variazioni tra le diverse tonalità. Nel dubbio, seguiamo i soliti precetti. [Trad.: Questi colori mi ubriacano]

3. Intàt a m’sè ‘ndré coi vacini


Dopo le incresciose vicende dell’anno passato, ci troviamo ancora una volta a non essere proprio i battistrada della campagna vaccinale. E a gente come noi dà fastidio non primeggiare. [Trad.: Intanto siamo indietro con i vaccini]

4. Per fürtüna i và a scöla


Non si sa se questa esclamazione è dovuta alla soddisfazione per la ripresa del sacro esercizio dell’insegnamento in classe, oppure al sollievo di vedere finalmente i figli fuori di casa. [Trad.: Per fortuna vanno a scuola]

5. Gh’è amò i pulman pié


Sembra che i proclami sull’aumento della frequenza delle corse e sulle condizioni di viaggio in totale sicurezza non siano stati rispettati alla lettera. Ma forse le foto che girano sui social sono fatte tutte col teleobiettivo. [Trad.: Ci sono ancora i pullman pieni]

6. ‘Ndaró alméno del barbér


Una piccola soddisfazione c’è. Chi non ha provveduto per tempo al consueto taglio di capelli può finalmente rimediare, tornando ad accettare le videochiamate. [Trad.: Andrò almeno dal barbiere]

7. Mé só che gh’è sèmper tràfech


Chi sperava in un azzeramento quasi totale del traffico è rimasto deluso. In alcuni punti nevralgici della città son tornate persino le liti per il parcheggio rubato. Un segnale di normalità? [Trad.: Io so che c’è sempre traffico]

8. Se la à bè a m’và a löi


Sfiniti da questa eterna quaresima i più pessimisti non intravedono una via d’uscita, se non quando la bella stagione e il sole ci daranno, ancora una volta, una mano. [Trad.: Se va bene andremo a luglio]

9. La à mal ‘nfina a la Germania


È con un certo stupore, misto a una insensata e maligna soddisfazione, che vediamo vacillare anche il granitico sistema sanitario teutonico. In questo caso, però, il mal comune non è certo un gaudio. [Trad.: Va male persino la Germania]

10. Ghe n’ó pròpre pié i bale


Affermazione sincera e diretta, esprime con un’efficace metafora il profondo senso di frustrazione che deriva dal protrarsi all’infinito di questa incresciosa situazione. [Trad.: Ne ho proprio piene le scatole]