Ol calesì a l’bìe ai quàter

10 frasi in bergamasco sul ritorno in zona gialla

Siamo finalmente tornati alla tonalità che ci è più consona, quella della nostra bandiera e della polenta. Ormai siamo estenuati dalla pandemia e dalle misure necessarie per contenerla, anche perché ormai ci avviciniamo all’anniversario dell’incubo

10 frasi in bergamasco sul ritorno in zona gialla
Viva Bèrghem 03 Febbraio 2021 ore 17:21

di Vecchio Daino

Dopo una frenetica alternanza di colori, siamo finalmente tornati alla tonalità che ci è più consona, il giallo della nostra bandiera e della polenta. C’è da dire che ormai siamo estenuati dalla pandemia e dalle misure necessarie per contenerla, anche perché ormai ci avviciniamo all’anniversario dell’incubo. E tutti ci auguriamo che sia il primo e l’ultimo.

1. Che botép ol café al cóld

Riscopriamo tutte le piccole gioie di cui eravamo stati privati, non esclusa quella di uscire dal bar senza destreggiarsi tra zucchero, tazzine e cucchiaini di plastica, magari mentre si tenta di mettere la mascherina. [Trad.: Che buontempo il caffè al caldo]

2. Me só rencorzìt del tràfech

Una nota poco lieta del rientro in zona gialla è il traffico, ormai giunto a livelli simili alla normalità. Probabilmente un effetto collaterale di cui avremmo fatto volentieri a meno. [Trad.: Mi sono accorto dal traffico]

3. Sperém de turnà mia ‘ndré

È vero che la nostra condotta virtuosa ci ha protetti e dovrebbe continuare a farlo, ma i più pessimisti temono un ritorno alla situazione post-ferie. E moltiplicano le precauzioni. [Trad.: Speriamo di non tornare indietro]

4. Maià al ristorànt a l’sömèa gna ira

La surreale esperienza di tornare a pranzare o a cenare in un locale pubblico ha qualcosa di onirico. Anche se, tra una portata a l’altra, c’è chi alza ancora la mascherina. [Trad.: Non mi sembra vero mangiare al ristorante]

5. Gh’è zamò ‘ntùren tròpa zét

Già non sopportiamo il prossimo, specialmente quando siamo costretti a conviverci in spazi ristretti. Figuriamoci quando potrebbe essere fonte, oltre che di fastidio, di contagio. [Trad.: C’è già troppa gente in giro]

6. L’éra pò ura

La tragicomica vicenda dei dati trasmessi, ricevuti o elaborati in modo erroneo ha messo a dura prova anche la nostra proverbiale pazienza. Per fortuna s’è trovato un rapido rimedio. [Trad.: Era ora]

7. Öle èd co i scöle

La vera prova del nove secondo alcuni è la riapertura delle scuole, che riporterà sui mezzi pubblici la nostra popolazione più giovane. Anche se anche la componente più anziana non si fa mancare piccole e grandi trasgressioni. [Trad.: Voglio vedere con le scuole]

8. L’è passàt quase ön an

Non sembra quasi vero, ma tra poco ricorrerà il triste anniversario delle prime avvisaglie della tempesta. Crediamo che proprio nessuno lo festeggerà, se non possiede azioni di alcune case farmaceutiche. [Trad.: È passato quasi un anno]

9. Ol calesì a l’bìe ai quàter

Le abitudini sono dure a morire, e chi non può proprio rinunciare al classico aperitivo ha anticipato l’orario. D’altronde, siamo gente che mangia a mezzogiorno e cena alle sei di sera. [Trad.: Il calice lo bevo alle quattro]

10. A m’gh’avrèss de zögà i nömer al lòt

I dati comunicati quotidianamente si sono rivelati a volte così lontani dalla realtà che ormai qualcuno pensa di ricavarne almeno un beneficio economico, trasformandoli in ambi, terni e cinquine. [Trad. Dovremmo giocare i numeri al Lotto]

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