«Sperém de ègnen fò»

Dieci frasi in bergamasco sul vaccino

Dieci frasi in bergamasco sul vaccino
Viva Bèrghem 13 Gennaio 2021 ore 10:16

di Vecchio Daino

Inutile negarlo, la rapida apparizione sul mercato dei vaccini anti Covid-19 ha acceso da un lato una speranza, e dall’altro infinite polemiche sulla brevità dei test, sulla lentezza della somministrazione, sulla maggiore o minore efficacia dei prodotti di altri Paesi. Sullo sfondo, il nostro naturale disincanto che ci fa dubitare dei rimedi miracolosi. In sintesi, ü bèl rebelòt.

1. Mé l’fó mia


Una delle nostre caratteristiche è l’individualismo, aggiunta alla scarsa propensione a seguire le imposizioni dall’alto. In questo caso, però, forse sarebbe meglio far prevalere l’altrettanto proverbiale buon senso. [Trad.: Io non lo faccio]

2. A m’fenirà nel 2025


La poco allegra previsione nasce dall’osservazione del ritmo con cui procedono le vaccinazioni. Abituati a ben altre rapidità di esecuzione, per esempio quella dei nostri muratori, inarchiamo il sopracciglio. [Trad.: Finiremo nel 2025]

3. Se l’è cóme chèl de l’inflöènsa…


Chi ha tentato di vaccinarsi contro quello che era il malanno per eccellenza di questa stagione spesso non è riuscito nell’intento. È sorto così uno scetticismo, non del tutto ingiustificato, nei confronti dell’operazione di massa. [Trad.: Se è come quello dell’influenza…]

4. Adèss a n’n’a rìa ön óter


Ormai sappiamo tutto su virus, pandemie e rimedi vari, e sappiamo che è in arrivo un altro vaccino, oltre a quello già utilizzato in Italia. Però non possiamo ancora sapere quando toccherà a noi. [Trad.: Adesso ne arriva un altro]

5. Spète ü falì a fàl


La nostra leggendaria prudenza si applica anche a questa evenienza, e in un apparente slancio di altruismo preferiamo che sia il nostro vicino ad avere la precedenza. O a fare da cavia? [Trad.: Aspetto un poco a farlo]

6. A m’gh’à de fàl töcc


Duramente colpiti dalla pandemia, siamo forse un po’ più protetti degli altri. Ma le cose vanno fatte fino in fondo, e per una volta fare parte di un gregge, purché immune non sembra contrario al nostro carattere. [Trad.: Dobbiamo farlo tutti]

7. Me se regórde chèl de la pólio


I nati verso la metà degli anni Cinquanta del secolo scorso ricordano benissimo le prime vaccinazioni antipolio e il numero di bambini che all’epoca soffriva di poliomielite. Forse per questo non sono così avversi alla nuova campagna sanitaria. [Trad.: Mi ricordo quello della polio]

8. Sperém de ègnen fò


La speranza che il vaccino davvero risolva una volta per tutte l’incubo che viviamo ormai da un anno è condivisa da tutti. Va bene che siamo pazienti e capaci di adattarci a tutto, ma ‘l tròp a l’istropèsa, quando è troppo è troppo. [Trad.: Speriamo di venirne fuori]

9. Ü dutùr l’è mórt


Il partito dei contrari cita a proprio favore i decessi avvenuti a seguito di vaccinazioni, ancora prima che i medici siano riusciti a stabilire una correlazione tra i due eventi. La prudenza non è mai troppa, la preveggenza sì. [Trad.: Un medico è morto]

10. Farèss chèl cinés


Si è anche stranamente sviluppata una tendenza esterofila, che giudica più efficaci i prodotti russi o cinesi, forse in base all’esiguo numero di lamentele in merito. Che forse non è dovuto esattamente all’efficacia del farmaco. [Trad.: Farei quello cinese]

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