Viva Bèrghem
«Mórt ü Papu se n’fà ön óter»

Dieci frasi in bergamasco sull’addio a Bergamo del Papu Gomez

Ü bèl zöch a l’düra póch, d’accordo, ma non era previsto che il numero 10 argentino lasciasse l’Atalanta in questi tempi e, soprattutto, in questi modi...

Dieci frasi in bergamasco sull’addio a Bergamo del Papu Gomez
Viva Bèrghem 27 Gennaio 2021 ore 09:02

di Vecchio Daino

Ü bèl zöch a l’düra póch, d’accordo, ma non era previsto che il Papu lasciasse l’Atalanta in questi tempi e, soprattutto, in questi modi. Alcuni comportamenti del giocatore hanno irritato i tifosi, mentre altri hanno attribuito la responsabilità dell’accaduto alla rigidità dell’allenatore. Tutti d’accordo però a sottolineare che è la squadra a contare davvero. Perché i calciatori passano, la Dea resta.

1. A l’gh’à resù lü


C’è una fazione di appassionati che attribuiscono all’argentino gran parte dei meriti acquisiti dalla squadra sul campo, e avrebbero accettato anche qualche stravaganza da campione. Ma non sembra che siano in maggioranza. [Trad.: Ha ragione lui]

2. Ol Gasp a l’gh’à del rampì


Non si sa se lo si dice più come critica o come complimento, perché le indubbie asperità del mister si traducono in bel gioco, grinta e punti. Traguardi che fanno passare in secondo piano qualche uscita non troppo felice. [Trad.: Il Gasp è un attaccabrighe]

3. A l’me dispiàs


Alla fine ogni bella storia che termina lascia un po’ d’amaro in bocca, soprattutto pensando al clima idilliaco che s’era creato tra la tifoseria e il campione. Però sappiamo bene che le cose non vanno sempre come ci auguriamo. [Trad.: Mi dispiace]

4. La cönta dóma la squadra


Il granitico legame dei bergamaschi con l’Atalanta la eleva al di sopra di ogni conflitto e personalismo, condannabili perché tolgono concentrazione e serenità. Insomma, devono parlare solo le gambe. [Trad.: Conta solo la squadra]

5. Gh’è de dìga grassie


Impossibile dimenticare le emozioni regalate dal giocoliere sudamericano al nostro pubblico. Giusto quindi che in molti sentano il dovere di ringraziarlo, qualunque sia il suo futuro. [Trad.: C'è da dirgli grazie]

6. I è töte sbambossade


La nostra mentalità prevede che il calcio debba venire affrontato come ogni lavoro, con serietà, impegno e dedizione. Un mondo dove l’uso dei social non è nemmeno contemplato. [Trad.: Sono tutte stupidaggini]

7. Ol zögadùr a l’gh’à de fa sito


Fedeli a un’idea gerarchica del fùbol, pensiamo che ognuno debba stare al proprio posto, senza infrangere le leggi, scritte e non scritte, che regolano il delicato equilibrio tra personalità del giocatore ed esigenze della squadra. [Trad.: Il giocatore deve fare silenzio]

8. Me l’sà mia cóssa l’è söcedìt


Siccome abbiamo anche un certo gusto per l’intrigo, da alimentare con infinite discussioni che si sono spostate dai bar ai social, non disdegniamo l’ipotesi di oscuri e contorti motivi che abbiano portato alla separazione. [Trad.: Non sappiamo cos'è successo]

9. S’fà a la svèlta a ‘ndà zó del lìber


Meditazione sulla caducità della gloria terrena, esce dall’ambito ristretto dell’evento particolare e abbraccia la parabola dell’esistenza umana nella sua interezza. [Trad.: Si fa alla svelta a uscire dal libro (essere estromessi)]

10. Mórt ü Papu se n’fà ön óter


E c’è chi non rinuncia al facile gusto della battuta, in cui esprimiamo una sintesi della nostra saggezza, e nello stesso tempo un giudizio negativo su chiunque si creda indispensabile. [Trad.: Morto un Papu se ne fa un altro]