Dal «Mal de la préda» a...

10 malattie secondo i bergamaschi

10 malattie secondo i bergamaschi
01 Ottobre 2016 ore 08:00

Negli ambulatori degli studi medici locali, che tra poco saranno particolarmente affollati, non è infrequente sentir nominare malattie di cui s’ignorava l’esistenza. In realtà non è il morbo che è sconosciuto, ma il termine che lo descrive. Si tratta semplicemente di una nomenclatura popolare che tende a rendere le infermità meno minacciose e più familiari, con una sfumatura comica che funziona già da rimedio.

 

1) Mal de la préda
Calcoli renali

20120223114933
Con immediatezza orobica giungiamo subito alle radici del male, quel sassolino che causa dolorose coliche. Curiosità: Iga ‘l mal de la préda è anche sinonimo di dedizione appassionata al lavoro dell’edilizia. Da noi è un’epidemia. [Trad. Male della pietra]

 

2) La góta dólsa
Diabete

diabete1

Anche in questo caso l’encomiabile dono della sintesi ci viene in soccorso, e riusciamo a elaborare una definizione sicuramente più chiara del corrispondente italiano. [Trad. La goccia dolce]

 

3) Mal del padrù
Ipocondria

230_ipocondria

L’ironia, o meglio il sarcasmo, non viene a mancare nemmeno quando c’è di mezzo la salute. E assimila una preoccupante condizione psicologica alla scarsa voglia di lavorare. [Trad. Male del padrone]

 

4) Mal bröt o cadöch
Epilessia

epilepsia-muerte-prematura

Due definizioni diverse per una malattia che un tempo doveva apparire particolarmente invalidante. La prima si riferisce all’impressione suscitata dalle crisi, la seconda alla loro breve durata. [Trad. Male brutto o caduco]

 

5) I calimàr
Le occhiaie

shutterstock_122654353
Insolito termine derivato dal mondo della scuola che descrive con innegabile vivezza il recipiente in cui intingere il pennino da una parte, le ombre scure sotto gli occhi dall’altra. [Trad. I calamai]

 

6) I brüsècc
L’acidità di stomaco

Definizione molto efficace e quasi vezzeggiativa di un male minore, i bruciori da cui erano afflitti anche i nostri avi che, in assenza di Maalox, li curavano con il bicarbonato. [Trad. I bruciori]

 

7) Ardà ‘n Fransa
Strabismo

strabismo-adulti

Pittoresca e politicamente scorretta, questa locuzione nasconde forse anche una sottile avversione per i nostri cugini d’Oltralpe. Chissà se per loro esiste un simmetrico “Guardare in Italia”. [Trad. Guardare in Francia]

 

8) Ègn a có
Suppurare

brufoli
La credenza popolare che persino il pus abbia una testa ha portato a questa curiosa espressione. Infatti i nostri nonni dicevano, per esempio, che un foruncolo non poteva essere debellato finché non se ne fosse individuato ed espulso il “capo”. [Trad. Venire a capo]

9) I òie
I nei o angiomi

Qui lasciamo la parola allo Zappettini: «Dicesi di figura impressa sul feto, la quale si crede volgarmente prodotta da soverchio desiderio o timore venuto alla donna incinta». [Trad. Le voglie]

 

10) Ol grép
L’influenza

Malattia che prevede nello stesso tempo «febbre, tosse, dolor di gola e di capo». Non l’esatta traduzione di influenza, quindi, ma qualcosa che ci va molto vicino.

Top news
Glocal News
Video più visti
Foto più viste
Il mondo che vorrei
Gite in treno
Curiosità
ANCI Lombardia