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10 modi bergamaschi di dire bala

10 modi bergamaschi di dire bala
17 Settembre 2016 ore 04:30

Ci sono parole in bergamasco che assomigliano a un coltellino svizzero: hanno molteplici usi. La regina di tutte è ovviamente pòta, l’intercalare indispensabile che qualifica la nostra parlata e la nostra gente. Ma, frugando nel vocabolario, si fanno altre interessanti scoperte. Come i significati plurimi dell’umile “bala”. Leggere per credere.

 

1. Te sté ‘mpé a bale

passione-tradimento

Frase comunissima tra coniugi o fidanzati in odor di tradimento. Di solito è l’attentissima compagna che implacabilmente individua le spesso inconsistenti bugie del partner. [Trad: Stai in piedi a bugie]

 

2. Daga mia la bala a töcc

renzi

Rimprovero rivolto a chi, in controtendenza rispetto all’orobica riservatezza, tende a rivolgere la parola a chiunque. La situazione non a caso si verifica spesso in presenza di alterazione alcolica. [Trad: Non parlare con tutti]

 

3. Ghe n’ó pié i bale

vai-a-cagare

È un’espressione che ricorre come un mantra nelle conversazioni tra amiche o amici, e ha come oggetto, di volta in volta, la moglie, il marito, il lavoro, la casa, i figli e, naturalmente, il governo. [Trad: Ne ho piena le scatole)]

 

4. L’à ciapàt la bala

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Non è il calciatore che rivendica il possesso del pallone dopo la partita vinta ma, molto più prosaicamente, chi si è attaccato alla bottiglia senza pensare alle conseguenze. Oppure proprio pensandoci. [Trad: Si è ubriacato]

 

5. A l’dórma söi bale

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Modo di dire caduto in disuso, è una colorita condanna per chi se ne sta con le mani in mano. Essendo bergamaschi, abbiamo pensato che un’altra parte del corpo rendesse meglio l’idea. [Trad: Dorme sulle palle]

 

6. Tira mia a la dé di bale

I am sorry message

Intimazione nei confronti di chi vuole sottrarsi a un impegno concordato in precedenza. Esempio classico, quando la moglie ha programmato l’arrivo della madre e il marito adduce inderogabili impegni di lavoro. [Trad: Non cercare scuse]

 

7. I bale del frà Löca!

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Altra esclamazione molto in voga un paio di generazioni fa, stronca sul nascere scuse risibili o fandonie troppo palesi. Non ci è dato sapere chi fosse il religioso che ha dato origine al detto. [Trad: Le palle di frate Löca]

 

8. A mesdé i bale i ansa

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Motto inderogabile dei muratori bergamaschi, sancisce il diritto ineludibile di posare la cazzuola e ogni altro attrezzo al primo rintocco del mezzogiorno. Per chi si alza spesso in ore antelucane, è comprensibile. [Trad: A mezzogiorno le chiacchiere avanzano (è ora di pranzo)]

 

9. Mèi ‘ndà fò di bale

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Considerazione estremamente versatile, si adatta all’interminabile pranzo nuziale, alla malinconica rimpatriata tra amici, e oggi addirittura all’Italia stessa. [Trad: Meglio andarsene]

 

10. In tép de guèra piö bale che tèra

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Saggezza dei contadini che non conoscevano altro concetto di infinito che quello suggerito dall’estensione della terra. Superato, in questo caso, dalle bugie raccontate dalle autorità. [Trad: In tempo di guerra più chiacchiere che terra]

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