'Ndó a l'ospedàl a fà ol kècciap

Dieci parole “petalose” che i bergamaschi storpiano

Dieci parole “petalose” che i bergamaschi storpiano
Viva Bèrghem 26 Febbraio 2016 ore 09:00

La nostra lingua è un organismo vivente che ha la capacità di assimilare termini tecnici, forestierismi ed espressioni specialistiche.  Dopo essere state metabolizzate, parole e frasi entrano a far parte del tessuto lessicale quotidiano, con esiti di grande efficacia comunicativa e di sorprendente creatività linguistica. La produzione è sterminata, si alimenta continuamente ed è in continua evoluzione. Qui ne diamo un breve saggio.

 

MEDICINA

1) ‘Ndó a l’ospedàl a fà ol kècciap

In questo caso l’elemento scatenante è il colore della salsa in questione. Associata cromaticamente al sangue, non può che essere sinonimo di attività ospedaliera. [Trad: Vado all’ospedale a fare il check up]

 

2) I m’à troàt i tri criceti

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Non si sta parlano di una visita a sorpresa dell’Ente Protezione Animali, ma di un eccesso di grassi nel sangue. Efficacemente rappresentati da tre diabolici animaletti all’opera per danneggiare il nostro metabolismo. [Trad: Mi hanno trovato i trigliceridi alti]

 

3) La gh’à ü fomicaio al pulmù

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La metafora è indubbiamente interessante. Il movimento incessante degli insetti ben rappresenta i potenziali sviluppi negativi dell’infezione ai polmoni. [Trad: ha un formicaio ai polmoni]

 

4) Ghe rie mia a dimagrì, gh’ó la celluloide

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È innegabile che le materie plastiche in generale e la celluloide in particolare siano praticamente indistruttibili. Questo giustifica ampiamente il mancato dimagrimento. [Trad: Non riesco a dimagrire, ho la cellulite]

 

TECNOLOGIA

5) I gh’è entràcc i acari in del computer

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Diffidenti verso la tecnologia per codice genetico, a volte consideriamo il computer come un animale domestico, a cui siamo più abituati. Di conseguenza è normale che subisca l’attacco di aggressivi parassiti. [Trad: Sono entrati gli hacker nel computer]

 

6) Ché l’ciapa mia ìnterdet

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Riuscire in una sola parola a sintetizzare il concetto di “idiot savant” e la momentanea mancanza di linea, è puro genio. E noi, modestamente, lo siamo. [Trad: qui non prende internet]

 

7) Pòta a l’sè rumpìt ol fusillo de l’ascensùr

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Se c’è una tipologia di pasta che ricorda per conformazione un elemento meccanico come la vite, questa è il fusillo. Essendo fragile, è logico anche che tenda a rompersi. [Pota, si è rotto il fusibile dell’ascensore]

 

8) I stà in d’öna villetta a sfera

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Avveniristica abitazione, vista forse in qualche film di fantascienza o in documentario sull’architettura contemporanea, aggiunge un alone magico al trasloco dei parenti. [Trad: Abitano in una villetta a schiera]

 

CUCINA

9) Ó facc i cotalète impalade

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Probabilmente la nuova cultura vegetariana o vegana ha insinuato un sottile senso di colpa tra le nostre carnivore abitudini. Da qui la lettura quasi macabra di un innocente piatto da mensa dell’asilo. [Trad: Ho fatto le cotolette impanate]

 

10) A mé me piàs ol vitello intonato

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Che una pietanza debba accordarsi al resto del pranzo o della cena, è un principio indiscutibile. A meno che si tratti di una considerazione cromatica, su una pietanza che ben si sposa con la tovaglia. [Trad: A me piace il vitello tonnato]

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