Da «Ciànfer» a «Impustùr de mèssa prima»

Dodici insulti bergamaschi uno per ogni mese dell’anno

Dodici insulti bergamaschi uno per ogni mese dell’anno
28 Novembre 2017 ore 04:30
Disegni Emanuele Tomasi
Idea e testi Vecchio Daino
Dove trovare il calendario
Libreria IBS, Via XX Settembre 93, Bergamo
Il Libraccio, Parco Commerciale “Le Vele”, Curno
Punto a Capo Libri, Via Colleoni 17/B

 

Sono qui, sono loro, sono gli Animali mitologici Bergamaschi. Per il quarto anno consecutivo festeggiano la nascita di questa rubrica con un calendario che ci accompagna, mese dopo mese, alla scoperta di quello che siamo. Con l’immediatezza e la capacità di sintesi della nostra lingua, che con una parola fotografa un’esistenza. Quella, solitamente riprovevole, degli altri.

 

1) Ciànfer

È l’oggetto che si trova in ogni casa, non ha alcuna utilità o ha smesso di funzionare pochi minuti dopo l’acquisto. Nondimeno, nessuno ha il coraggio di liberarsene.

 

 

2) Tabiòt

Parola un tempo riferita a una costruzione improvvisata, oggi si può riferire a chi di fatiscente ha l’interno del cranio.

 

 

3) Marsù

Non c’è malattia che non abbia, dal raffreddore alla scabbia. Sembra sempre lì lì per morire, ma è lui gli altri a seppellire.

 

 

4) Pelandrù

Non trascura alcun vizio, a partire dall’ozio, e non gli sfugge una sottana, purché non debba darsi pena.

 

 

5) Tetù

Infantile d’atteggiamento e di costumi, non conosce altra gonna che non sia quella della mamma.

 

 

6) Impapàt

Lento nei riflessi e di sguardo assente mai si accorge delle cose e della gente.

 

 

7) Teedèl

Molle d’intelletto come uno spaghetto, perché sopra il suo cervello passò il matterello. Per questo della vita non ha cognizione, fatevene una ragione.

 

 

8) Stimagèta

Una volta era davanti allo specchio, adesso è davanti allo schermo. Versione moderna della principessa, non ama altri che se stessa.

 

 

9) Malpalpéta

Ha le labbra sporgenti per disprezzarti meglio, le sopracciglia inarcate per insinuare in te il disagio, la mano retrattile per non toccare l’essere immondo che sei.

 

 

10) Bóra

Persona di profonda ottusità e radicata dabbenaggine, non manca di esprimere il proprio parere, finendo per dimostrare che il suo cervello è proprio di legno massello.

 

 

11) Sinsighina

Poco diplomatica, provoca e stuzzica: il suo fine è stizzire e ti riesce a sfinire.

 

12) Impustùr de mèssa prima

Primi a occupare il banco in chiesa, precedono il prossimo ma non l’aiutano. L’importante per loro non è dare ma dire, e soprattutto farsi vedere.

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