Viva Bèrghem
Nel 2014, “tra gnach e pitàch”

Le frasi più dette in bergamasco

Le frasi più dette in bergamasco
Viva Bèrghem 31 Dicembre 2014 ore 10:00

L’anno sta per finire. Sulle strade cadono i primi fiocchi di neve. Sulle bacheche dei social fioccano sequenze fotografiche che raccontano anni meravigliosi, spesso senza che il protagonista se ne sia accorto. Ma com’è stato davvero il 2014 per i bergamaschi? L’abbiamo ricostruito attraverso dodici frasi, le più scambiate davanti al caffè del mattino, nei dialoghi forzati sui mezzi pubblici o nelle conversazioni in coda dal panettiere, possibili quando lo smartphone è scarico. Suddivise per argomento, fotografano un anno che, nel suo complesso, ha ottenuto l’indecifrabile valutazione di “tra gnach e pitàch”.

 

METEO

4 foto Sfoglia la gallery

Al piöf amò! Esclamazione effettuata, non senza un certo disappunto, prima di partire per le ferie. In realtà ci ha accompagnato per gran parte dell’anno, con un tempo meteorologico che ha fatto venire “i fóns sö l’anima”.

Al fa mia frècc. L’icona del muratore bergamasco in canottiera anche in pieno inverno ha più di un fondo di verità. Le temperature di qualche grado sopra lo zero non rientrano assolutamente nel concetto di freddo. Al massimo fa “freschì”.

 

POLITICA

8 foto Sfoglia la gallery

I è töcc istèss. Se fosse stata pronunciata dai votati nei confronti dei votanti, sarebbe un bell’esempio di democrazia. Siccome invece è stata riferita dai votanti ai votati, indica l’affievolirsi dell’entusiasmo che dovrebbe portare con sé ogni elezione.

Adès basta! Nell’estrema sintesi di due parole, un’altra manifestazione d’insofferenza nei confronti della politica, che probabilmente non sempre ha rispecchiato la fattiva e concreta operosità del bergamasco.

‘Ndo còrel ol Tentorio? Domanda che tutti si sono posti durante la campagna elettorale, in cui un manifesto rivelava a sorpresa le doti atletiche dell’ex-sindaco. Diventata un fenomeno virale, la campagna ha avuto il merito di promuovere la creatività sul web.

 

SPORT

4 foto Sfoglia la gallery

I zöga mia co la òia. Il commento, tipico del lunedì mattina, è rinforzato da un’equazione che spiega il rapporto inverso tra i guadagni e l’impegno dei calciatori. Che la loro non sia considerata una vera e propria attività è evidenziato anche dall’invocazione da stadio “Va a laurà!”

 

VIABILITÀ E TRASPORTI

4 foto Sfoglia la gallery

Ma ‘n do éla po’ la Brebemi? Un’autostrada come l’Araba Fenice. Tutti sanno che esiste, pochi sanno come e dove imboccarla. La domanda veniva di solito posta dopo aver osservato le foto sul giornale, dove l’importante arteria appariva magicamente deserta.

 

CRONACA NERA

4 foto Sfoglia la gallery

L’è stàcc lü/l’è mia stàcc lü... Affermazioni convinte ma di segno opposto che hanno diviso i bergamaschi. Più della vicenda ha fatto parlare il “clamore mediatico” che ha trasformato gentili vecchiette in esperte genetiste e innocui frequentatori di bar in detective da serie TV.

I gà robàt anche al me cüsì. L’ondata di furti ha provocato, in qualche caso, un eccesso di protagonismo. Pur di rientrare a pieno titolo nella discussione, qualcuno ha cercato l’improbabile avallo di un ignaro parente.

 

ECONOMIA

4 foto Sfoglia la gallery

Ghè mia i sólcc ma i ga töcc l’Aifòns. Purtroppo, a chi capisce poco di tecnologia il concetto che un “ciànfer” valga più di un mese di pensione non riesce a entrare in testa. Aggiungere che “ha anche le app” non migliora la situazione.

 

LAVORI PUBBLICI

4 foto Sfoglia la gallery

I al sia töcc che ghéra sóta l’aqua. Per vie misteriose, anche i meno avveduti dal punto di vista idrogeologico erano a conoscenza dei problemi che hanno tormentato il nuovo ospedale. Forse gli unici ignari erano proprio quelli che l’hanno costruito.

 

EDITORIA ONLINE

1545659_1510907335838499_4689578989585950538_n

Et vést ol giornàl del Percassi? C’è da ammettere che statisticamente questa domanda non ha forse la stessa frequenza delle altre, ma nell’anno della nascita di Bergamo Post, la qualità fa quantità. O almeno così ci auguriamo.