"Grandi Restauri"

500 anni dalla nascita di Moroni: rimesse a nuovo 6 opere dalla Fondazione Credito Bergamasco

In occasione del 500esimo anniversario della nascita del pittore Giovan Battista Moroni saliranno a 16 i capolavori moroniani recuperati dalla Fondazione.

500 anni dalla nascita di Moroni: rimesse a nuovo 6 opere dalla Fondazione Credito Bergamasco
Viva Bèrghem Bergamo, 29 Aprile 2021 ore 13:16

In occasione del 500esimo anniversario della nascita del pittore Giovan Battista Moroni saliranno a 16 i capolavori moroniani recuperati dalla Fondazione Credito Bergamasco. Ai polittici, alle pale d’altare e alle opere per la devozione privata riportati all’originario splendore sotto la guida delle rispettive Soprintendenze (se si contano singolarmente i quadri dei polittici si arriva a 30 dipinti) si aggiungeranno altre 6 opere dipinte dall’artista originario di Albino.

Le opere, il cui restauro verrà completato entro settembre, provengono dalle chiese delle valli bergamasche, di Bergamo e della provincia. In particolare si tratta della “Madonna con il Bambino in trono tra i Santi Vittore e Fidenzio”, dalla chiesa di San Vittore martire di Gaverina Terme (restauro affidato ad Andrea Lutti con la collaborazione di Sabrina Moschitta); del la “Assunzione di Maria Vergine”, dalla chiesa di San Leone Papa di Cenate Sopra (restauro affidato ad Andrea Lutti con la collaborazione di Sabrina Moschitta); del “Crocifisso con i Santi Crisogono, Cristoforo, Francesco d'Assisi e un Santo martire”, dalla chiesa del Santissimo Redentore di Seriate (restauro affidato a Gianbattista Marco Fumagalli); “Assunzione”, dalla chiesa di San Giovanni Battista a Palazzago (restauro affidato a Gianbattista Marco Fumagalli); del “Crocifisso tra i Santi Francesco d'Assisi e Antonio da Padova”, dalla cappella della Congregazione delle Suore di Carità delle sante Capitanio e Gerosa di Bergamo (restauro affidato a Delfina Fagnani-Sesti Restauri); e infine del “Crocifisso con i santi Bernardino da Siena e Antonio da Padova”, della chiesa di San Giuliano martire di Albino (restauro affidato ad Antonio Zaccaria).

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Il ripristino di quest’ultimo dipinto, in particolare, «si inserisce nel dialogo con il Comune di Albino e con PromoSerio – spiega Angelo Piazzoli, presidente di Fondazione Credito Bergamasco e direttore del progetto “Grandi Restauri” -, quale elemento di ulteriore valorizzazione di un grande progetto di territorio chiamato “Moroni 500”, in una logica di collaborazione reciproca. Lo abbiamo messo a disposizione dell’iniziativa spontaneamente, come gesto di attenzione alla comunità albinese. Ne conseguiranno una miglior leggibilità e fruibilità del dipinto, una sua maggiore pubblica conoscenza, una serie di attività di approfondimento culturale e di rafforzamento dell’identità locale».

L’esposizione

Terminati gli interventi di recupero, le opere faranno parte della consueta esposizione autunnale “Grandi Restauri”.  La toccherà tredici luoghi d’arte: Sovere, Ranica, Roncola, Fiorano al Serio, Romano di Lombardia, Gaverina Terme, Cenate Sopra, Seriate, Palazzago, Albino, Museo Bernareggi, Sant’Alessandro della Croce (Bergamo) e la congregazione delle Suore della Carità (Bergamo).

La cornice dei “Grandi Restauri”

Il percorso virtuoso di recupero delle opere d’arte è iniziato nel 2008, con la monumentale tela raffigurante l’Incoronazione della Vergine, collocata nella chiesa di Sant’Alessandro della Croce in Borgo Pignolo, a Bergamo, restaurata da Minerva Maggi, Eugenia De Beni e Alberto Sangalli.

L’intervento permise la riscoperta e il recupero di una porzione di tela dipinta a paesaggio di circa 20 centimetri, risvoltata dietro il telaio nell’Ottocento, in occasione del malaugurato ridimensionamento del dipinto che doveva essere adattato a una cornice in stucco già esistente.

Grazie ai restauri sostenuti nel tempo da Fondazione Credito Bergamasco e alle informazioni che essi hanno rivelato, oggi sappiamo molto di più di Giovan Battista Moroni, della sua tecnica pittorica, dei materiali da lui privilegiati, del tipo di preparazione dei supporti.

La nuova campagna di restauri programmata da Fondazione Creberg nel corso del 2021, affiancata da Nettuno srl nel solco di una collaborazione che si rinnova da 4 anni, è rivolta al completamento del percorso virtuoso sulle opere di Giovan Battista Moroni che sfocerà nelle celebrazioni del cinquecentenario. Se però si considerano poi gli interventi su opere realizzate anche da autori diversi, ad oggi il numero di quelle restaurate o in corso di restauro sale a 87 (123 dipinti in totale se considerati singolarmente).