Premiato dalla Lega delle cooperative

Al Circolino della Malpensata dove sventola la bandiera rossa

Al Circolino della Malpensata dove sventola la bandiera rossa
03 Agosto 2019 ore 06:30

Il Circolino della Malpensata a Bergamo lo conoscono tutti. Sarà perché ormai viaggia verso i sessant’anni, sarà perché è sempre stato un posto di ritrovo per la sinistra della città, sarà per quella sua essenzialità, senza tanti fronzoli. Sarà, soprattutto, perché non è semplicemente un bar, ma un vero circolo dove si propongono momenti di arte, musica, teatro, cultura, intrattenimento, cucina e politica. E sarà, infine, perché al Circolino si trovano i personaggi più particolari e anche artisti, musicisti, ricercatori di storia locale. Persino un coro, e che coro: “Pane e guerra”. Stefano Spampatti è uno dei protagonisti del Circolino, un uomo di teatro che, proprio qui, ha trovato il suo palcoscenico ideale. Davanti a una rossa media, seduto a uno dei tavolini della saletta dietro al bancone tappezzata dai nomi delle band che si sono esibite negli anni, comincia a raccontare la propria storia, di come è nata la sua passione per il teatro, del suo incontro con i gestori del locale, del calore del pubblico, della sua compagnia “Bric a Bra” con cui porta in giro per la provincia le sue opere.

 

 

«Il 26 gennaio 2018 debuttai al Circolino con A Voci Alterne, spettacolo che portavo in giro nei teatri già da un anno e mezzo e fu un grande successo di pubblico. La saletta era piena e per far sentire gli spettatori più vicini all’opera avemmo un’idea: togliere tutte le sedie e i tavoli e far sedere le persone per terra su dei cuscini; l’esperimento è stato molto apprezzato e lo spazio sfruttato nel migliore dei modi». Continua Spampatti: «Mi accordai successivamente con i gestori per portare in scena un altro mio spettacolo, Shakespeare for dummies, ovvero la storia del famoso drammaturgo inglese ma raccontata sulla falsa riga dello stand-up, con aneddoti divertenti sulla sua vita. Anche qui il pubblico sarebbe stato coinvolto attivamente, in maniera ancora più diretta dello spettacolo precedente, in quanto avrebbero dovuto scegliere quale opera di Shakespeare mettere in scena estraendo il titolo da dei bigliettini distribuiti: quella volta mi toccò un grande classico, l’Amleto». Una passione per il teatro, quella di Stefano, nata in modo insolito, quando, ancora piccolo si ritrovò chiuso in un cineteatro di Leffe, sua città natale: «Tutti erano andati via e non si erano accorti che al termine dello spettacolo ero rimasto solo. Così ne approfittai per salire sul palco e come guardai verso la platea capii che quello era ciò che volevo e che stare sul proscenio era la sensazione più bella che si possa provare».

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Dal Circolino sono passati artisti con tanta voglia di fare e sperimentare come Stefano, ma anche musicisti e band locali, tra cui, per citare dei nomi, Nick Baracchi, musicista e produttore italiano che vive a Bergamo, influenzato dalle radici del blues e dal rock degli anni ’70, o musicisti jazz come Peppe D’Avino, pianista molto attivo sulla scena jazzistica del nord Italia, in coppia con l’amico Angelo Cultreri all’organo hammond. Musica dal blues, al rock, al jazz, quest’ultimo molto apprezzato da uno storico frequentatore del locale, Daniele, che del circolino apprezza soprattutto il fatto di essere un bar frequentato da persone di ogni età e estrazione sociale: «Sono cliente del bar da quando c’era la vecchia gestione, vent’anni fa. Qui si fermano sia gli affezionati che nuove persone perché sanno che possono trovare tranquillità ma anche divertimento». Anche Matteo B. è appassionato di musica, come secondo lavoro fa il cantante e il musicista nei locali della Bergamasca e anche al Circolino ha fatto tappa circa due anni fa. Racconta Matteo: «Musica per limonare è il titolo della mia esibizione: suono per fare in modo che persone che non si conoscono si bacino, cerco di far scattare qualcosa dentro di loro e rendere così la serata più divertente. Oltre ai miei brani propongo anche diversi giochi con cui scaldare le coppie, come il gioco della banana e della mela, in cui due persone devono mangiare insieme il frutto fino a sfiorarsi con le labbra». Barba incolta, occhi azzurri, stile casual da benpensante di sinistra, accento lecchese, Matteo continua il racconto: «Durante i miei show, però nessuno di solito si bacia, così ricorro al gioco dello scotch sperando vada meglio. La coppia viene avvolta nel nastro adesivo per creare contatto fisico, anche se il più delle volte non scocca la scintilla. Penso di essere uno dei pochi se non l’unico a organizzare durante le sue esibizioni anche dei giochi a premi. Io faccio delle domande a cui nessuno però indovina, così con la forza del pensiero intuisco chi può aver pensato la risposta corretta e assegno dei premi… Diventa un po’ anche un modo per sbarazzarmi degli oggetti vecchi di mia madre. Regalo le peggio cose e la gente è contenta. Tra queste, vecchi giocattoli che i miei figli non usano più, i vestiti anni ’80 di mia sorella, i libri universitari di mia mamma e articoli di questo genere. Una volta ho regalato anche un criceto con la gabbietta. Il pubblico era in estasi».

 

 

Il Circolino, dopo la Seconda Guerra Mondiale, divenne un locale connotato politicamente, frequentato da molti operai del quartiere, bisogna infatti ricordare che allora la Malpensata era uno dei più noti quartieri operai di Bergamo e cominciò a crearsi un grande fermento politico che si rifaceva ai principi del marxismo, tanto che il locale venne denominato “La piccola Russia”. Nel 1961 prese il nome di Cooperativa Paci Dell’Orto in onore dei due partigiani, Ferruccio Dell’Orto e Dante Paci, morti durante il fascismo e una tradizione che ancora adesso porta avanti è quella del coro sociale “Pane e guerra”, una vera e propria istituzione all’interno del Circolino. Si tratta di antiche canzoni operaie tramandate che vengono cantate dai componenti del coro. Grazie alla collaborazione con l’Istituto De Martino, che si occupa di ricerca storica, si risale all’origine degli antichi canti popolari che vengono poi studiati e imparati dai componenti del coro affinché l’antica tradizione non venga perduta. Isa Pozzoni, che da giovane risiedeva nelle case popolari di via Luzzatti, dal 1985 fa parte del gruppo: «Si tratta di canzoni nate da lavoratori, soldati, che parlano di guerra ma anche di momenti di festa. Molte sono canzoni di protesta nate durante la Prima e Seconda Guerra Mondiale ma anche dopo». Del coro fanno parte sia membri storici che nuovi arrivati: «Al momento siamo all’incirca 25 membri dai 40 anni in su, perché ognuno entra ed esce quando vuole in base alle proprie esigenze. La cosa bella di questo gruppo è che accoglie tutti, anche chi non è bravo a cantare: impara e poi viene inserito. Andiamo anche nelle scuole a promuovere queste canzoni contro il fascismo e contro la guerra». Nel 2018, il Circolino ha ricevuto un riconoscimento, affisso alla porta di ingresso, il premio dalla Lega delle cooperative di Regione Lombardia, che riconosce il Circolino come uno dei circoli più attivi e longevi della Regione.

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