Monte Redondo, una via solitaria

Chi vive e conosce le nostre montagne sa benissimo che un’escursione, anche in un luogo famigliare, assume ogni volta forme, aspetti e colori diversi. Tuttavia il nostro arco alpino offre numerosissimi spunti, che esulano dalle vette caratteristiche a cui siamo abituati. Itinerari magari poco conosciuti e vette relegate a un semplice puntino sulle cartine topografiche posso nascondere panorami molto belli, a cui si va ad aggiungere il piacere di una passeggiata solitaria... Luoghi perfetti per chi cerca pace e tranquillità, ma anche itinerari diversi, dove le tracce dell’uomo, fortunatamente, sono ancora poche.
La partenza. È proprio il caso del Monte Redondo, dimenticato per le più famose vette dei Monti Timogno e Benfit che, posti sopra il rifugio Vodala, attirano durante la stagione invernale migliaia di sci alpinisti. La partenza per questa escursione sono gli Spiazzi di Gromo, posti a metri 1190 e punto di partenza degli impianti di risalita Timongno Sky Piazzi. La seggiovia, di solito in funzione durante la stagione estiva, permette di accorciare notevolmente l’escursione arrivando fino al Rifugio Vodala (m.1635). Naturalmente possiamo anche salire a piedi, sfruttando il sentiero che costeggia gli impianti da sci, o addirittura seguendo gli stessi. In circa un’ora di cammino raggiungiamo il rifugio, posto sotto le pendici del monte Timogno, a metri 1639. Il luogo ideale per un caffè e una fetta di torta! La struttura è sempre aperta nei weekend, estate e inverno, e offre un’apertura continuativa nei mesi di giugno, luglio, agosto, settembre e ottobre, se il tempo lo permette.

Il sentiero verso il Rifugio Vodala

Le piste da sci

Il rifugio Vodala

Panorama dal rifugio


Direzione Redondo

Ultima neve


I prati del Redondo



Spunta la Presolana
Il monte Redondo. Recuperate le energie ripartiamo, lasciando il rifugio e il monte Timogno alle nostre spalle. Il sentiero prosegue in falsopiano costeggiando la statua di una bella Madonnina dedicata alle apparizioni di Lourdes. Continuiamo, fino in prossimità dell’arrivo della pista nera Orsini. Un segnavia ci invita a piegare bruscamente a sinistra e a risalire il sentiero tracciato, ora più ripido, che costeggia i fianchi del Monte Corrù. Tra fioriture primaverili e le ultime chiazze di neve raggiungiamo una sella panoramica, posta a spartiacque tra le vetta del monte precedentemente citato (raggiungibile per cresta tra ripidi e scivolosi prati) e la più alta e panoramica cima del monte Redondo. Sono gli ultimi sforzi. Proseguiamo diritti lungo il sentiero ben marcato, affrontando l’ultima ripida salita che ci condurrà alla vetta e al cocuzzolo erboso che la contraddistingue.
La panoramica cima. Il panorama che si gode dalla vetta del Redondo può fare invidia anche alle più alte montagne circostanti, nonostante la modesta quota di 1799 metri. La sua posizione, centrale rispetto alla valle, permette una vista a 360 gradi su tutta l’alta Val Bondione. Tra tutte, facilmente riconoscibili, spiccano le sagome del monte Pradella, del Pizzo del Diavolo di Malgina, del Pizzo Coca e del monte Redorta. Poco sotto il punto più alto della nostra montagna, in posizione panoramica sull’abitato di Gromo, troviamo la croce di vetta e una madonnina, accompagnata da una campana che, è buona regola, suonare per indicare la vetta conquistata. Il ritorno avviene sul percorso comune all’andata.

La larga cresta

Vetta Monte Redondo




Panorama su Gorno

Zoom sul Pizzo Coca

Zoom sul Pizzo Redorta

Pista di bob estivo

Parco Avventura


In numeri. Il monte Redondo è una montagna per tutti. Il percorso per raggiungere la sua vetta tocca i 12 chilometri di cammino (andata e ritorno) e prevede un dislivello positivo di circa 750 metri. Un percorso perfetto per le famiglie, che possono sfruttare gli impianti di risalita o raggiungere la vetta direttamente dagli Spiazzi di Gromo in poco meno di due ore.
Gli spiazzi di Gromo. Gli spiazzi e il rifugio Vodala sono ormai un punto di riferimento per il turismo invernale della Val Seriana. Le piste da sci, aperte tutti i martedì, giovedì e venerdì sera, attirano ogni inverno centinaia di appassionati, che con sci o ciaspole ai piedi risalgono i pendii innevati fino al rifugio, dove possono fermarsi per un piatto caldo, naturalmente tipicamente bergamasco. A cena conclusa una discesa sulle piste, illuminate dalle tante luci frontali degli escursionisti, chiude la serata. Durante la stagione estiva gli Spiazzi di Gromo non sono da meno. Per la gioia di grandi e piccini troviamo il Parco Sospeso, dove tra gli abeti bianchi e rossi delle Alpi Orobie troviamo 135 giochi aerei che si snodano fra le fronde degli alberi. Negli ultimi anni è stato realizzato un bike park, che grazie agli impianti di risalita permette la partenza dal rifugio Vodala, naturalmente con bici al seguito! Tre sentieri ideali per emozionanti discese in mountain bike tra boschi e prati, che permetteranno divertimento sia a principianti che agli esperti. In loco è possibile noleggiare la mountain bike e su prenotazione sono disponibili gli istruttori. Completa le proposta estiva degli Spiazzi una pista di bob estivo, che con una salita in seggiovia di 5 minuti promette emozionanti discese in bob tra boschi, ponti e un tunnel sotterraneo…
Curiosità. Pochi lo sanno, ma sotto le pendici del Redondo si trova un’angusta galleria, tra le più importanti della nostra provincia. Questa grotta carsica è conosciuta come Bus di Tácoi che tradotto dal dialetto bergamasco significa Buco dei Gracchi, grosso corvo che anni or sono nidificava all’interno dell’anfratto. Lungo il suo percorso (riservato agli speleologici), che si snoda nelle viscere della montagna per 270 metri, si possono osservare fantastiche stalattiti e stalagmiti. Alla fine dei due cunicoli principali, dopo ampi saloni, strettoie e camini, si raggiungo due laghetti: il lago verde e il lago blu. Della grotta sono stati ispezionati solo alcuni cunicoli e gallerie, altre restano ad oggi inesplorate. Chi la frequenta come speleologo sa che deve fare i conti con condizioni da non sottovalutare: buio assoluto, umidità al 100 per cento, gocciolio continuo dalle pareti e temperatura costante di 10 gradi. La via più facile, che conduce al Lago Verde, è un percorso di discesa e salita, a tratti alterni con arrampicata semplice, passeggiata, strisciate e superamento di tratti verticali di varia misura per metri 10, 12, 8 e 17. Un percorso che vede una lunghezza di circa 600 metri, con un dislivello di 182 e un tempo oscillante fra le 5 e le 7 ore. La ProLoco di Gorno organizza durante l’anno visite guidate, in compagnia di guide specializzate. Per informazioni: 034641345.