Storie del passato

I tre castelli di Bergamo città

I tre castelli di Bergamo città
16 Marzo 2017 ore 08:45

Oh che bel castello! Già, ma quale a Bergamo, dato che ne abbiamo più di uno? Eh sì, perché il vero castello di Bergamo è quello ormai in letargo sul colle di San Vigilio, avvolto dal parco pubblico riallestito qualche anno fa nel silenzio dell’orizzonte che si spinge fino a Milano. L’altro castello, la Rocca, si trova dal lato opposto del centro storico di Bergamo e finalmente sarà riaperto al pubblico a un anno dalla sua inaspettata chiusura, mentre un terzo, la Cittadella, sebbene all’epoca della sua realizzazione fosse utilizzato più con funzioni di rappresentanza e di terrore che altro, è ormai mimetizzato tra la mole ciclopica del Seminario, il parcheggio delle auto in Piazza Cittadella e le toilette pubbliche della Torre di Adalberto (X secolo!), nonostante sia un contenitore storico d’eccellenza, dato che ospita tre dei cinque musei civici (Archeologico – Scienze naturali e sezione etnografica – Orto botanico).

 

San Vigilio

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È documentato alla fine del IX secolo, ma sicuramente esisteva già dall’epoca romana, forse nelle forme di una semplice torre di avvistamento, visto che da quella altezza era possibile spaziare sulla pianura sottostante e sulla catena delle Prealpi bergamasche, prevenendo possibili invasioni. Nel XII secolo viene ricostruito e chiamato Cappella, per la presenza al suo interno di una chiesetta dedicata a Santa Maria Maddalena, molto cara ai Francesi, che quindi la fa supporre sorta durante l’occupazione carolingia del IX secolo. Dallo statuto del 1248 si evince che la città decide di prestare una maggior cura alla manutenzione del fortilizio, dotandolo anche di un guardiano, così che a partire dal Trecento viene ampliato e adeguato secondo le esigenze militari della signoria viscontea e del dominio veneziano. Sono i Veneziani che mutano la sua denominazione in castello di San Vigilio, ma non lo degnano di particolare importanza, in quanto troppo impegnati nella costruzione della cinta bastionata a valle. Era unito al Forte di San Marco, quartier generale veneziano sorto con la cinta bastionata entro il 1595, con un terrapieno sul quale correva una strada coperta, cioè protetta da mura. Nel corpo vi erano tre cortine e quatto torrioncini rotondi, terrapieni, feritoie, una polveriera, tre piazze con cisterna centrale e due porte del soccorso con fonte, oltre ad una fossa non ricolma d’acqua. Oggi è un parco pubblico che domina sulla Città Alta e Bassa, sui colli e la pianura.

 

La Cittadella

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I Visconti conquistano Bergamo nel 1331 e portano a termine l’edificazione della Rocca nel 1336: in questo modo chiudono il versante orientale più esposto al nemico, rispetto a quello occidentale che era più prossimo a Milano, loro città d’origine. La nuova fortificazione, la Cittadella, venne edificata tra il 1355 ed il 1385 sul colle di San Giovanni ed era formata da due corpi di fabbrica, saldati alla precedente cinta medioevale: quello interno era denominato Hospitium Magnum (Grande Residenza) ed era inserito nel sistema difensivo delle tredici torri che costituivano la Firma Fides (Cinta Fidata e quindi sicura). Il sito era ottimale e strategico: situato sulla direttrice volta verso la città di Milano, utile e propizia in caso di condizioni avverse per assedi nemici o insurrezioni civili, sorgeva su un colle che dominava contemporaneamente la città e la pianura e che non presentava molte abitazioni. Interrompeva i percorsi dalla città verso i colli, obbligando coltivatori e allevatori a transitare per le porte del Pantano e quindi a versare il dazio sul venduto. Aveva al suo interno il quartiere generale milanese, dotato di piazza d’armi, alloggiamenti per i soldati, camera fiscale, tribunale e prigioni.

Con il definitivo insediamento di Venezia nel secondo decennio del Cinquecento, la fortezza diviene la sede del capitano veneziano, preposto al controllo dei territori suburbani e di provincia, mentre ala sua caduta viene scelta quale sede della delegazione austriaca e poi della Prefettura, prima che si trasferisse nel nuovo palazzo di via Tasso in Città Bassa. Oggi ospita il civico Museo Archeologico e il civico Museo di Scienze Naturali, con sale conferenze ed esposizioni, mentre la piazza d’armi è ridotta ad un parcheggio. Le torri del complesso sono cadute a causa degli smantellamenti succedutisi nei secoli e l’edificazione del nuovo Seminario: ricordiamo le torri del Sale (Boccola), Mirabella, dell’Iscrizione (San Marco), Scaraguaita, San Giovanni, Canton Lupo e Cavalla, Beccarina, di Arena (o La Crotta), Cantarena e in ultimo le uniche visibili ad oggi, Adalberto e Cittadella.

 

La Rocca

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Sorge sul colle più elevato della città, dove i Romani avevano posto il Capitolium, il tempio dedicato alle loro tre maggiori divinità: Giove, Giunone, Minerva. Forse è sulle sue fondamenta che poggia la struttura fortificata citata nell’XI secolo, a sua volta base su cui venne impostata la fortificazione trecentesca di Giovanni di Boemia, signore di Bergamo dal 1331 al 1333. Saranno i Visconti a completare la costruzione entro il 1336, ulteriormente definita sotto il dominio veneziano, che trasformerà la grande torre d’ingresso in polveriera e costruirà gli alloggiamenti e la scuola dei bombardieri a ridosso del mastio interno. La struttura si sviluppa attorno a un ampio recinto fortificato con muratura in pietra, corollato da quattro torri quadrate di rinforzo agli angoli – di cui una sostituita dai Veneziani nel 1455-1458 in forma cilindrica, esplosa nel 1511 e nel 1512 perché usata come polveriera – e fornita di una torretta esterna circolare di rinforzo denominata di San Benedetto (eretta nel 1491 su un’antica chiesa documentata nel 1116 e a lui dedicata), circondata da giardini “rari e difficili da salir”. All’interno aveva magazzini con arnesi dediti alla costruzione di munizioni, laboratori per la riparazione sia di mezzi di trasporto che di pezzi di artiglieria, depositi delle polveri e una chiesetta: l’edificio sacro, dedicato a Sant’Eufemia, ampiamente rimaneggiato e custodito tutt’oggi all’interno del fortilizio, fu a capo di una vicinia fino al 1417, poi annesso a quella di San Francesco. Le fonti attestano che veniva utilizzata anche per le riunioni dei soldati preposti al presidio. La Rocca, divenuta inutile come opera di difesa dopo la costruzione della fortificazione veneziana (1561-1595), viene trasformata in casa signorile, nota come “il palazzo della marchesa Rota”. Oggi, dopo i restauri radicali degli anni Trenta del Novecento e i più recenti interventi, tra cui l’ultimo che attendiamo con trepidazione il prossimo week-end, il sito ospita il Museo Storico sezione Ottocento e il Parco delle Rimembranze dedicato ai caduti la Grande Guerra.

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