L'escursione consigliata

Alla scoperta delle “capanne orobiche”: al Laghi Gemelli, meraviglia per gli occhi e il palato

Un bellissimo video e tantissime immagini dell'emozionante cammino (anzi, dei tanti sentieri) che porta a uno dei luoghi simbolo delle nostre montagne, dove si mangia anche benissimo

Val Brembana e Imagna, 24 Giugno 2020 ore 11:21

di Angelo Corna

Le nostre montagne sono uno scrigno naturale che racchiude tesori unici e bellissimi. Alcuni di questi luoghi non hanno bisogno di presentazioni e sono da tutti conosciuti per le loro meraviglie e per gli scenari unici e suggestivi che riescono a regalare a chi, anche attraverso sudore e fatica, ne raggiunge l’ubicazione. Tra le nostre montagne, una delle mete più amate è sicuramente il rifugio Laghi Gemelli. Custode degli omonimi laghi, baluardo della buona cucina e dell’ospitalità tipica bergamasca, accoglie da oltre cento anni gli escursionisti che raggiungono questo luogo magico. Svariati itinerari ci permettono di raggiungere una delle capanne orobiche più amate, scopriamoli.

Tre le alternative per chi decide di salire dalla Val Brembana: la prima, con partenza da Carona, è marchiata dal segnavia Cai 211 e prevede circa tre ore di cammino; il secondo tracciato sale da Roncobello, in prossimità delle Baite di Mezzeno, e percorre il sentiero Cai 215 in circa due ore; la terza opzione, più lunga e meno frequentata, si snoda da Branzi lungo il sentiero Cai 212 e raggiunge il rifugio in tre ore e trenta minuti. Da qualche anno, quest’ultimo percorso è stato dedicato a Ercole Pedretti, partigiano caduto durante la Guerra di Liberazione. Dalla Val Seriana possiamo invece raggiungere la struttura con partenza da Valcanale, transitando presso il Rifugio Alpe Corte e percorrendo il sentiero Cai 216, conosciuto come Sentiero delle Orobie. Altre varianti, più impegnative, vedono la loro partenza da Valgoglio e dal Passo di Aviasco.

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La struttura, adagiata a 1968 metri di quota, ci accoglie con un panorama mozzafiato. A completare questo angolo di Paradiso solo le montagne che circondano la zona e che si specchiano nei bacini artificiali più famosi della provincia bergamasca. Il rifugio è gestito da oltre vent’anni da Maurizio Nava e dal cuoco Stefano Brignoli, eccellenza della cucina in alta quota…

L’articolo completo, con tutti i percorsi nella zona e l’intervista ai rifugisti, lo potrete leggere sul PrimaBergamo in edicola da venerdì 26 giugno

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