Da San Tomè a...

Alla scoperta di Bergamo per Expo La via della pietra: chiese & Co.

Alla scoperta di Bergamo per Expo La via della pietra: chiese & Co.
Viva Bèrghem 09 Giugno 2015 ore 08:15

Il terzo itinerario che vi vogliamo presentare, all'interno del progetto Le vie dell'Expo che la Provincia ha ideato per valorizzare il nostro territorio, è quello dedicato alla pietra. Questo elemento è particolarmente curioso e sfaccettato, perché fa da anello di congiunzione tra la sfera naturale e quella artificiale. La pietra è elemento di pregio naturalistico, ma è anche e sopratutto una componente fondamentale nello sviluppo degli utensili e nell'edificazione delle architetture dell'uomo. Partiamo proprio da queste.

 

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Via della pietra

Chiese

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Sono diverse le chiese antiche costruite in pietra sul territorio bergamasco. Le loro storie sono affascinanti. Risale addirittura al secolo XI la chiesa di San Fermo e Rustico nella frazione Grignano di Brembate. È una delle più antiche chiese prepositurali (cioè di un prevosto) della zona ed ha una storia importante, visto che fino al 1200 era punto di riferimento per le parrocchie di Grignano, Capriate e Brembate Inferiore. La bella struttura, uno degli esempi di stile romanico bergamasco, si fa notare per l’imponente torre, che è sproporzionata nelle dimensioni rispetto alla piccola chiesetta.

La piana degli Almenno è ricca di costruzioni sacre in pietra. La chiesa, detta anche Rotonda di San Tomè, è caratterizzata come suggerisce il nome da una pianta circolare. Il suo stile romanico-bergamasco risale alla prima metà del XII secolo.

Anche la chiesa di San Giorgio in Lemine si inserisce nel ciclo romanico tipico dell'arte medievale bergamasca. Questo luogo, oltre ad ospitare il più bel gruppo di affreschi medievali della provincia, possiede un'aura misteriosa per la leggenda della costola di drago qui conservata. Dovrebbe essere un osso di balena, ma la tradizione racconta che sia appartenuto al drago sconfitto da S. Giorgio.

Il complesso della Madonna del Castello è formato da tre edifici sacri: il santuario di Santa Maria di Castello del Cinquecento, la chiesa della Pieve di San Salvatore della fine del IX secolo e, sotto questa, una cripta del VII-VIII secolo. Nelle vicinanze sono stati ritrovati reperti di una villa romana di età augustea; questo insieme ad altri elementi spinge verso l'ipotesi che Almenno fosse posseduta proprio dall'imperatore Augusto.

Infine la chiesa di Santa Maria della Consolazione, detta di San Nicola, fu edificata nel 1483-1484 come voto degli abitanti del paese per far cessare la pestilenza che imperversava in quel tempo. È situata in una posizione di pregio paesaggistico, sulla sommità della collina di Umbriana, circondata per buona parte da vigneti.

 

Architettura civile

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Altrettanto interessanti le edificazioni di ambito civile costruite secoli fa con la pietra e tutt'oggi presenti a testimoniare il loro retaggio antico. Bergamo stessa è una città ricca di strutture in pietra: dalle imponenti mura alla suggestiva porta San Giacomo che si apre su di esse. Dalla basilica di Santa Maria Maggiore fino al centro piacentiniano, la pietra di Bergamo segna le diverse tappe dello sviluppo architettonico della città, dal XII al XX secolo.

Ma anche la provincia è ricca di borghi, centri storici, castelli. L'antico borgo di Arnosto a Fuipiano Valle Imagna è un luogo magico; fu sede della dogana della Veneta fino alla caduta della Serenissima, ma non è certo l'unico luogo di pregio della valle; a Sant'Omobono Terme e a Corna d'Imagna troviamo altri edifici antichi, coi caratteristici tetti in piode. Lo stesso materiale è stato utilizzato nel borgo rurale di Fraggio, in Val Taleggio.

Altre architetture di pietra si possono trovare nei centri storici di Villa di Serio, di origine medievale, e di Scanzorosciate, che ebbe un momento di espansione proprio nel Medioevo. Entrambi i Comuni possono vantare origini molto antiche: il primo addirittura di epoca preistorica, il secondo greco-romana.

Sono due i castelli di pietra che meritano sicuramente una visita: quello di Cavernago, del Cinquecento, e quello di Malpaga, del Trecento. In particolare il secondo è al centro di un luogo incantevole, dove domina con la sua intatta bellezza una distesa di 300 ettari di campi agricoli all'interno del Parco del fiume Serio. Un tempo dimora e Feudo del valoroso condottiero Bartolomeo Colleoni, Capitano Generale della Repubblica di Venezia, oggi il Castello e l’intero Borgo sono i protagonisti assoluti del progetto di riqualificazione territoriale.

 

Musei

La pietra come oggetto di studio per la comprensione di attività più o meno antiche. A Pradalunga c'è un museo dedicato alle pietre coti di quella zona, che affilavano senza consumare eccessivamente le lame ed erano per questo diventate famose in tutto il mondo. I centri d'eccellenza di questa produzione furono per secoli Pradalunga, Albino e Nembro. Proprio in quest'ultima sorge un secondo museo dedicato alla pietra cote.

La pietra va studiata e ammirata anche come luogo in cui si perpetuano i fossili, al parco paleontologico di Cene. Essa si trasforma in questo caso in una sorta di carta fotografica e salva dall'oblio le forme di vita che anticamente popolavano il pianeta.

 

Natura

Ritorniamo infine al concetto di pietra come elemento naturale prima di tutto. Alcuni luoghi permettono di contemplarne le architetture spontanee in modo privilegiato. Come non citare il poderoso massiccio della Presolana, ma a Castro la natura si è superata. Qui la roccia di origine sedimentaria si sussegue in continue lastre sovrapposte, ribattezzate Orrido, e cala a strapiombo nelle acque del lago, creando piccole insenature (i cosiddetti bögn).

 

Sport

Infine, per chi la roccia la vuole affrontare in un'attività sportiva, a Roncobello sono presenti due falesie, quella di Corna Piana, con una quindicina di itinerari, e quella di Porta delle cornacchie, con 80 itinerari.