Dal 26 ottobre al 17 novembre

In arrivo dei giorni… da pecora Torna il Festival del Pastoralismo

In arrivo dei giorni… da pecora Torna il Festival del Pastoralismo
25 Ottobre 2019 ore 16:25

La tradizione senza tempo e le competenze dei bergamini, ma anche la pecora gigante di Bergamo e un’arte da riscoprire e salvaguardare. Sabato 26 ottobre torna a Bergamo il Festival del Pastoralismo, giunto alla sesta edizione. È la manifestazione che collega storia e tradizione con aspetti di attualità che riguardano anche l’economia del territorio (turismo e agroalimantere, ma non solo). Il week-end inaugurale del Festival (che si protrarrà sino al 17 novembre) segue quello dedicato ai formaggi con una edizione speciale di FORME che ha coinciso anche con il World Cheese Award e la presentazione della pubblicazione sulle Cheese Valleys, le valli orobiche culla di grandi tradizioni casearie, alla base della candidatura Unesco di Bergamo a «città creativa per la gastronomia».

Non è solo passaggio di testimone tra eventi, ma un nesso profondo che lega queste iniziative. Il Festival, infatti, celebra la transumanza dei bergamini (con la sfilata rievocativa sabato 26 per le vie di Bergamo bassa), perché sono loro, gli allevatori-casari transumanti che per sei secoli hanno fatto i pendolari con le loro mucche tra le valli e la Bassa, ad aver posto le basi della grande tradizione casearia orobica. La sfilata termina in Piazza Pontida (mercatino formaggi delle valli e polenta). Domenica 27, con la ormai tradizionale transumanza delle pecore sulle Mura e suiColli di Bergamo, si celebra invece l’altro aspetto del pastoralismo e della transumanza bergamaschi: quello legato alla pecora Bergamasca (la gigante di Bergamo) e al suo sistema transumante. Arrivo alle 12 a Valmarina (sede del Parco dei Colli) con degustazioni di carne di pecora bergamasca, formaggi e polenta. Qui ci sarà anche la musica tradizionale bergamasca con baghet e flauti di Pan.

Bergamo capitale della transumanza del Nord Italia quindi, perché sia i bergamini con le loro mandrie e le loro attività casearie che i pastori con le loro pecore hanno impresso un forte influsso bergamasco e lombardo alla realtà pastorale e casearia alpino-padana. La mostra aperta in Porta Sant’Agostino (inaugurazione sabato 26 ore 18), che resterà aperta (ore 10-19) tutti i weekend e anche il ponte dei Santi, racconta di come la pecora Bergamasca abbia impresso i suoi caratteri alla generalità delle razze ovine alpine. Essa è accompagnata da due mostre che guardano alla pecora e ai pastori con occhio d’artista (opere a soggetto pastorale di Giacomo Piccinini, noto pittore novecentesco bergamasco) e foto del giovane fotografo Mauro Scattolini, che ha seguito assiduamente due pastori dell’alta Val Seriana.

La pecora è però anche un animale dalle grandi… “utilità”. Non solo carne, ma anche latte e lana. Il 2 novembre, alla sede del Parco dei Colli, ci sarà una giornata della pecora da latte con un convegno tecnico, una dimostrazione di caseificazione di latte ovino e un’esposizione di razze di pecore da latte (in carne e ossa e lana). Nel Festival vi saranno anche presentazioni di libri e convegni su questioni di attualità: “Che fare dopo la chiusura del lavaggio lana di Gandino, ultimo del Nord Italia?” (incontro il 16 pomeriggio a Porta Sant’Agostino); “Come valorizzare i greggi transumanti per la cura dell’ambiente delle aste fluviali dell’Adda e del Brembo” (incontro il 16 mattina sempre alla Porta Sant’Agostino). Programma completo su www.festivalpastoralismo.org

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