Il nuovo arredo urbano

Bella la piazza della stazione (gol di Gori al 90′, assist di Valesini)

Bella la piazza della stazione (gol di Gori al 90′, assist di Valesini)
03 Maggio 2015 ore 05:25

«Siamo arrivati all’ultimo momento, ma ce l’abbiamo fatta. Ci  presentiamo puntuali all’appuntamento con Expo». Contento come se avesse segnato un gol al 90°, Giorgio Gori inaugura la versione 2.0 di piazzale Marconi, così come ridisegnato dall’archistar portoghese Ines Lobo, “ingaggiata” (e pagata) per l’occasione da Italcementi. La multinazionale («Operiamo nel mondo, ma abbiamo testa e cuore a Bergamo» sottolinea il vice direttore generale Fabrizio Pedetta) ha contribuito con 150 mila euro all’opera di restyling di quello che, ricorda Gori, «era uno spazio desolato». Il sindaco si guarda attorno, poi indica pendolari e studenti appollaiati sui muretti di un bianco abbagliante. C’è persino chi studia e legge, invece di compulsare tablet e smartphone. Come se il luogo regalasse sprazzi di inatteso relax. «La gente ha già preso confidenza con il nuovo arredo urbano – dice compiaciuto Gori -. La città si prepara ad accogliere nel modo migliore i visitatori in arrivo per Expo: la piazza è diventata un luogo accogliente, studiata anche per migliorare la sicurezza. Non ci sono più zone buie».

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Da Napoleone (inteso come Giuseppe, Sovrintendente dei beni architettonici) in giù, il sindaco ringrazia tutti. «È stato uno sforzo importante, per riempire le aiuole di verde poi c’è voluto un miracolo nelle ultime 48 ore». Come d’incanto sono spuntate piantine di erbe aromatiche: menta, timo, erba cipollina. Il basilico non c’è ancora, ma arriverà. Due pensionate non perdono tempo e raccolgono qualche fogliolina per insaporire il minestrone. Uno studente si china e tasta i muretti: sono in cemento mangiasmog. Non sono solo eleganti, ma anche utili per ripulire l’aria almeno un po’. I grandi ippocastani, che negli anni ne hanno viste tante e hanno assistito alle mutazioni della zona, faranno il resto. La nuova piazza non sarà un’oasi, però è diventato piacevole fermarsi prima di prendere il treno. E pazienza se non è tutto pronto. Una ruspa è stata occultata dietro un telone bianco. C’è da ultimare il lato verso le Autolinee, ma il grosso è fatto. Il “disco volante” del previsto ufficio turistico atterrerà solo a novembre, perché si è voluto evitare di lasciare lavori in corso durante Expo. Spunteranno però presto cinque totem di infomobilità: tradotto, significa che i viaggiatori potranno consultare sui display orari di treni, bus e aerei.

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«Il riordino è in corso – spiega l’assessore all’Urbanistica Francesco Valesini – sposteremo anche l’officina delle bici all’interno della stazione. Con le risorse a disposizione abbiamo fatto un buon lavoro». Il Comune, di tasca sua, ci ha messo 400 mila euro. «Ora la cintura verde abbraccia e valorizza uno spazio che prima era indistinto, senza stravolgerlo» sottolinea con eloquio da architetto. Gori annuisce sorridendo, poi si concede ai fotografi per la foto di rito con la giunta pressoché al completo. Passa un cittadino e “sequestra” Valesini: «Bella la piazza, però laggiù, quel tetto in eternit…». E indica un capannone della stazione. Tocca alle Ferrovie risolvere il problema, spiega paziente l’assessore. Il cittadino non è convinto. Ma non si può accontentare tutti.

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