Viva Bèrghem
Dalla funicolare alla cittadella

Bergamo a piedi in cinque tappe Un itinerario tra le Vie della Storia

Bergamo a piedi in cinque tappe Un itinerario tra le Vie della Storia
Viva Bèrghem 06 Luglio 2015 ore 06:00

Con il nuovo itinerario proposto da Visit Bergamo andiamo nel cuore antico della città. Bergamo Alta non è solo uno sfondo suggestivo per gli andirivieni frenetici della città bassa, ma è anche il cuore pulsante della storia bergamasca, un crogiolo di significati che si affastellano in uno spazio ristretto e densissimo. Anche questa volta la passeggiata è suddivisa in cinque agili tappe; ma il tempo guadagnato per le brevi distanze da percorrere va speso tutto visitando a fondo i vari luoghi di interesse. Forza, fate il biglietto della funicolare che si parte.

[C’è anche una app, disponibile sia per iOS che per Android, che accompagna il visitatore lungo l’itinerario, con un GPS che non richiede connessione, e fornisce approfondimenti sui singoli punti di interesse, tra nozioni storico-artistiche e curiosità.]

 

Vie della Storia

 

Tappa 1
Dalla funicolare a via S. Pancrazio

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Mentre saliamo, è giusto dire due parole sulla funicolare, uno dei simboli della città. Fu inaugurata nel 1888, dopo un lungo dibattito pubblico per scegliere il mezzo di trasporto migliore per collegare le due parti della città e salvare Bergamo Alta dall’isolamento. Vedendo oggi, a oltre un secolo dalla costruzione, quanta gente ne fruisce è innegabile che la scelta fu azzeccata. Nella sua storia ha visto quattro momenti di rinnovamento, l’ultimo nel 1988.

Usciti dalla stazione della funicolare, ci dirigiamo a destra e dopo pochi metri raggiungiamo la Rocca. Questa imponente fortificazione, che sorge sul colle di Sant’Eufemia, è anteriore alle stesse mura, dato che risale al 1336. Dal 2004 è qui aperta la sezione ottocentesca del Museo storico di Bergamo.

Proseguiamo lungo il vialetto alberato che costeggia la Rocca e dà sul parco: arriviamo quindi all’ex Convento di S. Francesco. È ancor più antico della Rocca: la sua edificazione iniziò nel XII secolo. Facciamo un giro nei chiostri e respiriamo un po’ guardando il bel panorama che questo luogo ci offre. Proseguiamo oltre, teniamo la sinistra e arriviamo alla chiesa di San Pancrazio.

 

Tappa 2
Lungo via Gombito e in Piazza Vecchia

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Riprendiamo la via principale della Città Alta. Si concentrano qui molti luoghi d’interesse culturale e storico. Al n. 13 incontriamo la Torre di Gombito, eretta all’inizio del Duecento. A pochi passi sorge il Palazzo Nuovo, sede della Biblioteca Civica Angelo Mai, che conserva codici, pergamene ed incunaboli di grande valore. Usciamo dalla Biblioteca e ci si apre davanti la splendida Piazza Vecchia, per secoli centro rappresentativo del governo cittadino. E infatti c’è il Palazzo del Podestà, che oggi accoglie il Museo Storico dell’Età Veneta, allestito in forme interattive e multimediali. Sotto di esso c’è un’area archeologica, che tra il 2001 e il 2011 ha visto la scoperta di vestigia di diverse epoche antiche. Proseguiamo il giro in Piazza visitando il Palazzo della Ragione, il più antico palazzo comunale lombardo, e la Torre Civica, nota anche come Campanone, o meglio, campanù in bergamasco.

 

Tappa 3
Da Piazza Duomo al Tempietto di S. Croce

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Dietro Piazza Vecchia si apre un tracciato viario meno regolare, probabilmente di origine preromana. Su Piazza Duomo si affacciano diversi edifici sacri. Su tutti svetta la Cattedrale di S. Alessandro Martire: la ricostruzione partì nel 1459, ma facciata e cupola furono terminati solo nella seconda metà dell’Ottocento. Il Tesoro del Duomo espone alcuni tra gli oggetti più preziosi della Cattedrale. A pochi metri sorge la Basilica di S. Maria Maggiore, con le famose tarsie lignee di Lorenzo Lotto, di cui vi abbiamo già parlato. Essa vanta arazzi, affreschi e stucchi di diverse scuole italiane e straniere. Si addossa alla Basilica la Cappella Colleoni, massimo esempio del Rinascimento a Bergamo. Fu voluta da Bartolomeo Colleoni come cappella propria. In questo luogo d’incredibile ricchezza si individua anche l’Aula Picta della Curia: uno spazio non progettato, ma creatosi spontaneamente da medievali vicissitudini architettoniche. È attraversato da un grande arco in pietra viva e le sue pareti sono decorate da un bellissimo ciclo di affreschi. Infine, chiudiamo la tappa al Tempietto di S. Croce, incastonato alle spalle della Basilica. Una cappella a pianta centrale quadrilobata che ricorda la struttura della rotonda di San Tomè ad Almenno (vedi la via della pietra).

 

Tappa 4
Da via Arena all’Orto Botanico

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Dopo la ricchissima visione sacra della zona del Duomo cambiamo genere. Ci incamminiamo su via Arena, scendiamo verso le mura. Ben presto però ci tocca fermarci per fare una visita al Museo Donizettiano: il percorso permette di ricostruire le vicende biografiche ed artistiche del compositore ed è ospitato in quella che fu la Sala del Consiglio della Misericordia Maggiore. Scendiamo sul viale delle Mura, presso il Baluardo S. Giovanni è aperta dal 2009 la relativa cannoniera, composta da ampi locali dove venivano conservate l’artiglieria e le munizioni. Due bocche di fuoco permettevano di colpire i possibili nemici in avvicinamento, mentre una galleria portava ai piedi delle mura. Riprendiamo il viale delle Mura e proseguiamo verso nord, fino all’Orto Botanico Lorenzo Rota: accoglie 1200 tipologie di piante e si può raggiungere solamente a piedi, attraverso una scalinata di 141 gradini.

 

Tappa 5
Nella Cittadella viscontea

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Come la tappa 3, anche questa non prevede grandi distanze, ma richiede tempo per la ricchezza dei suoi contenuti. La Cittadella è il principale lascito della dominazione viscontea, che precedette quella veneziana. Abbiamo qui due musei: quello Archeologico, che racconta la storia millenaria della terra bergamasca, e quello di Scienze naturali, nato nel 1918 da raccolte geologiche, botaniche, zoologiche ed etnografiche. Esso conserva un rettile vissuto addirittura 220 milioni di anni fa. Ci spostiamo in via Colleoni, dove incontriamo il Teatro Sociale. Dopo alcuni lavori di restauro, dal 2009 è tornato alla sua funzione originaria. Di nuovo in Piazza Vecchia, ci possiamo concedere un aperitivo che profuma di Storia.

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