Il Beer Road orobico

Birrificio Via Priula a San Pellegrino (Ora che ha vinto in Giappone)

Birrificio Via Priula a San Pellegrino (Ora che ha vinto in Giappone)
28 Settembre 2016 ore 10:00

Il birrificio Via Priula di San Pellegrino ha visto premiate, nei giorni scorsi, a Yokohama (Giappone), due delle sue birre più amate, la Camoz e la Rosa. L’occasione era quella, importante e storica (è il più antico concorso dedicato alle birre artigianali) del The internationa Beer Cup 2016. A voler essere precisi, la Camoz si è aggiudicata il secondo posto per la categoria Imperial Stout in stile americano e la Rosa il terzo posto per la categoria birre di frumento alla frutta. Per festeggiare, a San Pellegrino, in birrificio, giovedì sarà festa grande: alle 18 happy hour, ovviamente brassicolo, con cibo giapponese. Noi, intanto, vi ricordiamo storia, prodotti e qualità del Birrificio Via Priula.

 

BeerRoad è un percorso che attraversa il territorio di Bergamo alla scoperta della produzioni di tutti i micro-birrifici orobici. Questo viaggio ci guida idealmente lungo una strada della birra artigianale, per scoprire i volti e l’impegno chi, con coraggio e passione, ha deciso di fare della birra la propria vita e il proprio lavoro. Per l’ultima tappa, abbiamo scoperto il birrificio Via Priula, il pilastro del BeerGhem.

 

Forse qualcuno la chiama ancora la birra del farmacista. Questo infatti era il nome che accompagnava le primissime produzioni di Giovanni Fumagalli, che oltre a essere il mastro birraio di Via Priula è anche, appunto, il farmacista di San Pellegrino Terme. Nonché vero e proprio pioniere della birra fatta in casa: inizia a sperimentare con i primissimi kit di produzione casalinga e dà respiro a una curiosità che si potrebbe dire di famiglia, dato che – ci rivela – già il nonno era dedito a questa passione.

La birra buona, e bergamasca. Poi, insieme a Mauro Zilli, Giovanni ha aperto il birrificio di Via Priula, che oltre a fare la birra buona è anche un esempio di economia locale. Nel 2010, ufficialmente, viene presentata la Loertis, la numero uno. Che è anche, senza dubbio, la loro birra manifesto, innanzitutto perché si tratta di una tipologia insolita nella produzione artigianale, una sorta di virtuosismo: è una birra a bassa fermentazione, una pilsner esattamente, cioè una birra molto semplice, non facile, ma che facilmente si può sbagliare. Ben lontana da essere una bevanda ruffiana e piaciona, rappresenta lo stile maggiormente diffuso nelle produzioni industriali e la scelta di confrontarsi in modo artigianale con questa tipologia vuole essere, un po’ provocatoriamente, una dichiarazione di genuinità e bravura. E poi la Loertis incarna il pilastro filosofico di Via Priula: restare legati al territorio. Per chi non lo sapesse, il suo nome deriva dalla parola dialettale usata per indicare il luppolo selvatico dei boschi. Questa e tutte le altre birre venute dopo hanno un elemento che le lega al territorio. Un altro esempio in questo senso è la Safran, prodotta tra l’altro con zafferano di montagna coltivato in Valle. Una linea vincente, sia con il pubblico che con la critica, a giudicare dai riconoscimenti e dalle guide che sempre più spesso li citano entusiasti.

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Il locale a due passi dal Casinò. Nel 2012, intanto, nasce un piccolo locale in pieno centro cittadino, dove è possibile assaggiare e comprare le birre di Via Priula. Uno spazio moderno ma che in qualche modo si richiama all’eleganza un po’ nostalgica della Belle Époque di San Pellegrino, e che è anche un laboratorio di cucina sempre in movimento. Imperdibile l’hamburger, preparato con il formaggio brembano per eccellenza: il Branzi.

Progetti per il futuro. Cosa bolle ora nel fermentatore? Forse qualche chicco di mais, ovviamente locale e ovviamente autoctono, che darà il profilo a una nuova creazione sulla via Priula. Per ora, poi, Via Priula è ancora un beerfirm, che si affida cioè a un impianto esterno per la produzione delle ricette di Giovanni, e dunque il progetto prioritario è quello di trovare presto una struttura locale che possa ospitare la produzione. Ancora nulla di certo ma dalla ultime voci si può ben sperare!

Appuntamento al BeerGhem. La voglia di fare dei tre birrai è tanta è grazia a loro cinque anni fa è iniziato il BeerGhem, la manifestazione della produzione artigianali bergamasche che è oggi un appuntamento importante, capace di raccoglie numerose e importanti adesioni di pubblico e di esperti del settore.

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E due degustazioni. Le birre di Via Priula sono circa dieci e noi, come sempre, ne abbiamo assaggiate due per voi.

birrificio via priula fotografo devid rotasperti (7)Loertis. Un bellissimo colore giallo pallido, quasi verdolino nella sua trasparenza. Le note dominanti sono tutte le sfumature dei lieviti. Un lontano richiamo di erba tagliata e di paglia e foglie di limone. La sua forza sta nella nota spiccata di boulangerie, come dicono quelli raffinati, noi diciamo, più genuinamente, di pane. Farina bianca in primis e poi la baguette appena sfornata. Un odore confortante nella sua semplicità. Alla bocca è fresca e amara al punto giusto e lascia una piacevole sensazione di pane bianco.

birrificio via priula fotografo devid rotasperti (8)Safrà. Una saison che ha tutte le carte in regola e qualcosa di più. Scende nel bicchiere raccogliendosi in un brillante colore dorato. Le sfumature al naso sono penetranti ma non invasive e portano in evidenza i tratti specifici di questa birra. Paglia e un potpourri di fiori di campo essiccati, non manca  qualche ricordo di montagna come l’arnica e il tarassaco. Immancabile ovviamente la nota speziata, su tutte lo zafferano e un po’ di pesca gialla. In bocca ritornano le erbe di montagna e in particolare un sentore di taneda.Lager

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