Tre giorni di Fab Four

C’è il Bergamo Beatles Festival Omaggio al ‘68: è il cinquantesimo

C’è il Bergamo Beatles Festival Omaggio al ‘68: è il cinquantesimo
Viva Bèrghem 19 Maggio 2018 ore 05:30

Prende il via oggi, venerdì 18, a Redona la sesta edizione del Bergamo Beatles Festival. A fronte di un budget poco generoso, gli organizzatori, cui non manca la buona volontà, fanno miracoli. Il fil rouge di quest’anno sembra essere il ’68 di cui si celebrano i cinquant’anni con un coinvolgimento dei ragazzi del Liceo artistico Manzù. E poi ci sono il cinema, l’arte, la letteratura. Ad esempio, oggi pomeriggio è in programma al Cinema Teatro Qoelet, sempre a Redona, la proiezione di Living in a Material World, l’omaggio di Martin Scorsese a George Harrison. È un film didascalico, lungo, a tratti noioso, un documento completo sulla figura di uno dei più originali musicisti dell’epoca moderna. Domani alle 16 è previsto un doppio appuntamento su grande schermo. Si parte con la proiezione del film documentario I Figli dello stupore, storia della Beat Generation italiana, alla presenza del regista Francesco Tabarelli e dell’autore Alessandro Manca. È un viaggio nell’anticonformismo e nei modelli provocatori della generazione che nel ’65 incominciava a vivere sulla propria pelle una percezione e un’identità diversa da quella inculcata dalla cultura dominante. A seguire, il concorso di corti realizzati proprio dagli studenti del Manzù. In gara, più di 10 produzioni che raccontano il ‘68 attraverso le sfaccettature di costume e sociali più significative: la moda, la musica, la guerra in Vietnam, le relazioni interpersonali. E sempre a cura degli studenti del Liceo Manzù, la mostra sul ‘68 allestita nel Foyer del Teatro Qoelet e al Polo Civico.

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A corollario, la musica delle cover band. Più o meno girano sempre le stesse, ma dal mucchio escono 3 nomi interessanti e di qualità: The Magical Mistery Band, gli Acid Trip e i Nowhere Boys. Ospite d’onore, il maestro Roby Matano, già leader dei Campioni, il gruppo che accompagnava Tony Dallara e che una sera di oltre 50 anni fa, alla Ruota di Caravaggio, fece debuttare un ragazzo timido, introverso, la voce rauca quasi da bluesman. Si chiamava Lucio Battisti. In puro stile nostalgia, si rivede da queste parti Pietruccio Montalbetti, lo storico cantante chitarrista dei Dik Dik. Con lui, su palco, il cantautore di casa nostra Riky Anelli, Francesco Matano e Gilberto Ziglioli, già nella seconda formazione dei New Dada. Il gran finale è affidato ai bergamaschi Revolver e al loro The White Concert.

La critica. Al cartellone, come si vede, manca il grande nome di richiamo. Il Bergamo Beatles Festival è figlio dell’associazionismo, del volontariato, dello spontaneismo, il lato migliore della nostra società. Ma dopo 6 anni forse sarebbe lecito chiedergli di reinventarsi, di crescere, di allargare il principio comunicazionale su cui si basa (i Beatles) e di diventare una vera e propria manifestazione che coinvolga tutta la città.

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo alle pagine 50-51 di Bergamopost cartaceo, in edicola fino a giovedì 24 maggio. In versione digitale, qui.

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