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Calcio, il paese dai mille murales

Calcio, il paese dai mille murales
20 Ottobre 2016 ore 03:00

Foto in copertina di Vittorio Giannella.

 

A circa 25 chilometri da Bergamo si trova il paese di Calcio (5400 abitanti circa), che si distingue in tutta la provincia per la presenza di quasi una cinquantina di murales distribuiti tra vie e piazze. Il progetto Narrano i muri è stato voluto dall’Amministrazione Comunale in collaborazione con l’Associazione Italiana Paesi Dipinti (AIPD). Gli artisti invitati ed intervenuti sono in molti casi di calibro nazionale e internazionale (Baggi, Bodini, Boni, Dragoni, Faini, Gritti, Longaretti, Migliaccio, Repossi), ma anche studenti di Accademie delle Belle Arti italiane ed europee coordinati dai loro docenti (Barcellona, Birmingham, Brera a Milano, Brescia, Sassari, Vienna), così come pittori e artisti calcensi multiformi: questi ultimi sono forse stati i più genuini interpreti della storia del loro paese e delle tradizioni della loro comunità e quasi come un eco hanno rievocato momenti legati alla profonda religiosità e alla dedizioni dei loro avi. Ma anche gli altri, se pur forestieri, ne hanno colto gli aspetti più significativi, sicuramente perché ancora ravvisabili tra gli abitanti e respirabili negli spazi in cui si articola il borgo storico.

Trattandosi di una vera e propria galleria d’arte a cielo aperto, anche il Touring Club ha inserito questa particolarità nelle sue guide e altre pubblicazioni a stampa ne parlano tuttora diffusamente. Vi invitiamo dunque a pensare di visitare questa chicca bergamasca, magari con il nostro articolo alla mano, così da leggere, tra le righe dei muri, momenti e valori legati alla comunità della calciana, senza dimenticare di far capolino nell’antica pieve di San Vittore e nella nuova Parrocchiale.

 

1) Giovanni Repossi (Chiari, 1929 – 2012)
Il territorio di Calcio, 1999 – mosaico, mt. 6 x 2,40
Via Papa Giovanni XXIII n. 127 – Cortile interno vecchio Palazzo Municipale

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Realizzato in occasione della ristrutturazione della sede municipale, rappresenta l’area territoriale dell’abitato, ricavata da mappe storiche. In alto sono ben evidenziati gli stemmi adottati dal Comune nei secoli e quelli relativi alle famiglie nobiliari che hanno avuto un ruolo importante nella storia del paese.

 

2) Allievi della Accademia di Belle Arti di Vienna Dipartimento di Architettura
Scene di Calcio, 2003 – acrilico e tempera su muro, mt. 4,80 x 3
Via Papa Giovanni XXIII n. 127 – cortile interno del vecchio Palazzo Municipale

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L’immagine mostra il paese di Calcio di giorno e di notte, colto in momenti peculiari o che ne scandiscono la vita quotidiana, secondo l’interpretazione personale degli studenti austriaci.

 

3) Allievi dell’Università dell’Inghilterra Centrale Dipartimento di Belle Arti di Birmingham
Nel prato, 2002 – tempera e collage su muro preparato, mt. 10 x 1,50
Via Papa Giovanni XXIII n. 127 – cortile interno del vecchio Palazzo Municipale

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Il riferimento alla realtà agricola della comunità è evidente, anche se l’atmosfera in cui viene inserita risulta più serena e fiabesca di come in effetti doveva essere: i due buoi sono posti quasi uno dirimpetto l’altro, anche se scorciati dalla parete, attorniati da farfalle che riempiono lo spazio, tinto di rosa, in cui si muovono, creato per dare luce ad una parete particolarmente in ombra.

 

4) Piero Leddi (San Sebastiano Curone, 1930)
L’albero della Libertà, 2002-2003 – tempera su muro, mt. 2,60 x 3
via Papa Giovanni XXIII n. 127 – facciata del vecchio Palazzo Municipale

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Il mondo contadino si prende la sua rivincita sulla Storia, rea di averlo stravolto nel corso dei secoli, sottomettendolo se non addirittura scavalcandolo, privandolo della giusta considerazione che invece avrebbe dovuto riservargli. Il carro agricolo vuole trasmettere il senso della storia che avanza, unita a cultura, passione e sentimento, per offrire un’immagine allo stesso tempo evocativa e coinvolgente.

 

5) Floriano Bodini, con l’aiuto di Lino Reduzzi (Gemonio 1933 – Milano 2005)
Allegoria del lavoro, 2002 – affresco su muro, mt. 3 x 3
Via Papa Giovanni XXIII n. 127 – facciata del vecchio Palazzo Municipale

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La gente di Calcio è sempre stata nota per la sua laboriosità e questo murales è un inno al lavoro di ieri e di oggi: nelle figure create come dalle tessere di un puzzle e quasi erculee è possibile riconoscere chi raccoglie frutti, chi solleva mattoni, chi prende misure, chi dà forma alla città e agli oggetti di uso quotidiano. Vengono chiaramente evidenziati il movimento e la forza muscolare, sottolineata dai colori e dal tratto nero che profila ogni tassello della composizione.

 

6) Mario Lazzarini (Calcio, 1940)
Naviglio e palazzo vecchio, 2002 – acrilico su muro, mt. 2 x 3
Via Vittore Vezzoli, n. 7

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Uno scorcio di un angolo tra i tanti del paese, dove ancora oggi scorre il Naviglio cremonese, che entra in Calcio e scorre tra le case costeggiandole mollemente e senza tempo.

 

7) Beppe Corna (Bariano (Bg), 1947)
L’albero della vita, 2003 – ceramica dipinta e acrilici su muro, mt. 0,50 x 11
Via Papa Giovanni XXIII/ Via S. Fermo

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Più che un murales, trattasi di un bassorilievo in ceramica, dal chiaro significato simbolico, non subito intuibile per la verità, se non grazie all’interpretazione fornita dallo stesso artista: infatti, vi sono due alberi contrapposti, uno proteso verso Nord (sopra) e l’altro verso Est (sotto) in cui a destra occhieggia il disco solare: il riferimento all’orizzonte, fonte di vita, è chiaro, mentre il primo “rappresenta il luogo della fine”, ovvero le schiere celesti e l’aldilà a cui verremo condotti dopo aver trascorso la nostra vita, divisa tra lavoro e affetti.

 

8) Renato Galbusera (Milano, 1950)
La libertà e la storia, 2002 – acrilico su muro; forma lievemente irregolare, mt. 3,60 x 3
Piazzetta Nassiria

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Protagonista in questa scena è il genere umano, rappresentato dai primi piani di un uomo e di una donna, i cui tratti e le posture sono quasi di esseri energumeni: aprendosi come una quinta teatrale lasciano far capolino la locale torre dell’acquedotto e subito a fianco la cupola della nuova chiesa parrocchiale, scenario in cui si muovono i personaggi dell’abitato, divisi tra lavoro, mansioni quotidiane di varo tipo, affetti e fede.

 

9) Giovanni Repossi (Chiari, 1929 – 2012)
Regina della Scala, Signora di Calcio, 2000 – tempera su muro trattato, mt. 3 x 4
Piazzetta Nassiria

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La scena è tra gli episodi più importanti legati alla storia del paese, dato che vede Regina della Scala, moglie di Bernabò Visconti duca di Milano, ricevere nel 1365 in feudo dal marito la Calciana (corrispondente oggi alle località di Calcio, Pumenengo e Torre Pallavicina): alla consorte vennero concesse autonomie e privilegi, tali da rendere Calcio una vera e propria zona indipendente e franca, senza tasse da versare al governo centrale. Nel 1380 la duchessa alienò i territori ai nobili fratelli Fermo, Marco e Antonio Secco di Caravaggio, i quali beneficiarono di tutti questi favori fino al 1805, quando la Repubblica Cisalpina li revocò.

 

10) Ferdinando Capisani (Moglia di Mantova, 1947)
Il ponte Gobbo, 2001 – tempera su muro trattato, mt. 4,10 x 2,80
Via Cortil Grande

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Un omaggio alla campagna di Calcio, caratterizzata da acque, divise tra fossi e rogge derivate dall’Oglio, che hanno reso storicamente fertile questa terra di pianura. Il manufatto protagonista dell’ambientazione astratta è il ponte Gobbo, così chiamato per la sua particolare forma arcuata.

 

11) Candido Baggi (Ponteranica, 1935)
Il mulino sulla roggia Mulino, 2000 – acrilico su muro, mt. 3 x 4,50
Via Roncaglia n. 5

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Posto proprio nei pressi dove ne sorgeva uno, ancora in funzione fino a pochi decenni fa, ricorda l’uso delle acque derivate dai fiumi o dalle risorgive per l’irrigazione e la forza motrice per magli, frantoi e mulini.

 

12) Franco Bassignani (Guidizzolo, 1946)
La vecchia strada postale veneta, 1999 – tempera su muro trattato, mt. 3,50 x 3
Via Basse Oglio n. 2

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Il primo ponte in legno a Calcio risale alla fine del Settecento, grazie all’intervento delle famiglie nobili dei Secco di Calcio e dei Martinengo di Urago che ne controllavano le due sponde opposte (bergamasca e bresciana), ma fino ad allora il collegamento era garantito da un traghetto: infatti, quasi a metà piano sulla destra sono placidamente ormeggiate due barche, pronte a salpare! L’opera è volutamente collocata nei pressi di Via Basse Oglio, la vecchia Postale Veneta, nodo commerciale per oltre cinque secoli.

 

13) Italo Ghilardi (Palazzolo sull’Oglio, 1946)
L’amministrazione della giustizia: un caso di condanna, 2001 – 6 tempere su muro
Piazza Silvestri

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In una sorta di racconto a vignette viene narrata la vicenda di un brigante, Mercandello (al centro e a destra), che dopo aver assalito un viandante (sinistra) ene identificato, arrestato, condannato e decapitato proprio nella piazzetta su cui affaccia la narrazione inscritta entro finestre: il tutto accadde il 17 maggio 1770, come riportato sul corpo della sagoma ormai senza testa.

 

14) Sergio Battarola (Bariano, 1955)
Il mondo degli dei e della natura, 2001 – tempera su muro trattato, mt. 3 x 2
Via Giovanni Piccioli, n. 2

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Siamo in una dimensione surreale, in cui si raffigura il mondo “agricolo pastorale” collocato in un tempo ancestrale e primitivo, quando il creato appariva ai primi uomini “come animato da forze ignote, incontrollabili, spesso non collocabili nella limitata sfera delle conoscenze”.

 

15) Angelo Boni (Suzzara, 1936)
Il fiume Oglio a Calcio, 1999 – tempera su muro trattato, mt. 3,50 x 3,50
Piazza Marconi

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L’immagine restituisce un angolo del paese ancora immerso in una vegetazione ricca e lussureggiante, lambita dal corso del fiume Oglio e quasi senza tempo, come il maniero che appare in lontananza e che rimanda al palazzo Silvestri al limite orientale del paese, già dei nobili Secco d’Aragona.

 

16) Allievi Accademia di Brera
Il tappeto volante, 2003 – tempera e acrilico su muro, mt. 2,20 x 3,40
Via C. Battisti n. 4

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Durante un fantasioso viaggio a bordo di un tappeto volante si scorge in lontananza lo sky line del paese, immerso nel cielo e avvolto dai prati e dai boschi fiammeggianti della campagna calciana.

 

17) Alberto Cropelli (Chiari, 1948)
Paso doble, 2003 – tempera su muro, con riporto e tempera su tela, mt. 2,30 x 1,30
Via Cesare Battisti n. 17/a

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Nel secondo dopoguerra, in un cortile vicino la piazzetta su cui danzano i protagonisti, era attiva la “balera”, uno spazio dedicato al divertimento dei giovani. Sullo sfondo si agitano le figure stilizzate in rettangoli luminosi di chi resta nell’attesa di entrare in pista e scatenarsi nell’ultimo tango della serata.

 

18) Giorgio Pasolini (Bergamo, 1958)
Mappale, 1999 – tempera su muro preparato, mt. 3,50 x 3
Via G. Orsi n. 7

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Una raffigurazione un poco astratta e che vede tra forme e colori le peculiarità del paese: lo sfondo giallo vuole rievocare la carta invecchiata dal tempo, mentre le linee tratteggiate indicano sentieri, strade e spazi che sono ancora in attesa di una loro definizione e collocazione nella maglia del piccolo centro urbano. L’azzurro è un chiaro rimando alle acque derivate e al fiume Oglio, il rosso sono i tetti del centro storico … mentre lo strappo è un frammento che sporge, proprio come l’usura del tempo che corrode e consuma.

 

19) Luigi Dragoni (Cremona, 1932)
Allegoria della Resistenza, 1999 – acrilico su muro, mt. 3 x 3
Via Pietro Bonetti

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Il tragico racconto, seppure stemperato da un linguaggio palesemente infantile, è diviso in tre momenti espressivi: alla base, quasi fosse il sottosuolo, mostra un campo coltivato con due alberi-figure che si contorcono in memoria dei due partigiani uccisi durante la ritirata delle truppe tedesche, di passaggio proprio a Calcio; sul piano sovrastante si assiste all’attraversamento delle armate tedesche; nel terzo vi è il cielo, dove i toni pastello, il sole radioso e il delicato volo delle farfalle paiono promettere un nuovo futuro, inneggiando alla libertà conquistata con il sangue degli uomini.

 

20) Marcello Bonomi (Nembro, 1931)
Deposizione, 2013
Via Papa Giovanni XXIII n. 138

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L’immagine ricorda quasi sicuramente una delle tante santelle distribuite per il paese, tanto care alla devozione popolare, e di cui resta flebile traccia in qualche angolo, smunte dal sole e dall’incuria del tempo e dell’uomo.

 

21) Pietro Ricci (Urago D’Oglio, 1949)
Lampade a petrolio nel Rivellino Superiore, 1999 – tempera su muro preparato, mt. 3 x 3
Via Papa Giovanni XXIII n. 128

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L’arrivo della pubblica illuminazione nelle strade del centro è avvenuto alla fine del secolo XIX: il cavallo a sinistra è simbolo di forza e di progresso, mentre la donna nel centro, avvolta in uno scialle, pare incredula e basita in attesa di questo  evento. In lontananza, oltre il parapetto, la fila dei lamponi a petrolio si riflette nell’acqua o sulle strade, come se indicassero una nuova via ed una nuova vita.

 

22) Allievi dell’Accademia di Belle Arti di Sassari
La raccolta del grano, 2002 – tempera su muro preparato, mt. 1,40 x 4,20
Via Papa Giovanni XXIII n. 64

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I contadini sono ripresi durante il loro lavoro, che denota non fatica ma gioia, forse al pensiero di quando alla sera ci si sarebbe congiunti con i propri cari, allietati dal riso dei compagni e dai volti dei bimbi, atterriti o divertiti dai racconti dei nonni, fatti di fate, gnomi, maghi e orchi cattivi che si aggirano per i boschi della vicina campagna.

 

23) Trento Longaretti (Treviglio, 1916)
La processione per il santo Patrono, 2000 – mosaico, mt. 3 x 2,40
Piazza S. Vittore – Facciata del Palazzo Municipale

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Il grande maestro bergamasco, nato in pianura (a Treviglio nel 1916) e tuttora arzillamente vivente e attivo, ha incentrato la scena sulla processione di San Gottardo, patrono di Calcio (per altri compatrono con San Vittore), che si svolge il quattro maggio di ogni anno. L’arciprete sorregge lo stendardo processionale, coadiuvato da due chierichetti che lo precedono, mentre gli altri personaggi concedono un tuffo nel passato, fatto di dame e cavalieri, e uno sguardo al futuro, fatto di uomini e donne comuni, che recano a fianco o in braccio bimbi e neonati.

 

24) Franco Migliaccio (Tropea, 1947)
Cascina Bonetti, 2002 – tempera e materie su muro trattato, mt. 3 x 2
Via Papa Giovanni XXIII n. 24

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L’interno buio di un cascinale scandito dalle assi lignee del pavimento, che proiettano verso l’esterno e convergono con linee quasi contigue verso i campi, puntano ad evidenziare la chioma di un albero sormontata dalla cupola della Parrocchiale, quale rimando alla fede, appiglio e speranza di tutti i cittadini devoti nei secoli.

 

25) Mino Marra (Galatina di Lecce, 1938)
La Filanda, 2001 – tempera su muro trattato, murale diviso in tre parti: mt. 0,80 x 0,60 – mt. 1,25 x 1,25 – mt. 2 x 3
Via Papa Giovanni XXIII n. 16

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Come anche in un altro murales la narrazione in più scene vuole omaggiare il lavoro nelle filande: a sinistra alcune giovani sono intente al lavoro, al centro sono stati collocati dei giocattoli sdraiati e abbandonati, mentre a destra vi è uno spaccato dello stabile, in cui donne e bimbe, che hanno abbandonato i giochi per diventare adulte prima del tempo, sono affaccendate nei loro compiti.

 

26) Allievi della Laba (Libera Accademia di Belle Arti) di Brescia
I gelsi lungo la roggia, 2002 – tempera su muro trattato, mt. 4 x 3
Via Papa Giovanni XXIII n. 12

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Grazie anche alla tecnica del pointillisme (Puntinismo o Divisionismo all’italiana) questo murales evoca il passaggio tra l’800 e il ‘900, in maniera placida e cadenzata: il corso d’acqua, il verde dei prati, il paesaggio agreste e il profilo di Calcio sullo sfondo a cui tutto convoglia. Ma è la presenza dei gelsi che non è casuale, visto che la collocazione del murales è proprio in prossimità della via che conduceva all’antica filanda del paese.

 

27) Giansisto Gasparini (Casteggio, 1924)
Scena agreste, 1999 – graffito su muro preparato con fondo rosso-nero, mt. 3,30 x 3
Via Filatoio n. 1

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In questa raffigurazione si ipotizza una casa colonica vista dall’interno: infatti, la finestra aperta nel muro dell’aia affaccia sui campi anziché verso le stanze, dove si muovono una donna ed un uomo, che trasportano una latta, contenente forse del brodo, che l’uomo è pronto a sorseggiare. Gli attrezzi da lavoro sono posati sui muri, l’apertura è attraversata da una sbarra su cui si è posato un colombo.

 

28) Giovanni Repossi (Chiari, 1929 – 2012)
Segnali stradali: Milano, Bergamo, Brescia, 1986 – tre mosaici realizzati su muro, mt. 1,70 x 1,70 cadauno
Incrocio 5 vie

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La piazza in cui è collocato il murales si fa baricentrica, prossima all’incrocio da cui dipartono le tre direttrici principali che connettono Calcio con Bergamo, Milano e Brescia. I tre “segnali stradali” danno il senso della direzione, grazie anche ad una ispirazione futurista, che grazie al progresso ed alle infrastrutture annulla le distanze.

 

29) Giovanni Sara (Merate (Co, 1937)
Mascalcìa, ?
Via Verdi 1

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Assistiamo alla ferratura dei cavalli, un’attività ormai persa a causa dello sviluppo di nuove tecnologie e della diffusione dei nuovi mezzi di locomozione. A Calcio gli ultimi maniscalchi sono stati i fratelli Pasolini, che fino alla fine del secolo scorso erano chiamati in servizio negli ippodromi italiani, proprio per la loro valenza.

 

30) Giovanni Sara (Merate (Co, 1937)
Pietro Balara, l’ultimo pastore, ?
Via Verdi 1

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Un personaggio che incontreremo ancora prossimamente (nr. 36) in procinto di rientrare dall’alpeggio per il meritato riposo invernale.

 

31) Giovanni Sara (Merate, 1937)
Fanciulli, ?
Via Verdi 1

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Una festosa immagine di bimbi allegri e sorridenti, in abiti attuali, posti a cavalcioni o in piedi sul davanzale di una finestra qualsiasi del paese e che reggono dei palloncini colorati… Beata fanciullezza!

 

32) Giovanni Sara (Merate, 1937)
Personaggi, ?
Via Verdi 1

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Zoccoletti e calzettoni per lei, intenta a trasportare verzure tra aie e portici, e stivaletti e forcone per lui, utili per poter riordinare il fienile ed accatastare le balle di fieno per gli animali.

 

33) Giovanni Sara (Merate, 1937)
Due buchi, ?
Via Papa Giovanni 1

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Il “ciclista” raffigurato è Giuseppe, che non è un corridore bensì un riparatore di biciclette, piuttosto furbetto oseremmo dire, perché immancabilmente, quando ci si recava presso la sua officina a riparare la foratura di una gomma… Ne trovava sempre una seconda nascosta nel copertone! Chissà come mai!

 

34) Allievi dell’Accademia di Belle Arti di Barcellona
Scene di Calcio, 2003 – acrilico e tempera su muro, mt. 4 x 5
Via Covo n. 15

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Si mettono in evidenza le due realtà della comunità: in alto il profilo del paese, mentre in basso il mondo agricolo.

 

35) Rinaldo Turati (Concesio, 1956)
La roggia, 2003 – tempera e acrilico su muro, mt. 10 x 2
Via Covo n. 17

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Ancora una volta protagonista assoluta è l’acqua, “che ha donato la ricchezza produttiva alle terre della Calciana”.

 

36) Giovanni Sara (?)
Pietro Balara, l’ultimo pastore di Calcio, 2000 – tempera su muro preparato, mt. 3 x 4,20
Via E. Oldofredi n. 5

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Si racconta la storia dell’ultimo pastore della Calciana, che conduceva il suo gregge sugli antichi percorsi della transumanza. In alto il pastore, in compagnia di cavallo, muli, cani e gregge, scende dagli alti pascoli delle Prealpi Orobiche fino alle rive dell’Oglio. Lungo il cammino incontra campi e cascinali, chiese e castelli, fino a giungere in paese, serrato nell’ampio mantello. «I colori sono quelli dell’autunno: i verdi si fanno più gialli ed i tramonti più carichi di tinte rossastre».

 

37) Amedeo Togni (Calcio, 1943)
L’apparizione della Madonna di Caravaggio, 1989
Via E. Oldofredi 23

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Immancabile la presenza di una “Grotta di Lourdes” o di una sua raffigurazione, concessa in ogni modo e forma tra i paesi della bergamasca.

 

38) Amedeo Togni (Calcio, 1943)
I gelsi e i frutti della terra, 1999 – tempera e mosaico su muro trattato, mt. 4 x 3
Via E. Oldofredi n. 46

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Un ulteriore maggio alla tipica campagna di Calcio nella stagione autunnale: cielo azzurro striato da candide nubi, chiazze verdi che si tramutano in erba e prati prossimi al freddo, rami di gelso, radure diffuse. Ma l’estate rilascia ancora qualche strascico, visibile nella tovaglia da pic-nic con i frutti della terra in rilievo, realizzati a mosaico in basso a sinistra.

 

39) Amedeo Togni (Calcio, 1943)
Madonna col Bambino, 2002
Via G. Oldofredi 23

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Un altro segno della devozione popolare per le vie del paese, vista attraverso il gesto spontaneo di una madre, quella eletta, che gioca teneramente con il proprio bimbo.

 

40) Allievi Scuola Serale di Calcio
La lavandaia, 2003 – tecnica mista su muro, mt. 3,40 x 2,60
Via G. Oldofredi n. 9

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Duro il lavoro delle lavandaie, svolto all’aperto durante tutto l’anno, chine se non addirittura inginocchiate sui lavatoi in pietra o sulla sponda di fiumi o rogge. Nulla rispetto ad oggi, dove mollette e lavatrice hanno in parte sollevato una tra le più faticose incombenze domestiche.

 

41) Umberto Faini (Milano, 1933)
Dalla Roggia Donna fertilità ai campi, 1999 – acrilico e mosaico su muro, mt. 5 x 4
Via Papa Giovanni XXIII n. 11

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La Roggia Donna è una dei tanti corsi d’acqua che scorrono nel territorio di Calcio e il nome le deriva dalla duchessa Regina della Scala, moglie di Bernabò Visconti e chiamata Madonna, che la realizzò per bonificare le sue terre. Sullo sfondo, infatti, si delinea e poi espande il paesaggio della campagna irrigua: i filari di gelsi e le altre colture, tutti dominati dalla presenza dell’acqua che si sfilaccia verso sud, per secoli fonte di vita e prosperità per tutta la comunità agricola della pianura.

 

42) Carlo Pescatori (Brescia, 1932)
La costruzione del ponte della ferrovia sul fiume Oglio, 1999 – tempera su muro preparato, mt. 3,70 x 3
Via Papa Giovanni XXIII n. 55

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Si ricorda la costruzione del ponte sul fiume Oglio, tratta da una vecchia fotografia del 1876, lo stesso che nel 1878 permetterà di inaugurare il tronco ferroviario Treviglio – Rovato della ferrovia Milano – Venezia, avvenimento visto in un altro murales della serie.

 

43) Maria Jannelli (Milano, 1951)
Primo giorno di scuola, 2002 – acrilico e tempera su muro, mt. 2,50 x 3
Via Franco Schieppati n. 1

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Che nostalgia il primo giorno di scuola, soprattutto se di altri tempi, quelli dei nostri nonni! Il grembiulino nero, gli stivaletti ambivalenti per le giornate di sole e di pioggia, i banchi in legno, il quadernetto (uno e solo uno).

 

44) Mario Cornali (Bergamo, 1915 – 2011)
ll passaggio a Calcio delle truppe di Napoleone III nel 1859, 1999 – graffito su muro, mt. 3,20 x 1,20
Via Franco Schieppati n. 4

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Durante la seconda guerra d’Indipendenza per Calcio transitarono le truppe francesi, dirette a Solferino e a San Martino. Lo stesso imperatore Napoleone III, a capo delle milizie, soggiornò nel Castello Oldofredi, ospite del Conte Ercole Tadini, importante uomo politico italiano, senatore del regno e poi consigliere e segretario di Camillo Benso conte di Cavour.

 

45) Calisto Gritti (Bergamo, 1937)
L’arrivo del primo treno, 1999 – tempera su muro trattato, mt. 2,50 x 3
Via Papa Giovanni XXIII n. 99

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Vi è gioia e incredulità per l’arrivo del primo treno a nord del paese, grazie alla linea ferroviaria inaugurata il 5 marzo 1878 con il completamento del tronco Treviglio-Rovato: in questo modo la ferrovia della linea Milano-Venezia, potè agilmente toccare in sequenza i capoluoghi di Brescia, Verona, Vicenza e Padova e la felicità per il risultato è tradotto con un variopinto tratto futurista, proprio per rimarcare di come il movimento esalti il progresso, la modernità e la velocità e garantisca benessere.

 

46) Mario Lazzarini (Calcio, 1940)
La cacciata dall’Eden, 2012 – tempera su muro trattato, mt. 2,50 x 3
Via Papa Giovanni n. 137

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Ma chi e cosa fu all’origine di tutto? Chi ha vagato per campi e prati, bagnati da acque? Chi si è nutrito dei frutti della terra fino ad abusarne? Naturalmente Adamo ed Eva i due primi uomini sulla faccia della terra, che potremmo trasporre in ognuna delle storie narrate da questi murales calcensi dai mille rimandi storici e dalle svariate significanze morali!

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