Ci si può salire di nuovo

Il campanile “social” di Treviglio

Il campanile “social” di Treviglio
24 Febbraio 2015 ore 07:00

Correva l’anno Mille…O almeno così i Trevigliesi raccontano, perché di fatto non vi sono scritti che attestino quando esattamente siano iniziati i lavori di uno dei simboli di Treviglio: il campanile. È il punto di riferimento, se vogliamo, per i cittadini (e non solo) che dalle varie strade della Bassa giungono nell’area trevigliese avvistandolo da chilometri di distanza come fosse un faro.

Inizialmente la sua funzione era infatti quella di “voce della comunità”, di torre di osservazione del territorio per allertare la cittadinanza in caso di pericolo: era proprio dal campanile che venivano infatti emanate le “grida”, cioè gli avvisi, o accesi i fuochi visibili anche dai paesi vicini, e – naturalmente – anche il rintocco delle campane per scandire le ore o chiamare a raccolta i cittadini. Nessuno si è mai chiesto perché a Treviglio non vi è traccia di un castello come nei tanti comuni limitrofi? Di fatto Treviglio scelse il campanile a sottolineare che il borgo non fu mai governato da feudatari.

 

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Nascita, storia e leggenda. Che poi, chissà in quanti ci si è chiesti almeno una volta «Come sarà vedere da lassù?». Nel corso dei secoli il campanile non è mai stato aperto al pubblico. Le visite sono state possibili solo in occasioni speciali e in ben pochi hanno avuto l’occasione di vedere i tetti di Treviglio da quegli oltre sessanta metri di altezza. 62,42 metri, per la precisione, attorno ai quali aleggia una macabra leggenda: pare infatti che, per detenere il primato di costruzione più alta, l’architetto che stava costruendo un campanile più slanciato in quel di Caravaggio fu avvelenato dai trevigliesi, che mai avrebbero potuto accettare una qualsiasi inferiorità con i vicini di casa, la cui rivalità è viva tuttora da tempo immemore.

In stile-gotico lombardo, la struttura è realizzata in mattoni dal colore non omogeneo, a causa della diversa provenienza del materiale di costruzione, ma anche a causa dei restauri e riparazioni che il complesso ha dovuto subire per i fenomeni atmosferici e i danni dovuti alle guerre. Un’altra particolarità di questo campanile è lo spazio interno che a Treviglio, al contrario delle normali torri campanarie, troviamo suddiviso in piani ciascuno caratterizzato da precise funzioni:  dal livello zero dove vi era una cappella, al primo piano con la finestra rivolta al municipio dove sorgeva una porta, al piano superiore con la manovra dell’orologio fino ad arrivare alla camera con le campane (sei).

Per un’ordinanza del Comune, il campanile era inoltre abitato dal campanaro e dalla sua famiglia che, vincendo un’asta, si erano aggiudicati la sua custodia per un anno. È grazie a lui che le campane potevano essere così suonate visto che all’epoca (e si parla del 1300) l’unico accesso al campanile era dalla piazza e non dalla chiesa con la quale non era collegato.

 

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Oggi, di nuovo, salirci. Oggi, grazie all’avvento dei social e alla nascita di un gruppo Sei di Treviglio se ricordi…, la salita al campanile diventa uno degli obiettivi da raggiungere all’interno del progetto di promozione della città. Col beneplacito del Sindaco, il gruppo di volontari inizia il tam tam invitando la cittadinanza a salire quei gradini di storia e sentirsi parte di essa. Tre le salite organizzate, oltre 1500 le persone che un po’ emozionate hanno varcato quella porticina ai piedi di sua maestà il campanile e hanno salito i 264 gradini che li hanno portati lassù, appena sopra l’altezza degli enormi quadranti  (dapprima uno solo e diventati poi quattro) che scandiscono il tempo da oltre mille anni. Affacciarsi a quelle finestrelle regala davvero uno spettacolo unico in una sorta di gara per vedere poi, una volta ripreso fiato, chi per primo riconosce il tetto di casa o scopre luoghi mai visti dal piano terra.

Ora si sta lavorando per far sì che il Campanile sia trasformato in un museo verticale nel quale il visitatore sarà accompagnato sino alla cima in un viaggio multimediale che racconterà la sua storia, piano dopo piano. Nel frattempo segnatevi questa data: il 23 aprile è prevista la prima salita del 2015. Il giorno non è stato scelto a caso. Treviglio vuole essere piazza di lettura della campagna #ioleggoperchè, un’iniziativa dell’Associazione Italiana Editori che, nella giornata mondiale del libro e del diritto d’autore, vuole promuovere il libro e la lettura. In questa giornata, saranno aperti al pubblico i luoghi dediti alla cultura e di certo non poteva mancare lui, il Campanile. Iniziate ad allenarvi perché quando arriverete lassù resterete letteralmente senza fiato.

[Foto © Andre Donghi]

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