In via Porta Dipinta

C’è un teatro sotto Sant’Andrea e l’università lo fa rivivere

C’è un teatro sotto Sant’Andrea e l’università lo fa rivivere
Viva Bèrghem 27 Giugno 2018 ore 11:07

Anche il turista meno attento che si trovi a passare per via Porta Dipinta non può non notare l’imponente mole dell’ottocentesca chiesa di Sant’Andrea apostolo. Pochi, però, sanno che al di sotto di essa, ricavato nell’antico “scurolo”, si cela un piccolo gioiello dimenticato: un teatro all’italiana con palcoscenico, quinte, sipario e buca del suggeritore. Ben due erano le compagnie che ne calcavano le scene, almeno fino agli Anni Ottanta, quando lo spazio venne riqualificato a oratorio: due porte dipinte sui muri e il sostegno di un canestro sono quanto rimane di quell’epoca di bambini chiassosi e di interminabili partite al pallone. Poi l’oblio, complici lo spopolamento del quartiere e lo spostamento delle attività oratoriali al Seminarino. Almeno fino ad oggi.

Grazie al fortunato incontro tra don Giovanni Gusmini, (vicario interparrocchiale di Città Alta, cappellano degli universitari e assistente spirituale della Fuci), con la professoressa Anna Maria Testaverde (ordinario di Storia del Teatro presso l’UniBG) con Claudio Morandi e Giuliano Gariboldi, del Centro Universitario Teatrale è nata l’idea di trasferire proprio qui la sede ufficiale di questa compagnia, idea che sta diventando realtà con l’imprimatur del rettore Remo Morzenti Pellegrini, e dell’Unità Pastorale di Città Alta, nella persona del parroco don Fabio Zucchelli, che ha concesso il comodato d’uso del teatro. «Il Centro Universitario Teatrale – racconta Claudio Morandi – è un’associazione di studenti inserita nell’UniBG nata nel lontano 1978: gli associati sono tutti universitari così come lo è il neo presidente Cristiano Fontana. In questi 40 anni di attività abbiamo formato più di duemila persone. Siamo a buon punto con le operazioni di messa in ordine del teatro: ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo pulito, lavato, spolverato, stuccato, ritinteggiato dove c’era bisogno, perché faticare e sudare è l’unico modo che hai per sentire tuo un luogo come questo; ora dobbiamo controllare gli impianti (un grosso problema da risolvere è quello del riscaldamento, che non esiste), rinforzare il palcoscenico e poi ci dedicheremo all’attrezzatura di scena».

Per il momento il teatro verrà utilizzato nell’ambito del Cut con ingresso privato (mancano anche i soldi per il superamento delle barriere architettoniche) «ma auspichiamo che la sala serva a tutta la città e che ospiti non solo rappresentazioni ma anche reading e musica». Il teatro ha recentemente accolto, il 25 maggio e il 9 giugno, i saggi degli allievi del secondo e del terzo anno; poi, per il 50esimo dell’università, il 17 giugno c’è stato un intervento di animazione di commedia dell’arte per bambini.

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