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Le scuole per Bergamo Scienza

Il CFP di Trescore Balneario Dal motore Stirling a Geo&Geo

Il CFP di Trescore Balneario Dal motore Stirling a Geo&Geo
Viva Bèrghem 01 Novembre 2014 ore 13:07

Che cosa si intende per effetto Seebeck? E come può una macchinina di legno generare energia elettrica? Con il progetto H2O BIS – Ghiaccio e vapore per generare movimento i cinquanta studenti guida del Centro di Formazione Professionale di Trescore Balneario hanno risposto a queste domande, presentando ai gruppi in visita il mondo della termodinamica in modo così semplice, che più semplice non si può.

Cella di Peltier e termodinamica. Cioè? È il 2011 quando, armati di motore Stirling, i ragazzi del Centro di Formazione Professionale entrano per la prima volta a far parte del circuito di Bergamo Scienza. «Quell’anno la nostra scuola ha partecipato come esperimento, l’abbiamo fatto così, era soprattutto per provare» ha affermato Matteo Pellegrinelli, docente di Disegno Tecnico e curatore del laboratorio. «Ma ormai siamo arrivati al 2014, e quest’anno abbiamo presentato il nostro quarto progetto».

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Di cosa si tratta? Apparentemente, di una macchinina di legno: e anche se a vederla è facile pensare che si tratti di un giocattolo da collezione, a rendere davvero singolare e complessa questa creazione è la cella di Peltier di cui è dotata. Studiata e messa a punto dal fisico francese che le diede il nome (Jean Charles Athanase Peltier, 1785-1845), si tratta di un dispositivo che funziona soltanto grazie alla differenza di temperatura tra un punto e l’altro: solo attraverso questa discrepanza la cella riesce ad alimentare il motorino della macchinina e a garantirne il funzionamento.

Il laboratorio è stato organizzato in due percorsi di diversa difficoltà, per adeguarsi ai diversi tipi di pubblico: uno per i ragazzi delle medie, più divertente e più incentrato sull’aspetto pratico-dimostrativo, e uno un po’ più complesso che viene invece presentato ai privati o ai licei, poiché trattare di dinamica e del suo funzionamento richiede alcune nozioni di termodinamica.

Geo&Geo e Bergamo Scienza: la rivincita del professionale. La partecipazione al Festival, per il Centro di Formazione Professionale, ha comportato una vera e propria messa in gioco della propria identità. Considerata una scuola di secondo livello, infatti, il successo dei laboratori presentati nel corso degli anni ha significato molto per i ragazzi coinvolti nelle attività allestite. «La gente è abituata a credere che i professionali siano scuole di secondo livello, perché di solito c’è un alto tasso di studenti stranieri e perché, diversamente dagli istituti tecnici più rinomati, è soprattutto la parte pratica ad essere affrontata», ha spiegato Pellegrinelli. «Invece, allestire i laboratori per Bergamo Scienza ha richiesto l’impiego di tante energie, non è stato semplice, perché è un percorso che richiede tempo e volontà».

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Bergamo Scienza, però, non è stato l’unico palcoscenico calcato dai ragazzi di Trescore, anzi. Il 2011 ha visto approdare il CFP, con il suo motore Stirling, davanti alle telecamere di Geo&Geo, la trasmissione di Rai Tre che offre contenuti spaziando tra i temi più disparati di natura scientifica. «Partecipare a Geo&Geo ci ha regalato quindici minuti di notorietà e, soprattutto, ci ha aiutato a dimostrare il nostro valore, e a dar prova che siamo in grado di realizzare un percorso serio, assolutamente paragonabile a qualsiasi altro Liceo o Istituto Tecnico di alto livello, dove si dà molta più importanza alla teoria».

Ma, oltre alla rassegna e alla partecipazione alla trasmissione televisiva, dove il Centro di Formazione è stato nuovamente ospite lo scorso anno, ulteriore soddisfazione è rappresentata dal feed-back umano: da quattro anni, infatti, alcune scolaresche esterne alla provincia di Bergamo, si presentano puntualmente a visionare il laboratorio presentato dalla scuola Trescore: «C’è una scuola di Pavia che viene a trovarci tutti gli anni», ha spiegato il docente. «Non c’è prova più valida del fatto che siamo operativi, che abbiamo lavorato bene e che abbiamo creato qualcosa che il pubblico può apprezzare davvero».

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