L'idea è nata nel giugno 2014

Montelungo, quale sarà il futuro? Cinque archistar per l’ex caserma

Montelungo, quale sarà il futuro? Cinque archistar per l’ex caserma
03 Dicembre 2015 ore 08:30

Venerdì 4 dicembre scopriremo il futuro di uno degli edifici storici di Bergamo da anni abbandonato a sé stesso e di cui da tempo si discute. Stiamo parlando delle ex caserme Montelungo-Colleoni, l’enorme immobile incastonato tra viale Muraine, via Frizzoni, via San Giovanni e vicolo San Giovanni. Un monumento all’abbandono proprio nel cuore di Bergamo, situato a meno di un chilometro dal centro Piacentiniano, che presto (e finalmente) troverà nuova vita. Merito del Progetto Montelungo, il concorso internazionale di progettazione per la riqualificazione e riconversione funzionale dell’intera area, promosso dalla Cassa Depositi e Prestiti, titolare dell’immobile, e dal Comune di Bergamo, che ha di fatto proposto l’iniziativa nel giugno 2014. In un anno e mezzo esatto, quindi, si è passati da un’idea a un progetto su carta che porterà alla rinascita dell’area.

La nascita del Progetto Montelungo. Tutto ha avuto inizio poco dopo l’arrivo della Giunta Gori a Palazzo Frizzoni. Nel mese di giugno 2014, infatti, il Comune ha preso i primi contatti con Cassa Depositi e Prestiti per valutare l’ipotesi di una riqualificazione degli ex Ospedali Riuniti di largo Barozzi, da affidare poi all’Università. L’area del vecchio ospedale, però, era già stata “destinata” alla nuova Accademia della Guardia di Finanza, e ipotizzare in questo spazio uno spostamento di alcune strutture universitarie avrebbe reso complicata la coesistenza dei due progetti. Le attenzioni di Palazzo Frizzoni si sono così spostate sulla Montelungo, immobile acquistato da Cassa Depositi e Prestiti nel 2013 dal Demanio per 16 milioni di euro (circa 2 milioni di euro entrarono nelle casse comunali da quel passaggio di proprietà). La proposta ottenne immediatamente riscontri positivi e presero così il via le fasi di studio del progetto. Dopo mesi di trattative, il 17 marzo 2015 è stato sottoscritto il Protocollo d’Intesa e il successivo Accordo di Programma tra Comune di Bergamo, Cassa Depositi e Prestiti e l’Università degli Studi tesi alla riqualificazione e riconversione funzionale dell’intera area.

 

montelungo-colleoni

 

Il progetto prevede la suddivisione dell’impianto in due precisi comparti, destinati a due differenti obiettivi: il “Comparto 1” è quello i cui immobili saranno destinati ad accogliere i servizi universitari (studentato, cioè abitazioni per studenti e personale a canone ridotto, e CUS, ovvero il Centro Sportivo Universitario) per una superficie complessiva di circa 15.620 metri quadrati (di cui 11.870 per le residenze e 3.750 per i servizi sportivi convenzionati). Questo sarà il destino della Montelungo. Il “Comparto 2”, invece, riguarda la ex caserma Colleoni, cioè la porzione del compendio destinata a «funzioni profittevoli di tipo privato», che significa abitazioni per privati e locali destinati ad attività del settore terziario-commerciale. Quest’area riguarda una superficie complessiva di circa 11.400 metri quadrati, ma include anche l’ipotesi di un’aggiunta di ulteriori 2.050 metri quadrati circa e di superfici soppalcate aggiuntive per 1.100 metri quadrati circa.

 

montelungo

 

I finalisti. A contendersi l’assegnazione del bando sono i cinque progetti selezionati dalla giuria e proposti da grandi protagonisti dell’architettura internazionale. Scopriamo insieme di chi si tratta:

 

David Chipperfield

Indiscusso maestro del settore, tanto da essere stato nominato, nel 2010, cavaliere del Regno Unito per i successi conseguiti nel campo dell’architettura. Nel 2012, in Italia, ha realizzato il progetto della Valentino Boutique in via Montenapoleone a Milano, ma sono talmente tanti e vari i suoi lavori che sceglierne uno soltanto è riduttivo.

 

Ines Lobo

Portoghese, vincitrice della seconda edizione dell’arcVision Prize – women and architecture di Italcementi e architetto a cui la Giunta Gori ha assegnato l’incarico della riprogettazione di piazzale Marconi (quello della Stazione), progetto già in parte concluso. Il suo talento è lavorare su diverse scale integrando nuovi edifici nell’esistente tessuto urbano e risolvendo in modo creativo problemi architettonici complessi. Molti dei suoi lavori riguardano aggiunte e riconversioni di vecchi edifici. Non stupisce dunque che anche per la Montelungo il suo sia un nome (e un progetto) assai considerato.

 

Ventura Trindade

Studio portoghese coordinato dal “maestro” Joaõ Maria Godinho de Paiva Ventura Trindade, professore di architettura sia a Lisbona che a Madrid. Innovativi ed eleganti, i progetti di questo studio hanno già riguardato in passato il recupero di grandi edifici storici.

 

Nieto Sobejano

Studio fondato nel 1985 da Enrique Sobejano e Fuensanta Nieto, ha uffici a Madrid e, dal 2007, a Berlino. Oltre ad un’ampia pubblicazione su riviste internazionali e libri, i lavori di Nieto Sobejano sono stati presentati nelle edizioni della Biennale di Venezia del 2000, 2002, 2006 e 2012; al Museum of Mordern Art (MoMA) di New York nel 2006; e, infine, presso la Kunsthaus di Graz nel 2008. Interessante la vittoria dello studio del Premio Nazionale per il Restauro del Ministero della Cultura spagnolo nel 2008, che mostra la capacità degli architetti in questione di lavorare su edifici storici da riportare a nuova vita. Un identikit che si avvicina molto a quello delle ex caserme Montelungo-Colleoni.

 

Barozzi/Veiga

Il nuovo che avanza. Due giovani architetti ritenuti gli astri nascenti del settore e che stanno riscuotendo grandi consensi un po’ in tutta Europa. Assai indicativa la figura di Fabrizio Barozzi, italianissimo di Rovereto e vero e proprio figlio della cosiddetta “generazione Erasmus”, visto che la sua brillante carriera ha spiccato il volo proprio grazie a un Erasmus a Siviglia. Laureatosi a Venezia e dopo una breve tappa a Parigi, proprio a Siviglia inizia a lavorare con Guillermo Vazquez Consuegra. Qui conosce il collega catalano Alberto Veiga, con cui nel 2004 apre l’Estudio Barozzi Veiga, che oggi conta ben 18 collaboratori (oltre ai due soci fondatori). Il loro successo, come spiega Barozzi, l’hanno costruito proprio sui concorsi: «Quando abbiamo fondato lo studio facevamo 6 concorsi all’anno, ora molti meno: investiamo 4-5 mesi per preparare un concorso, li consideriamo una cosa molto seria. Quest’anno abbiamo partecipato solo a due gare. Ma tutti i nostri incarichi sono frutto di concorsi». Non è un caso, dunque, che questo studio italo-spagnolo sia considerato tra i favoriti anche per la Montelungo.

 

caserma Montelungo 1

 

L’iter del concorso. Ma come si è arrivati a questi cinque nomi? Il concorso ha preso ufficialmente il via nel maggio 2015, quando il bando è stato pubblicato. Entro il 19 giugno, i soggetti che erano in possesso dei requisiti indicati hanno potuto presentare i loro curriculum con tanto di progetti. Le domande depositate sono state circa 120 e in un mese la giuria ha dovuto selezionare le cinque ritenute più attinenti all’oggetto del bando, ovvero la creazione di residenze universitarie, impianti sportivi, spazi pubblici, residenze private e locali destinati al settore terziario-commerciale nella grande area della Montelungo-Colleoni. I cinque candidati scelti sono quelli che ora si giocano la “vittoria”. Tra il 19 e il 26 luglio si sono poi tenuti i sopralluoghi, in modo tale che i candidati potessero prendere visione, dal vivo, dell’oggetto del concorso. Da quel momento è iniziata la seconda fase, quella che ha portato, entro il 20 novembre 2015, alla presentazione dei progetti in busta chiusa. Le buste verranno aperte nelle prossime ore e tra il 3 e la mattina del 4 dicembre, la giuria dovrà valutare le proposte progettuali presentate e sceglierne una. La presentazione del progetto vincitore del concorso si terrà alle 12 del 4 dicembre presso l’ex Convento di San Francesco, a cui seguirà l’inaugurazione della mostra Progetto Montelungo, con l’esposizione dei 5 progetti finalisti.

I prossimi passi. Ma perché finalmente qualcosa si muova concretamente, l’elezione del progetto vincente è solo il primo passo. Nel primo semestre del 2016 la Giunta si augura di poter espletare le procedure burocratiche affinché Cassa Depositi e Prestiti, attuale proprietaria dell’immobile, ceda al Comune l’edificio dell’ex caserma Montelungo (senza alcun esborso da parte di Palazzo Frizzoni). Sarà poi il Comune a consegnare l’immobile all’Università per i lavori necessari, si vedrà successivamente se attraverso cessione o in locazione. In entrambi i casi, dal prezzo verranno detratti i costi necessari per i lavori: l’ateneo bergamasco ha già messo da parte ben 25 milioni di euro per la ristrutturazione della Montelungo. Sebbene quindi i costi saranno a carico dell’Università, nel Piano delle Opere Pubbliche approvato dal Comune il 26 novembre, per il 2016 sono stati messi in conto 2,5 milioni di euro da investire proprio sul Progetto. Il perché è presto detto: Palazzo Frizzoni, già dal protocollo d’intesa firmato nel marzo 2015, s’era reso disponibile a una piccola compartecipazione economica nella ristrutturazione. Intanto, per dicembre, l’Agenzia del Territorio dovrà stimare il valore dell’immobile. Solo una volta completate queste procedure sarà possibile incaricare un’azienda per i lavori e dare forma al progetto vincitore del bando.

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