C'era una volta un serbatoio d'acqua

Il cielo sopra Brembate Un’eccellenza astronomica

Il cielo sopra Brembate Un’eccellenza astronomica
Viva Bèrghem 22 Ottobre 2014 ore 15:00

La Torre del Sole di Brembate di Sopra è un centro dedicato alla didattica, alla divulgazione e alla sperimentazione delle scienze del cielo. Inaugurato il 29 marzo del 2008, è attualmente uno dei parchi astronomici più completi del Nord Italia, capace di ospitare 40mila persone all’anno, con una frequenza di 1-2 scuole al giorno nel periodo compreso fra novembre e maggio. I visitatori arrivano non solo dalla Lombardia, ma dal Veneto e dal Piemonte, a ribadire l’importanza di un polo che, nella provincia di Bergamo, può vantare gli stessi numeri del planetario torinese Infini.To.

La Torre del Sole nasce – in primis e come attesta il nome – quale luogo di osservazione dell’astro principale del nostro cielo. Sulla base di quest’idea è nato, infatti, il progetto e ancora oggi il laboratorio eliofisico rappresenta uno degli elementi fondamentali della Torre, la prima tappa di una visita che comincia dal piano terra. Sembra strano, ma l’osservazione del Sole inizia proprio da qui, dal livello zero, perché, ovviamente, non si può puntare un telescopio e guardare dritto verso l’incandescente materia della stella madre, a meno che non si aspiri alla cecità. Allora, la torre solare funziona attraverso un ingegnoso gioco di specchi che convogliano la luce dell’astro all’interno del tubo centrale della costruzione. In questo modo, stando comodamente seduti nei “sotterranei”, all’interno di una piccola aula perfettamente allestita, si può ammirare la proiezione del sole sul muro, una perfetta palla bianca (e non gialla) con piccole macchie scure e chiare.

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Una struttura tra le più complete d’Italia. Il laboratorio eliofisico è la struttura principale del complesso, ma non l’unica. Durante la fase di progettazione, le possibilità di questo polo astronomico sono cresciute in aspettative e proporzioni e uno dopo l’altro sono nati, prima sulla carta e poi in realtà,  l’osservatorio astronomico e un planetario di ultima generazione.

In cima alla Torre c’è la stanza del grande telescopio, un piccolo gioiello rifrattore, dalla linea classica, molto adatto ad operare nelle condizioni medie della logistica locale, permettendo affascinanti scoperte. Per esempio, è possibile osservare uno ad uno gli anelli di Saturno e la Luna, ingrandita fino a 800 volte. Il telescopio ha una lunghezza focale di 5 metri, un’apertura di 300 millimetri e un luminosissimo sistema ottico del peso di 13 kg concepito da uno dei massimi esperti del settore, il veneziano Romano Zen. Il titolare della Unimec di Albano Sant’Alessandro, il signor Camillo Barcella, invece ha contribuito totalmente alla costruzione della massiccia meccanica necessaria a sorreggere e movimentare il telescopio che arriva a pesare 23 quintali. Questo gioiellino punta verso una cupola quasi identica a quella del celebre rifrattore di Schiapparelli in Brera, che misura 57,5 metri di diametro per un peso di 11 tonnellate e ruota su 18 coppie di sfere d’acciaio, permettendo al telescopio di spaziare su tutta la volta celeste. È stata realizzata interamente in acciaio dalla ditta Costruzioni Metalliche CMB di Desio.

Tornando ai piani bassi, si visita il planetario, una cupola emisferica di 8 metri di diametro che è una delle più moderne d’Italia. Meglio di un cinema, offre non solo il classico e affascinante spettacolo della volta celeste ma anche filmati digitali a 360 gradi, capaci di condurre quasi fisicamente il visitatore nello spazio, per una passeggiata interstellare. Una sala conferenze, una piccola hall, spazi dedicati alle scolaresche e uno shop professionale sono il contorno di questa struttura.

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Per il futuro si sogna la Cittadella delle Scienze. La Torre del Sole di Brembate di Sopra riscuote da anni un grande successo. E non è intenzionata a fermarsi. La continua richiesta di visite, infatti, dipende anche dal fatto che si tratta di una delle strutture più complete del territorio, in grado di offrire tecnologie competitive, anche per la didattica. Ecco perché il progetto di ampliamento non si è mai fermato e, anzi, rappresenta uno dei punti nevralgici del futuro di questo parco.

Il prossimo passo sarà la costruzione di un Radiotelescopio, che permetta di ascoltare le onde radio emanate dal Sole. Più in generale, le ambizioni sono rivolte alla creazione di una cittadella delle scienze che raccolga molteplici ambiti e specializzazioni: sismografia, meteorologia, geologia, coinvolte in un tour interdisciplinare che possa avvicinare gli studenti alla scienza attraverso l’esperienza diretta del mondo che viviamo.

Chi guida la Torre del Sole e come la gestisce. Il parco astronomico, pur completo nella sua offerta, non è un centro ricerca. Fare ricerca astronomica, infatti, presuppone delle condizioni climatiche che il cielo bergamasco, umido e carico di inquinamento luminoso, non può garantire.

Però, tutto nasce da una passione e dalla passione è tuttora condotto. Ad accompagnare studenti e curiosi nella Torre, infatti, sono cinque astrofili (appassionati di astronomia), gente che ha trasformato un sogno in lavoro sotto la guida del direttore Davide Dal Prato (per 22 anni consecutivi presidente del Circolo astrofili bergamaschi). Questo clima informale è un altro fattore di successo della Torre. La volontà è quella di cercare un contatto diretto con i ragazzi per raccontare loro l’Astronomia, non tanto come materia astrusa e complicata, ma come vivace scoperta.

Attualmente la struttura, comunale, è gestita dalla polisportiva, una realtà che, dopo alterne vicende, si è fatta carico della gestione del Parco Astronomico, accettando di incorporare a sé la sub-sezione osservatorio. Il centro porta a Brembate tantissime persone, anche se non si può considerare ancora importante l’indotto creato perché si tratta soprattutto di scolaresche. È vero, però, che dalla sua creazione i numeri dimostrano che la Torre ha le possibilità di diventare una sede importantissima per promuovere il paese.

Il sito della struttura è costantemente aggiornato e completo, ricco di occasioni di visita e appuntamenti, ma anche di curiosità. Per esempio, se vi state chiedendo quali sono le costellazioni che potete vedere puntando il vostro telescopio durante una notte di ottobre, qui potete scaricare la mappa stellare con il cielo del mese.

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C’era una volta un serbatoio d’acqua municipale. La storia del parco astronomico è affascinante quasi come le meraviglie mostrate al suo interno. Tutto si deve a Natale Suardi, un cittadino di Brembate Sopra che decise di proporre all’allora sindaco Giacomo Rota un progetto per trasformare il vecchio serbatoio dell’acqua in una torre d’osservazione del sole. Era il 2003 quando un astrofilo e un sindaco, che a onor del vero non sapeva niente sull’argomento ma dimostrò comunque un’ampia visione per il futuro del paese, iniziarono la costruzione della Torre del Sole.

Il bacino, alto 34 metri, era destinato alla demolizione perché ormai insufficiente alla necessità idrica locale, ma invece di limitarsi a spendere quasi 400mila euro necessari ad abbattere la struttura, la giunta ne mise sul tavolo quasi un milione e mezzo, dando vita ad un progetto che negli anni sarebbe diventato sempre più grande e completo. Oltre alla ristrutturazione del bacino, fu necessario costruire una nuova torre, parallela alla prima, che permettesse di salire in cima a quel cilindro di cemento che ora ospita l’osservatorio. Moltissime furono (e sono tuttora) le persone e le realtà coinvolte.

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