Innanzitutto copiate

Cinque consigli per scrivere bene (e la persona giusta per imparare)

Cinque consigli per scrivere bene (e la persona giusta per imparare)
16 Novembre 2018 ore 09:05

Il vero problema della scrittura è: che cosa significa scrivere bene? La risposta è facile: scrivere in maniera efficace. Scrivere in modo da comunicare concetti ed emozioni in modo talmente profondo da catturare l’attenzione di chi legge e da non mollarla più, fino alla parola fine. Scrivere in maniera talmente espressiva da fare provare a chi legge sentimenti, paure, ansie dei protagonisti in una empatia tale da costringere il lettore a non volere mai chiudere il libro. Ma, allo stesso tempo, di volere procedere lentamente affinché il libro in realtà non finisca, perché ci accompagni ancora per ore e ore, per giorni e giorni… Questo è l’esito dello scrivere bene. La profonda schiettezza, l’espressione di sé nella metafora della storia. Facile a dirsi, sì. Che lo si faccia con frasi brevi o con frasi complesse, con parole ordinarie o con parole desuete, in perfetta forma sintattica o in modo sgrammaticato non importa. È soltanto importante che le nostre frasi, le nostre parole, riescano a esprimere, a trasmettere, quello che davvero vogliamo raccontare. Che ci aiutino a entrare nel cuore e nella mente per poi portare fuori e lanciare all’esterno quello che hanno trovato.

Ma come arrivarci? È un percorso di apprendimento. Si comincia da piccoli, in casa, si continua a scuola, per strada. Prima con la parola orale, poi con quella scritta. Si impara poi leggendo libri. Si può proseguire anche con dei corsi, dei laboratori di scrittura “creativa”. Creativa nel senso che crea, che dà vita a mondi nuovi, frutto della fantasia, della razionalità, dei sentimenti dello scrittore. Crea storie. Crea personaggi. Crea ambientazioni. Trame. Relazioni… Mi hanno chiesto di scrivere un articolo su questo tema, mi hanno chiesto sette indicazioni fondamentali che io ripeto nei miei corsi di scrittura creativa (dal 1992 circa, lo tengo alla Spazio Mar in via Torretta 4 e se qualcuno volesse iscriversi può chiamare il 3669036612 oppure il 3478206829). E allora ecco i cinque consigli.

 

Primo:
copiate

Veri maestri di scrittura creativa sono i grandi scrittori. Non abbiate paura di copiare, è necessario imitare per migliorarsi, per poi anche sganciarsi dai modelli e individuare un proprio modo di espressione. E allora prendete il vostro autore preferito, prendete una pagina che vi piace, leggetela e rileggetela, chiudete il libro e riscrivetela. Una, due, tre volte. È un ottimo esercizio.

 

Secondo:
individuate un personaggio

Volete scrivere una storia? Avete un’idea? Considerate che sono i personaggi che muovono le storie, sempre. Allora cercate di individuare sempre un protagonista che abbia una sua vicenda personale forte, immaginate la sua storia e poi fatelo agire secondo la vostra idea di racconto. Considerate che serve sempre un contrasto. Ogni storia nasce da una dialettica, qualcosa che non abbiamo e che vogliamo raggiungere. Il contrasto genera la trama, che sia lieve o formidabile (come nella tragedia) non importa. Ma è necessario.

 

Terzo:
date vita a un mondo

Ricordate: quando si scrive di narrativa si dà vita a un mondo. Quindi nella pagina devono fluire immagini, odori, sapori, pensieri, riflessioni, azioni, colori… Tutti gli ingredienti che fanno il mondo. Non dimenticando che il mondo esiste soltanto perché noi lo riconosciamo, lo percepiamo, lo investiamo con i nostri pensieri… Senza il protagonista-personaggio, nemmeno il mondo narrativo esiste.

 

Quarto:
scrivete con sincerità

Non fatevi prendere dalla nevrosi dello “scrivere bene”. Scrivete come vi sentite, e se fate errori di grammatica non preoccupatevi: ci sono tanti correttori di bozze in grado di correggervi. Scrivete nel linguaggio che vi è più consono, che vi aiuta a esprimervi. Anche fosse il dialetto, non c’è problema. Scrivete quello che vi preme davvero. E non abbiate paura della pagina bianca. Iniziare non è mai facile, in ogni cosa. Alzarsi al mattino dal letto caldo, iniziare a fare le polveri in soggiorno, uscire per andare al lavoro… anche cominciare a scrivere non è facile. Soprattutto se ci si accanisce nel cercare l’inizio “giusto”. Ecco: non cercate mai l’inizio “giusto”. Cominciate in qualsiasi modo. Avrete poi tutto il tempo per tornare alla prima riga e riscriverla completamente. Il mio ultimo romanzo ho cominciato a scriverlo da quello che poi è diventato in realtà l’ultimo capitolo…

 

Cinque:
la guerra alla banalità

Come coinvolgere il lettore? Si può annoiare perché si è prolissi, lenti. Oppure perché si è troppo rapidi, superficiali. Ma in ogni caso, un consiglio: dovete fare la guerra alla banalità. Evitare le frasi fatte, tutto ciò che può sembrare scontato. Le ovvietà. Ecco, questo è già un primo passo. Non scrivete mai: “Il prato era verde, il mare azzurro come il cielo”. Banalità. Non dà nessuna emozione. Sarebbe molto meglio scrivere: “Il prato era viola, il mare rosso come il cielo”. Subito il lettore si chiederebbe: “Ma che cosa è questa roba? Che cavolo succede?”, e gli verrebbe la curiosità…

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