La rievocazione

Città Alta meglio di Montecarlo Parola di Tazio Nuvolari

Città Alta meglio di Montecarlo Parola di Tazio Nuvolari
Viva Bèrghem 26 Maggio 2018 ore 09:45

Le mura? «Un circuito stradale sublime, superiore a quello tanto rinomato e blasonato di Montecarlo». Parola di Tazio Nuvolari, che nel 1935 proprio in Città Alta vinse l’imponente Coppa Città di Bergamo su Alfa Romeo P3. Domenica, 83 anni dopo (e in concomitanza proprio con la Formula 1 nel Principato di Monaco), quella corsa viene rievocata per la tredicesima volta grazie al Bergamo Historic Gran Prix sull’unico tracciato medievale al mondo, che verrà percorso in senso orario, con partenza e arrivo a Colle Aperto. I 2.920 metri del circuito cominciano così dalla discesa della Boccola, si snodano nell’impegnativa curva di Sant’Agostino, divertono con la chicane di Porta San Giacomo.

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Boom di iscrizioni. Stefano Tacconi, a capo del comitato organizzatore, non nasconde l’entusiasmo per il numero di iscrizioni: «Le moto sono più di cinquanta, e non era mai successo». Le auto, come sempre, saranno ottanta. La rievocazione, tra l’altro, ha luogo a una settimana di distanza dal passaggio per Bergamo di una prestigiosa sorella maggiore, la Mille Miglia, che i membri dell’Historic Gran Prix hanno accolto con i dovuti fasti sul Sentierone. Queste le categorie ammesse: vetture anteguerra Gp, sport e monoposto, Gts precedenti al 1975, modo da Gran premio e derivate da corsa precedenti al 1975.  «Quest’anno corre il settantesimo di fondazione del marchio Porsche – specifica Tacconi – quindi avremo dei modelli decisamente interessanti nella manifestazione». Il Team Orlando porterà una 934 del 1976, che ha vinto gare un po’ ovunque. Poi alcune 911, una Speedster Carrera del ’57 appartenuta al direttore d’orchestra Herbert Von Karajan, diverse 356. Fortissima la rappresentanza Alfa Romeo, naturalmente. Per i modelli degli anni ’20 meritano di essere citate una Maserati del 1928 e una Diatto Targa Florio del 1922. Veniamo alle monoposto: ci saranno le uniche due Junior Moroni esistenti, del 1958 e 1959, prodotte a Lodi dal preparatore da cui prendono il nome. Immancabili le Ferrari: sono state accettate quelle fino al 1992. Importantissima la California 250 del 1960, di valore inestimabile, appena restaurata.  Non da meno le moto, con l’erede del marchio Rumi: c’è anche un Formichino del 1958 che tutti gli anni viene portato dal suo proprietario dal Belgio, e il Gobbetto del ’52 e ‘53. Quindi Laverda, Gilera e naturalmente Honda, Benelli, Mv Agusta, Ducati, Motobi. Immancabile il nove volte campione del mondo Carlo Ubbiali, 87 anni. «Le mura consentono di esprimere la potenza del motore – aggiunge Tacconi – in modo da potersi gustare tutto il sound meraviglioso di questi mezzi».

Solo al pomeriggio. Rispetto alle edizioni precedenti c’è un’importante novità: la manifestazione si terrà solo nel pomeriggio (non più durante tutto l’arco della giornata) dalle ore 13.30 (ora di chiusura delle strade) alle 18 circa. Il percorso prevede passaggio da Piazza Cittadella, via Boccola, via Fara, si prosegue nel tratto davanti a Porta Sant’Agostino, poi lungo il viale delle Mura, Colle aperto, di nuovo via Boccola e così via. Lungo tutto il percorso sarà in vigore il divieto di sosta dalle ore 7 alle 18 anche per gli autoveicoli che espongono il contrassegno per disabili. La partenza delle manche, che saranno una di seguito all’altra, senza interruzioni, è previsto alle 14 e il termine dell’ultima manche alle 18. In Piazza Cittadella sarà vietato sostare dalle 19 di sabato 26 alle 19 di domenica. E dalle 12 alle 18 non verrà effettuato servizio di trasporto pubblico verso Città Alta.

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