In via Divisione Tridentina

Cooperativa La Terza Piuma in città La moda ecologica che fa del bene

Cooperativa La Terza Piuma in città La moda ecologica che fa del bene
27 Luglio 2015 ore 10:05

Chi dice che lavorare tra donne sia impossibile? Ben lungi dai soliti cliché, tre amiche e colleghe poco più di un anno fa hanno dato vita, a Bergamo, in via Divisione Tridentina, alla cooperativa sociale La Terza Piuma, uno spazio dedicato a diverse attività: formazione, promozione e vendita. Le ideatrici del progetto sono Alessandra Gabriele, Barbara Gallizioli e Laura Savio, tre poco più che trentenni che, dopo essersi conosciute durante varie attività di volontariato volte alla salvaguardia dell’ambiente, hanno deciso di fare della sostenibilità il loro fil rouge. Anzi, il loro filo verde, visto che la cooperativa da loro fondata si occupa proprio di promuovere stili di vita sostenibile attraverso incontri, lezioni, laboratori e vendita.

[Laura, Alessandra e Barbara]

Laura_Alessandra_Barbara

 

Cosa ci si trova. Se a prima vista, infatti, può sembrare un negozio di abbigliamento, basta parlare un attimo con una di loro per capire che su quegli scaffali c’è molto di più: «In questo showroom ospitiamo capi vintage in perfetto stato e selezioniamo prodotti di aziende che producono capi fatti di materiali rigenerati, come giacche fatte di plastica riciclata, cappelli realizzati con i sacchi di juta del caffè, cinture fatte di cartelloni pubblicitari dismessi o con copertoni di bici», inizia a raccontare Alessandra. Così, dietro una fibbia, può nascondersi il piano marketing di una campagna pubblicitaria oppure, in un cassetto, arrotolati su se stessi, possono trovarsi chilometri e chilometri di strada e paesaggi da togliere il fiato. «Questo è il bello del nostro lavoro: dare una seconda opportunità alle cose». Ovunque caschi l’occhio, solo capi di abbigliamento ecologico e fatto a mano, creato utilizzando materiali di scarto.

Al guardaroba di seconda mano o frutto di upcycling esposto in vetrina, si aggiunge anche una sezione dedicata ai detersivi alla spina, ai pannolini lavabili, fasce portabebé, detergenti per il corpo, creme solari e molto altro, sempre confezionato col filo della sostenibilità economica, ambientale e personale.

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Collaborazioni preziose. «Ci avvaliamo solo di collaboratori che abbiano la nostra stessa forma mentis, perché La Terza Piuma sta sempre dalla parte dell’ambiente», continua Alessandra. Gomito a gomito con le tre socie fondatrici lavorano infatti varie sarte del territorio bergamasco, ognuna con il proprio punto forte: RoLa e Monica Cerri si occupano delle collezioni giovanili, la Sartoria delle Pleiadi punta tutto sullo stile classico, Lab Sottozero si occupa principalmente di restyling di vecchi vestiti o di nuove collezioni a partire da capi già esistenti, utilizzando anche scarti di pelletteria, tappezzeria e ferramenta (per i bijoux), e A.bitati A.biti A.telier by Deborah Borsatti per i fashion victim più piccoli.

Uno spazio accogliente. Battezzata col nome di una favola dei Fratelli Grimm, La Terza Piuma è anche un posto in cui rilassarsi, fare shopping, leggere, praticare l’antica arte del baratto (previa la sottoscrizione della tessera annuale di 20 euro), frequentare corsi di maglia, cucito, modellismo, ma anche di agricoltura bio, di comunicazione efficace, di massaggio infantile, nonché corsi studiati apposta per i bambini. «Ci piace l’idea di diventare anche un salotto di knit café dove ci si possa ritrovare con altre persone per condividere lo stesso hobby, chiacchierare e sferruzzare» puntualizza la Gabriele.

 

vetrina

 

Una dimensione controcorrente che fa dell’ambiente un bene primario e del tempo una preziosa merce di scambio. Ecco perché a La Terza Piuma trovano posto anche uno sportello legale e un servizio di sostegno psicologico. Tanti mondi apparentemente lontani tra di loro convivono armoniosamente sotto lo stesso tetto. E a quanto pare il format funziona: «Da noi passano circa 120 ragazze al mese. Il profilo del cliente-tipo è donna, dai 25 ai 50 anni d’età». Dopo un investimento iniziale di soli 200 euro l’una, sono riuscite a ritagliarsi una fetta di mondo migliore, una goccia nel mare della sostenibilità che fa (e farà) sicuramente la differenza. Come si legge sulla loro home page: «Da soli non si cambia il mondo ma ogni gesto conta. È meglio essere parte di un problema collettivo o di una soluzione corale?» (cit. Julia Butterfly Hill). Una soluzione corale tinta di rosa. Anzi, di verde.

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