Colori, canti e vessilli

Cori e striscioni di Atalanta-Verona

Cori e striscioni di Atalanta-Verona
31 Agosto 2014 ore 12:40

Un bandierone con la scritta “Fieri dei nostri colori” campeggia in alto alla curva Pisani. Il senso di appartenenza del popolo nerazzurro si respira nell’aria in questo esordio casalingo contro il Verona. E lo si vede anche dall’affettuoso ricordo per il figlio, recentemente scomparso, dell’ex Andrea Agostinelli, bandiera atalantina dei primi anni ’80: ”Il popolo nerazzurro ti è vicino”. Nella parte bassa, appena dietro la porta difesa da Rafael, c’è invece uno striscione che recita: “Rispettare il passato…Credere nel presente …Lottare per il futuro”. Prima, durante e dopo il match è un continuo sventolio di bandiere nerazzurre. E l’ironia contro gli avversari si vede nello striscione “Butei fate schifo”. Butei in dialetto veronese significa “ragazzi”.

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Non solo striscioni. Sono soprattutto i cori a vibrare nell’aria del Comunale. La Curva Pisani è carica per l’esordio contro l’Hellas Verona e canta convinta: “Conquista la vittoria, lotta, vinci per noi!” a cui segue un “Dai che ‘l vè!” e “Alè Atalanta, alè alè” quando la squadra si riversa pericolosamente in attacco. “Forza Atalanta facci un gol” e “Forza ragazzi”, oltre all’antico ma mai passato di moda “La mè nona poarina, la fa sò la minestrina” fanno da colonna sonora per l’intero match.

Anche nello spicchio dei tifosi ospiti, pieno in ogni ordine di spazio (i veronesi arrivati a Bergamo sono circa 1500), sono moltissimi i vessilli, su tutti la classica scala degli Scaligeri. Ma anche i cori dei tifosi gialloblù sono costanti. Da “Ve-ro-na” a “Hellas, Hellas, Hellas”. La situazione è sotto controllo, nonostante i cori minacciosi degli ultrà atalantini: “Uscite a mezzanotte!”. Luca Toni, pericolo numero uno, viene fischiato ma anche temuto: il risultato è ottimo, neanche un tiro pericoloso e il dodicesimo uomo in campo che è utilissimo. Nell’ultimo quarto d’ora, non mancano gli insulti verso l’arbitro Rizzoli quando viene atterrato vistosamente Estigarribia senza che venga fischiato neppure il fallo al numero 18 del Verona.

La partita si chiude con il primo punto, che va comunque bene per l’esordio 2014/2015. E i tifosi gradiscono e chiudono il loro personale concerto con “E la vita l’è bèla, l’è bèla, torneremo a Vicenza, tutti insieme a Palermo, invasione a Verona“. “Finchè vivrò canterò Forza Atalanta, canterò Forza Atalanta!” e, per finire, un “Non ti lasceremo mai ‘Talanta!”.

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