Sacro e profano

Che cosa fare a Pasqua e Pasquetta Via Crucis e picnic, che spettacolo

Che cosa fare a Pasqua e Pasquetta Via Crucis e picnic, che spettacolo
15 Aprile 2017 ore 07:30

Croce e delizia, il fine settimana lungo di Pasqua. Il sacro è assediato con insistenza crescente dal profano. La stazione di partenza, oggi (venerdì santo), è sì devozionale – le Via Crucis –, ma sorretta da più parti da teatro popolare e tradizione. In città le più affollate, alle 20.30 sono organizzate dalla parrocchia delle Grazie e da quella di Sant’Alessandro in Colonna. Per le più colorite basta spingersi in Val Seriana. A Vertova la processione è rimasta pressoché invariata dal 1730 ad oggi con la rievocazione della Deposizione di Cristo dalla Croce che precede il grande corteo con i vari figuranti in costume. In fondo c’è un anonimo fedele vestito di saio rosso, incappucciato e scalzo: incarna il Cristo, con una pesante croce sulle spalle. L’identità di colui che porta la croce sulle spalle è nota solo al parroco del paese e il gesto è compiuto come atto di penitenza o come voto, per una grazia ricevuta o richiesta. Gromo si purifica col fuoco: il Serio si anima di piccoli falò, le finestre si illuminano di candele e lampadine. Piatto tipico: la «maiassa», torta a base di farina gialla, cipolle, fichi secchi e mele.

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Sabato e domenica tutto, o quasi (c’è una festa alla Gamec, e qualche concerto nei locali), tace: Pasqua è «con chi vuoi», la programmazione di eventi ne prende atto. A Pasquetta, invece, risorgono le iniziative. Manifestazione clou, se il tempo tiene, è la seconda giornata dei castelli aperti (info: www.bassabergamascaorientale.it): ponti elevatoi abbassati, visite guidate e proposte varie a Brignano, Calcio, Caravaggio, Cavernago, Cologno, Malpaga, Martinengo, Pagazzano (con la mostra di Salvador Dalì), Romano, Torre Pallavicina e Urgnano (con le salite alla torre campanaria del famoso architetto Cagnola, per respirare la storia in alta quota e godersi un panorama mozzafiato). Di gran richiamo la terza edizione di «Picnic ed enogastronomia al Castello di Malpaga», firmata Confagricoltura. Un’iniziativa che istituzionalizza ed eleva all’ennesima potenza il classico picnic fuori porta del Lunedì dell’Angelo. Partecipano trenta aziende dal nord Italia che metteranno in vetrina le proprie eccellenze enogastronomiche. Basta portarsi un cestino per comporre il pranzo: nel menù non solo formaggi vaccini, caprini, salumi, birra artigianale, vino, miele, confetture e olio; ci sono anche proposte di cucina, come risotti, polenta o persino le lumache. Ci si può sedere sulle balle di fieno nell’aia del castello o stendere un plaid nel fossato – ora erboso – della fu dimora di Bartolomeo Colleoni. In più, spettacoli circensi e un’area espositiva con orti, piante officinali e semenze.

Per chi preferisce la montagna alla pianura, ancora la Val Seriana offre un appuntamento su misura: la Pasquetta tra gli stambecchi. Una passeggiata guidata verso i luoghi che frequentano, nei dintorni del borgo di Maslana. Ritrovo alle 9.30 al palasport di Valbondione. Gradita la prenotazione, via mail (scrivere a info@osservatoriomaslana.com) o via telefono (tel. 338.9999974). Per chi ha fretta di far volar via le calorie della colomba c’è la Marcia dei Coertì, non competitiva, su tre percorsi da 6, 12 16 e 19 chilometri: ritrovo in piazzetta Servalli, Leffe, alle 7.30. Se, infine, oltre all’aria aperta c’è desiderio di affondare le radici nelle profondità del terreno, la Pasquetta in miniera è la soluzione ideale: meeting point alle 10 alla Fattoria Ariete, visita guidata, pranzo al sacco, visita agli animali e laboratorio creativo (info e prenotazioni 347.3240391). Underground, decisamente.

Due visite guidate nel tempio del liberty. «È tutto un complesso che fa pensare al progresso davvero miracoloso di questi ultimi anni di  San Pellegrino. Una folla cosmopolita passeggia gaia nei diversi abbigliamenti: gruppi graziosi  di signori, fra mezzo a signore ed a leggiadre signorine nelle chiare toilettes mattutine danno  una nota simpatica, caratteristica; e sempre continua il concerto rallegrando di dolcissima  musica tutto l’ambiente». Era il 1907 e il Giornale di San Pellegrino descriveva così la sua ridente cittadina liberty. Dove c’è un tempio: il casinò, inaugurato proprio il 20 luglio di quell’anno, opera dell’architetto milanese Romolo Squadrelli. Sabato 15, vigilia di Pasqua, e lunedì di Pasquetta è aperto alle visite guidate organizzate dall’associazione Oter – Orobie Tourism, Experience of Real (ore 14.15, 15.15, 16.15 e 17, associazioneoter.com, tel. 371.1465312). Costruito in soli venti mesi, è considerato appunto una delle maggiori espressioni  dello stile liberty in architettura, conosciuto in tutta Europa. Utilizzato per circa dieci anni come  casa da gioco e successivamente per spettacoli e intrattenimenti di diversa natura, ospita oggi eventi privati come matrimoni e feste. Durante le visite si può ammirare tutta la magnificenza della struttura: gli stucchi, le  decorazioni, le vetrate e gli affreschi, accompagnati da una suggestiva rievocazione storico-artistica dell’edificio e della cittadina termale durante il periodo Belle Époque.

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