l'evento per i cittadini e i commercianti

Qualcosa di più sulla «movida» che è ripartita con il botto

Qualcosa di più sulla «movida» che è ripartita con il botto
01 Luglio 2014 ore 10:15

Dopo il rinvio a causa del maltempo, la sera del 3 luglio decine di migliaia di bergamaschi hanno partecipato alla prima edizione di «Vivi Bergamo il giovedì» caratterizzata dalla musica, da balli scatenati e dalla buona tavola. L’evento, ormai un classico delle estati bergamasche ha riscosso un successo enorme. Giovani e meno giovani hanno “invaso” i punti nevralgici del centro scoprendo quant’è bella Bergamo di notte. Un successo che proseguirà con altre due serate: il 17 luglio con il tema dell’ecosostenibilità e del verde, chiudendo poi l’11 settembre con attività, come si diceva, legati al mondo della moda.

Quando e com’è nata l’idea.

L’idea nacque nel 2010, all’indomani della grande adunata degli Alpini di maggio che diede una scossa salutare alla città. Danilo Minuti, all’epoca assessore alle Politiche Giovanili e al Tempo Libero, prese la palla al balzo e provò a organizzare un evento che coinvolgesse tutte le componenti della società, dall’amministrazione ai commercianti fino ai cittadini stessi e che rendesse Bergamo una città anche “serale”, in cui dopo l’orario di lavoro ci fosse la possibilità di vivere il centro cittadino. Fu una proposta che accolse subito numerosi consensi, grazie alla collaborazione dei negozianti e delle varie associazioni che hanno permesso la realizzazione di attività legate al mondo della musica, della danza, dello sport. La risposta dei cittadini fu altrettanto positiva, con un sempre maggior numero di partecipanti nel corso degli anni, fino a raggiungere quota 30.000 nell’edizione 2013.

L’obiettivo di “Vivi Bergamo il giovedì”.

Le ragioni fondanti di “Vivi Bergamo il giovedì” sono essenzialmente due: rivitalizzare il centro della città offrendo un momento di festa e intrattenimento rivolto a tutta la società bergamasca ed offrire ai commercianti delle zone interessate la possibilità di coinvolgersi in attività che permettano loro di farsi conoscere e di ottenere un rientro economico fuori programma. Sono proprio questi ultimi i grandi protagonisti della manifestazione: nel corso degli anni, a partire dal 2010, sempre più esercenti hanno deciso di aderire all’iniziativa, fino a raggiungere addirittura l’80% complessivo delle attività commerciali comprese fra via San Bernardino e via Tasso. Quest’anno in particolare, la terza ed ultima serata vedrà i negozianti particolarmente coinvolti nell’evento, essendo quello dell’11 settembre un momento dedicato alla moda e al fashion: grande occasione per i numerosi negozi del settore presenti dalle parti di largo Porta Nuova e di viale Papa Giovanni XXIII. La manifestazione è resa possibile dalla pedonalizzazione di un’ampia porzione del centro cittadino: precisamente, verrà chiusa al traffico la zona compresa fra via Broseta e via Camozzi, con un’estensione perpendicolare che partirà dall’inizio di via Roma per giungere fino al termine di viale Papa Giovanni XXIII. Una vasta area in cui ciascuno commerciante avrà la possibilità di sfruttare lo spazio antistante al proprio negozio con attività proprie o organizzate in collaborazione con il Comune.

 

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Il costo e il successo della prima serata.

La cosa sorprendente riguarda il peso dell’evento sul bilancio dell’amministrazione: complessivamente, il costo di “Vivi Bergamo il giovedì” 2014 sarà di soli 22.541 euro. Questa cifra riguarderà ogni aspetto organizzativo, dall’allestimento al servizio tecnico, fino alle spese relative alle varie attività di animazione. Un così basso esborso economico è stato reso possibile dall’ottima integrazione fra Comune e commercianti, i quali avranno la possibilità di organizzare attività a pagamento nelle zone a loro riservate, addebitandosi  numerose spese organizzative che, però, dovrebbero garantire un rientro abbastanza sicuro da permettere lo sgravio di tali costi dalle casse comunali.

La prima serata dell’edizione 2014 ha avuto come tema i Mondiali di calcio, tanto da assumere il nome di “Notte azzurra”; grande attenzione in particolare per largo Cinque Vie, ospiti alcuni ballerini brasiliani di una scuola di samba, quasi a voler riecheggiare il clima carioca di queste settimane anche nelle strade di Borgo San Leonardo e con un palco allestito in Piazza Vittorio Veneto dove si sono esibite le compagnie di danza della città e della provincia che porteranno in scena per l’occasioni esibizioni ad hoc. Il tema del calcio e dei mondiali non si è concentrato tuttavia unicamente sul palco centrale: tutta la città è stata un grande spazio di festa, dalle animazioni delle scuole di ballo sparse per le vie della città, agli intrattenimenti itineranti di calciatori freestyler, cheerleader e danzatori di capoeira che riempiranno le vie di Bergamo con un’affascinante atmosfera brasiliana. Altro elemento caratterizzante è stata la presenza di associazioni e soggetti del territorio, che godranno dell’amplia platea di “Vivi Bergamo” per far conoscere le proprie attività benefica. Significativa anche la partecipazione, nella zona del Sentierone, di animazioni a carattere sportivo come lo slackline, lo shiatsu, il judo e tanti altri.  Come ogni anno attenzione anche ai più piccoli con un’area dedicata ai giochi gonfiabili che si amplia per quest’occasione davanti al Teatro Donizetti e in via Paglia.

Una voce fuori dal coro, che potrebbe comunque aprire un dibattito su come impostare e prossime «movida», è stato un commento su Facebook postato in tarda serata dall’assessore alla Cultura del comune di Bergamo, Nadia Ghisalberti. «Si potrebbe immaginare qualcosa di simile a Milano davanti alla Scala? I giochi tipici delle fiere, giostrine, ochette e navi gonfiabili fanno certamente divertire i bambini, ma non credo che il loro spazio sia davanti al Teatro Donizetti. Ogni luogo ha la sua vocazione e questo evoca musica, prosa, concerti. E a pochi metri dai questi giochi per bambini uno stand con armi da guerra di una associazione che simula azioni militari usando riproduzioni di armi da fuoco. C’è qualcosa da rivedere in questa movida…»

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