Viva Bèrghem
In Piazza Vittorio Veneto

Il cuore bambino di Bergamo

Il cuore bambino di Bergamo
Viva Bèrghem 22 Novembre 2014 ore 12:40

Autunno. Quando scende la sera e i lampioni della città si accendono, tratteggiando i contorni soffusi di un alone rotondo, il cuore di Bergamo diventa, come per magia, un grande quadro di Caillebotte. Il ciottolato che disegna geometrie in piazza Vittorio Veneto, gli imponenti lampioni a quattro braccia, i portici che disegnano un'elegante cintura di luce accanto ad alberi decorati con foglie rosse e arancioni.

Una giostra antica muta il trascorrere del tempo, cadenzando i minuti al ritmo di una tenera melodia, che ricorda un'infanzia felice, l'innocenza svanita anni fa. Come un grande carillon di fine Ottocento, ruota su se stessa, mostrando vanitosa i grandi dipinti del soffitto, e centinaia di piccole luci che ne ritagliano il profilo nel buio della città. Piccoli cavalieri, in groppa al destriero, hanno occhi colmi di stupore, mentre una bimba di pochi anni siede ritta in un cocchio, chiedendo ancora una fotografia. Un giro e un altro ancora, per una bellezza d'altri tempi, disegnata nel centro della città.

Bergamo la ritrosa, la diffidente, l'orgogliosa. Una città che è conosciuta per la dedizione al lavoro, per l'impegno onesto e profondo. Non tutti sanno però che la città nasconde una tenerezza profonda, e un cuore bambino che in autunno si risveglia, con la giostra e i suoi cavalli, la musica e la poesia.

Ha un fascino discreto, Bergamo. Un'eleganza sottile che si svela soprattutto la sera, quando la pioggia disegna pozzanghere, grandi specchi che riflettono le luci sognanti della città. O quando una giostra in stile ottocentesco accende centinaia di piccole lampadine, per illuminare dipinti barocchi, aste dorate e cavalli a dondolo, conferendo alla piazza un'atmosfera parigina di tanti anni fa.

 

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