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In Borgo San Leonardo

Dentro la casa delle Sacramentine Un museo a sorpresa e una chicca

Dentro la casa delle Sacramentine Un museo a sorpresa e una chicca
Viva Bèrghem 01 Ottobre 2016 ore 10:24

La città di Bergamo è ricca di fascino fin dagli albori della sua esistenza, vuoi per la posizione sopraelevata, vuoi per la rigogliosità dei suoi colli e vuoi per la ricchezza del suo centro storico. Però, è il caso di considerare non solo gli edifici cult di Città Alta, ma anche tutte le sue pertinenze, che dal colle si sfilacciano verso il piano grazie ai suoi cinque borghi: Canale, Sant’Alessandro e San Leonardo, Pignolo e Palazzo, San Tomaso e Santa Caterina; tra tutti questi, quello di San Leonardo è sicuramente tra i più peculiari e animati, nonché cuore della religiosità cittadina. Qui ebbe sede il primo ospedale presso la chiesa omonima e sul sagrato dell’attuale Basilica, che è anche la Parrocchiale del borgo, venne martirizzato il patrono della nostra Diocesi nel III secolo dopo Cristo. In quest’area, poi, si contano moltissimi edifici religiosi: dalle chiese ai conventi, dagli oratori ai complessi con annesso edificio consacrato, che ospitano importanti congregazioni religiose.

 

 

Borgo San Leonardo, il cuore religioso. Ed è proprio per solleticare il cittadino bergamasco o l’amante della storia locale, così come anche il semplice curioso o il fanatico dei servizi guidati, che l’Associazione per il Borgo San Leonardo ha proposto negli ultimi anni un ricco e prelibato palinsesto di visite, condendo la cultura di gustosi aperitivi che hanno anticipato la scoperta dei luoghi più suggestivi e quivi nascosti: dalla chiesa che dette il nome al borgo, appunto quella di San Leonardo, a tutte le altre che ancora oggi le gravitano attorno, ovvero San Rocco in via Broseta, San Lazzaro sulla via omonima e così anche San Bernardino. Fino agli edifici considerati minori, ma non per questo meno importanti, come la chiesa di San Giuseppe, quella neogotica dell’Immacolata in via Greppi e la chiesetta del Giglio presso Porta San Giacomo, raggiungibili, la prima, snodandosi tra rogge, antiche mura medioevali e resti di opifici, mentre la seconda attraverso la risalita del cosiddetto “paesetto”, lungo l’inerpicata via Sant’Alessandro, fino al convento di San Benedetto e alle chiese ed agli Istituti delle Poverelle in via Luigi Palazzolo, di Maria bambina in via San Bernardino e delle Suore Sacramentine in via Sant’Antonino. La storia e la ricchezza degli interni di questi molteplici edifici è davvero molto interessante, sia che siano adibiti a spazi comuni o preposti al culto, curati con amorevole ardore dalle loro attuali custodi.

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L’Istituto delle Suore Sacramentine, una sorpresa. La visita all’Istituto delle Suore Sacramentine di Bergamo costituisce una vera sorpresa, anche e soprattutto per l’entusiasmo che ancora pervade le sorelle, che immerse in un’oasi di pace e serenità, nascosta tra le mura dei giganti condomini della città bassa, permettono di far assaporare la fede incondizionata e la devozione per la loro patrona, Geltrude Comensoli, dichiarata santa da papa Benedetto XVI nel 2009.

Oltre all’Istituto di per sé, che molti conoscono in quanto scuola paritaria per ogni ordine e grado, inaspettato è il modernissimo museo della Congregazione, che meraviglia per la sua modernità pur nella sua semplicità: diverse sale che raccontano per immagini e per esperienze sensoriali la diffusione delle Sacramentine nel mondo, in quanto apostole della Chiesa, con oggetti provenienti da ogni angolo del continente (sala 1); i documenti autografi della fondatrice entro teche (sala 2); gli oggetti legati alla storia dell’istituto, alla sua poliedrica attività assistenziale e caritatevole (sala 3); la testimonianza virtuale di tre consorelle, che proiettate appaiono su dei teli bianchi, intente a raccontare della loro fede, originata proprio dal culto della fondatrice (sala 4); l’area didattica (sala 5), che conduce silenziosamente alla camera da letto di Geltrude dove spirò poco più che cinquantenne e che fino alla fine mai distolse lo sguardo verso il Cristo (sala 6): il museo, infatti, ruota tutt’attorno alla navata della chiesa dedicata all’Adorazione, che ancora oggi è la mission delle Sacramentine.

E poi, entrare in chiesa e trovarsi di fronte il Cenacolo di Trento Longaretti (foto in copertina) che domina l’intero catino absidale vale davvero la visita!