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La visita in Ospedale con tanto di coro

I “cattivi” della Curva Nord fra gli angeli della pediatria

I “cattivi” della Curva Nord fra gli angeli della pediatria
Viva Bèrghem 30 Settembre 2014 ore 10:51

È stata una mattina intensa, importante e molto significativa. Sabato 27 settembre, a poche ore dalla sfida contro la Juventus, una cinquantina di ultras della Curva Nord di Bergamo ha fatto visita al reparto di Pediatria dell’Ospedale Giovanni XXIII di Bergamo. L’incontro è stato voluto e promosso dagli Amici della Pedriatria (http://www.amicidellapediatria.it/ ), associazione Onlus che da oltre 24 anni anima con progetti, iniziative e tantissimo volontariato uno dei reparti più delicati e speciali del nosocomio cittadino.

Da oltre due anni i ragazzi della Curva e gli Amici della Pediatria fanno un percorso comune, gli ultras hanno deciso di iniziare a sostenere i progetti a favore dei bambini che sono costretti a passare molto del loro tempo in ospedale e, in due distinte serate alla Festa della Dea 2013 e 2014, hanno dato un significativo contributo totale di circa 20.000 euro. Per la prima volta, dunque, il presidente dell’Associazione Amici della Pediatria Milena Lazzaroni ha potuto presentare direttamente in ospedale la realtà che anche gli ultras stanno sostenendo e il risultato è stato eccezionale.

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Durante la visita ai reparti sono state illustrate le zone di gioco e di svago che coinvolgono volontari e bambini, durante le spiegazioni gli ultras hanno osservato e ascoltato le molteplici attività che vengono proposte e, praticamente tutti, sono sembrati davvero colpiti. L’ospedale non è un luogo felice per chi lo vive da paziente, gli Amici della Pediatria però lavorano a titolo completamente gratuito per cambiare tutta una serie di piccoli dettagli che ai più possono sembrare banali e scontati ma che diventano determinanti per chi affronta la malattia. Bambini o parenti che siano.

«Ogni anno – racconta il presidente Milena Lazzaroni – la nostra associazione si trova a gestire un budget di circa 350/400mila euro che provengono interamente dalle donazioni. Solo l’1,4% di questa cifra viene impiegata per le spese correnti, tutto il resto è impegnato per i nostri progetti e per le attività a favore dei bambini». Questi numeri danno la dimensione reale di quanto sia oneroso e nello stesso tempo importante il lavoro svolto dai volontari, quello che però viene a più riprese sottolineato dalla presidente dell’associazione Amici della Pediatria sono obiettivi e durata dei progetti che vengono iniziati dalla Onlus e poi perpetrati negli anni, ma anche in altre zone dell’Ospedale dalla struttura del Giovanni XXIII.

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«Anni fa iniziammo con la figura del mediatore culturale, era fondamentale aiutare i bambini e i loro parenti che provenivano dall’estero a farsi capire per esprimere le proprie esigenze. Ora, grazie anche al supporto delle donazioni che la Curva Nord ci ha fatto pervenire, stiamo portando avanti il progetto “Mettiamoci in gioco”.  Come si può vedere, ci sono spazi dove i bambini possono giocare e tanti dettagli che provano a dipingere l’ospedale un po’ meno ospedale. Qui non si parla di oncologia, ma di corridoio delle mongolfiere: alle pareti abbiamo attaccato proprio delle immagini colorate di vari oggetti per identificare ogni zona dei nostri 3 piani di reparto con un’immagine positiva e non con il nome della specificità medica che la contraddistingue».

Durante la visita sono state descritte le attività, è stata visitata una camera e sono state illustrate alcune iniziative che hanno l’unico scopo di rendere tutto molto più semplice. «Abbiamo pensato a come affrontare al meglio la risonanza magnetica. Per questo esame bisogna restare immobili con un rumoraccio che penetra nelle orecchie, spesso i bambini venivano sedati ma ora questo non accade più. In camera simuliamo con un materassino e un grande cartone il tunnel della risonanza magnatica facendo ascoltare anche una registrazione del rumore, il bambino così conosce la situazione e, quando capita il momento vero dell’esame, può affrontarlo senza paura. Senza la sedazione, finito l’esame, il bambino torna a giocare con i suoi compagni di ospedale e tutto scorre via senza problemi».

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Nei reparti di degenza del Giovanni XXIII ci sono bambini dagli 0 ai 18 anni, sabato era il compleanno di una piccola paziente e per il suo 17esimo ha ricevuto l’emozionante augurio di tutti i ragazzi intervenuti. Dopo le consuete foto di rito ed un coro breve ma potente intonato direttamente in reparto, il gruppo si è sciolto in un applauso sincero. Tutti, ultras e volontari, hanno dedicato tempo prezioso per conoscere e conoscersi ancora di più. Durante la visita alcuni bambini, divertiti, si muovevano accompagnati da flebo e dalla mano sicura del papà. Sui loro volti ho visto solo sorrisi, riguardando le fotografie fatico a distinguere l’ospedale. Il merito? E’ tutto di questi angeli che da 24 anni aiutano i più sfortunati.