Il percorso e le fermate

Da Seriate a Ponte in metro(bus)

Da Seriate a Ponte in metro(bus)
23 Gennaio 2017 ore 07:00
In copertina, il metrobus di Nantes.

 

Il trenino c’è già, da più di cento anni. Bisogna solamente montarlo. E farlo funzionare. Dice l’architetto e urbanista bergamasco Giovanni Cucini: «Il tratto di ferrovia da Seriate a Ponte San Pietro tocca quartieri e luoghi nevralgici della città e dei paesi dell’hinterland. È una linea metropolitana essenziale per Bergamo, si tratta soltanto di sfruttarla a dovere, di sfruttarne la piena potenzialità. Per la città rappresenterebbe una rivoluzione dei trasporti, della mobilità. E quindi della qualità urbana». Un tratto di ferrovia di una dozzina di chilometri che esiste dall’Ottocento e che da almeno trent’anni aspetta di diventare un vero servizio metropolitano. Lo stanziamento per il raddoppio del binario, di recente approvato, apre la possibilità di passare dall’idea alla realizzazione concreta. E l’idea è molto semplice: avviare un servizio metropolitano sistemando in modo opportuno la linea ferroviaria e creando le stazioni nei quartieri e nei punti di interesse particolare.

La linea la conosciamo tutti. Dice ancora l’urbanista Cucini, incaricato di insegnare con Oscar Bellini “Housing sociale” al quinto anno di Ingegneria Edile a Dalmine: «La linea ferroviaria è una realtà conosciuta, persino scontata e forse per questo sorprende quando si pone l’attenzione in maniera concreta e si scopre quanti e quali siano i luoghi importanti che attraversa, che serve. Per la verità è più giusto dire che “non” serve. Perché attualmente l’utilità di questa ferrovia non viene praticamente sfruttata». Ma è necessario farlo. Per avviare un processo che porti a una città nuova. Non è detto che una città debba rinnovarsi perché costruisce grandi edifici, apre nuove piazze, realizza altri quartieri. Il rinnovamento profondo può venire innescato da una nuova mobilità. Dal fatto di arrivare nel cuore della città con facilità e in maniera magari anche piacevole. E allora proviamo a dare un’occhiata a questa nuova metropolitana che aspetta di venire riconosciuta.

 

metrobus

Il percorso del metrobus, clicca per ingrandire.

 

La partenza e tutte le fermate in direzione Ponte. Partiamo dalla stazione delle ferrovie, punto dove arrivano anche gli autobus dalla provincia e il tram della Val Seriana. Prendiamo la direzione ovest, verso Ponte San Pietro. È una linea già ben servita dalle ferrovie perché fino a quel punto comprende due direzioni, quella per Carnate-Milano e quella per Lecco. Prendiamo il nostro metrò di superficie di un bel colore giallo e rosso, tanto per ricordarci dove viviamo, e partiamo verso la prima fermata: San Tommaso. Se ne potrebbero immaginare anche due di fermate, una posta appena prima di lago Tironi che servirebbe Esselunga e zona di via Carnovali, e l’altra vicino al passaggio a livello di via Moroni: servirebbe il quartiere di San Tommaso con un bel tratto della stessa via Moroni. In questo punto un lavoro indispensabile sarebbe l’eliminazione del passaggio a livello con la costruzione di un sottopasso. Da qui il nostro metrò di superficie riprende il suo viaggio e raggiunge una seconda (o terza) fermata a sud della via Carducci che può servire la zona di via Leopardi e della Città Mercato (Auchan). Fermata utile (a seconda di dove la si posizioni con esattezza) anche al quartiere di Loreto e alla Motorizzazione civile. Avete presente il passaggio a livello di via Martin Luther King? Si trova a cento metri dalla via Salvo d’Acquisto, a due passi da Loreto.

 

ospedale bergamo

La fermate del nuovo Ospedale Papa Giovanni.

 

Chiudiamo le porte e il metrò-tram giallo e rosso procede verso ovest, nella campagna, a sud della via Briantea: cinquecento metri ed eccoci alla fermata del nuovo ospedale Papa Giovanni. Qui non ci sono quartieri, non ci sono residenti, perché siamo alla Trucca, la zona dell’acquitrino di Bergamo. Talmente paludosa che ancora nell’Ottocento ci venivano a pescare e, se andate nei registri parrocchiali di Loreto, troverete per diversi capifamiglia, nel registro dei matrimoni, la professione di “pescatore”. Ma qui, alla Trucca, si trova la struttura più importante della città, l’ospedale, sul quale ogni giorno gravitano migliaia di persone. Una fermata essenziale. Rumore di porte che si aprono, gente che scende, poca che sale.

Chiusura delle porte e via, il metrò giallo rosso continua la sua marcia verso Curno e lambisce una zona dove sono presenti tanti edifici commerciali, dalla grande Esselunga a Obi, al centro Zebra, a Grismondi Calzature…e così ci fermiamo, altro stop importante. Ma i treni metropolitani hanno questa caratteristica: capacità di accelerare e di frenare in poche decine di metri. Spunto notevole, accelerazione e poi frenata. Oltre l’Esselunga bisogna puntare sul centro di Curno dove il metrò si ferma e serve tutto il paese oltre alla zona delle Crocette. Ripartenza verso Ovest e dopo circa seicento metri di ferrovia eccoci a Mozzo, altra fermata strategica, un altro bacino di diverse migliaia di persone. Dopo altri cinquecento metri si può ipotizzare una fermata nella parte alta della Dorotina prima di piegare con decisione verso la stazione di Ponte San Pietro (questa già esiste). Capolinea. Ma, volendo, si possono raggiungere anche il Policlinico San Pietro e Locate, un chilometro più in là.

 

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Uno dei capolinea: la stazione di Ponte San Pietro.

 

Dice Giovanni Cucini: «Una città diventa “smart ” come si usa dire oggi, quando sfrutta le risorse che ha, prima di tutto. E questa della Ponte-Seriate è una risorsa esistente e poco sfruttata. Ci fu un tentativo di uso “metropolitano” alcuni anni fa, ma non esistendo fermate intermedie, aveva decisamente poco senso. Sarebbe importante che accanto a questa nuova mobilità, per migliorare ulteriormente l’accessibilità della città si pensasse a due nuovi collegamenti. Uno dalla stazione a Porta Nuova, l’altro lungo il “cardo” della città, ovvero l’asse che dal palazzetto dello sport, lungo via Frizzoni e via Camozzi, arriva a Porta Nuova e poi segue via Tiraboschi fino a Piazza Pontida e a Porta Osio. Il fatto è che se la ferrovia diventa metrò allora arrivare alla stazione da San Tommaso piuttosto che da Loreto, da Curno o da Mozzo diventa facile e piacevole. I trecentocinquanta metri fino a Porta Nuova si potrebbero coprire facilmente con un rullo semovente, con due “tapis roulant ”, scala mobile orizzontale, chiamiamola come vogliamo, una in un senso e l’altra nel suo opposto. Andata e ritorno.

Il completamento di questa nuova mobilità cittadina dovrebbe consistere nella linea di tram che dal palazzetto (o dallo stadio) arrivi fino a Porta Osio-Broseta. Non importa se su binario oppure su gomma, l’importante è che corra su sede dedicata, fissa, per evitare i disagi del traffico. Si tratterebbe di una linea di tre chilometri circa. Ecco, credo che una mobilità di questo tipo consentirebbe di cambiare il volto della città, di modificarne le dinamiche. Esiste il problema dei finanziamenti. Ma se il raddoppio della ferrovia Ponte-Seriate è già stato finanziato, direi che siamo a metà dell’opera». Una città nuova che nasce da una nuova accessibilità. Un centro che venga posto nelle condizioni di respirare, realtà commerciali che verrebbero rilanciate. Automobili e autobus che finalmente resterebbero in garage con il loro corredo di scarichi e polveri sottili.

 

fiera bergamo   seriate stazione

Tra le fermate, la Fiera di Bergamo e la stazione di Seriate.

 

In direzione Seriate. Ma completiamo lo sguardo alla Ponte-Seriate e prendiamo in considerazione la parte orientale, quella verso Seriate. Anche in questo caso l’interesse metropolitano è evidente. Vediamo. La prima fermata oltre la stazione viene posta in via Rovelli, dove oggi è presente il sovrappasso pedonale che sbuca in via Gabriele Rosa. Una fermata che servirebbe un quartiere di circa quattromila persone, anche perché dalla parte opposta si trova tutta l’area della Clementina. Il nostro metrò giallo e rosso prosegue, e tocca la Fiera di Bergamo, zona senza abitanti, ma fermata importante in caso di rassegne e manifestazioni. Il metrò continua e arriva in comune di Seriate, nella zona Risveglio, popolata da circa cinquemila abitanti, l’area di via Partigiani e via Roma, quella dove si trova anche la chiesa di San papa Giovanni. Si riparte e ci si ferma dopo circa quattrocento metri, proprio a due passi dall’ospedale di Seriate. A questo punto, la linea collegherebbe tre importanti strutture sanitarie bergamasche e diventerebbe strategica anche in questo senso. La metropolitana riprende il suo viaggio, oltrepassa il fiume Serio e arriva nell’attuale stazione della cittadina. La linea potrebbe fermarsi qui, oppure continuare verso Montello si potrebbe pensare anche a una fermata Seriate Est che servirebbe la zona di via Marconi. Problemi esistono, a cominciare dai quattro passaggi a livello, ma realizzare questa idea può essere decisivo per la città. Ne riparleremo.

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