«Sperém ch’i ‘ndàghe inàcc»

Dieci frasi in bergamasco dopo i primi giorni di scuola (e il giallo dei banch cöi rödèle)

Dieci frasi in bergamasco dopo i primi giorni di scuola (e il giallo dei banch cöi rödèle)
17 Settembre 2020 ore 10:25

di Vecchio Daino

Tra ansie, patemi d’animo e sospiri di sollievo anche quest’anno è iniziata la scuola. Inutile negare che le circostanze impongono la massima cautela, ma è altrettanto inutile sottovalutare l’importanza della vita di relazione per i nostri figli e nipoti. Non tutte le cose possono essere fatte a distanza, o almeno non sempre. C’è solo da augurarsi che vada tutto bene. E fare in modo che accada.

1. Ol mé l’è töt contét

Bambini e ragazzi hanno indubbiamente sofferto del periodo di isolamento forzato, e ritrovare gli amici della scuola per loro è stato importante. Anche se non è detto che questa gioia proceda di pari passo con l’appesantirsi degli impegni scolastici. [Trad. Il mio (figlio) è tutto contento]

2. Fó ‘mpià ü lümì ‘n césa

Gestire la presenza dei figli in casa, le loro eventuali uscite e il tempo libero in generale non per tutti è stato facile. Legittimo quindi il sollievo associato al suono della prima campanella. [Trad. Faccio accendere un lumino in chiesa]

3. Ó mia ést i banch cöi rödèle

I tanto temuti e sbeffeggiati banchi semoventi non hanno fatto la loro comparsa in tutte le classi. Qualcuno direbbe per fortuna, perché il timore di trasformare le aule in succursali degli autoscontri aveva un fondo di credibilità. [Trad. Non ho visto i banchi con le rotelle]

4. Ol tràfech pensàe pès

Il tanto temuto blocco totale del traffico non si è verificato, anche se il suo fisiologico aumento ha inevitabilmente irritato alcuni di noi. Ma sono arrabbiature che hanno il piacevole retrogusto del ritorno alla normalità. [Trad. Il traffico pensavo peggio]

5. Sperém ch’i ‘ndàghe inàcc

Quest’anno la riapertura delle scuole ha anche un importante valore simbolico. E la speranza di una continuazione serena non è solo legata all’educazione dei figli, ma al persistere di una situazione sanitaria sotto controllo. [Trad. Speriamo vadano avanti]

6. Söi pulman gh’è casòt

Sembra che la logica moltiplicazione delle corse per evitare eccessivi affollamenti non sempre ci sia stata. C’è da sperare che sia solo una fase momentanea, perché gli assembramenti sarebbero giustamente vietati. [Trad. Sui pullman c’è caos]

7. Ol mè l’gh’èra la févra

Qualcuno ha già perso un giorno o più di scuola, per un lieve stato di indisposizione che, visti i tempi, è stato considerato con un’attenzione superiore al solito livello di guardia. Temiamo che diventerà una costante dei prossimi mesi. [Trad. Il mio aveva la febbre]

8. L’è assè ü fregiùr per istà a cà

C’è chi paventa assenze di massa e un proliferare di tamponi potenzialmente in grado di bloccare ogni attività. Meglio pensare che ognuno faccia il proprio dovere, e che prevalga il buon senso. [Trad. È sufficiente un raffreddore per stare a casa]

9. Cóme farài a stà de lóns?

La naturale esuberanza dei più piccoli fa ragionevolmente pensare alla difficoltà di mantenere il famoso metro, o metro e mezzo, del distanziamento sociale. Per non parlare dell’obbligo della mascherina. [Trad. Come faranno a stare distanziati?]

10. L’éra mèi fài stà a cà

I più pessimisti avrebbero preso la drastica decisione di sospendere ancora per un po’ le attività scolastiche. Ma il partito degli oppositori ribatte che la vita, con le dovute precauzioni, deve andare avanti. [Trad. Era meglio farli stare a casa (gli alunni)]

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