Da «Mè èss bù de fà de töt» a...

Dieci frasi sui bergamaschi e i cosiddetti lavoretti di casa

Dieci frasi sui bergamaschi e i cosiddetti lavoretti di casa
06 Settembre 2019 ore 05:00

Per noi è riduttivo definire gli interventi casalinghi con un vezzeggiativo. Affrontiamo ogni minima impresa, anche solo l’appendere un quadro, come una missione che coinvolge tutte le nostre doti fisiche e psichiche, nonché la nostra leggendaria abilità manuale. I tempi però sono cambiati, e non sempre alle buone intenzioni corrisponde un risultato soddisfacente. Le mogli, ovviamente, non mancano di rilevarlo.

 

1. Mè èss bù de fà de töt

Massima scolpita nella pietra che ha forgiato intere generazioni di bergamaschi in grado di affrontare qualsiasi lavoro, sempre con rapidità e abilità. Oggi purtroppo non sembra più corrispondere alla realtà. [Trad: Bisogna saper fare di tutto]

 

2. Ol mé nóno l’à fàcc sö la cà

Non era infrequente in passato che ci si costruisse la casa da soli, dalle fondamenta al tetto, lavorando magari il sabato e la domenica dopo aver passato la settimana in cantiere o nei campi. Altri tempi. [Trad: Mio nonno ha costruito la casa]

 

3. L’è tri mis che ‘l pèrd ol rübinèt

L’abilità manuale e la laboriosità bergamasca fanno parte del nostro codice genetico, ma probabilmente in alcuni casi si vanno perdendo, e le mogli giustamente se ne lamentano. [Trad: Sono tre mesi che il rubinetto perde]

 

4. Quando l’ fà ergót l’è mèi che ‘ndàghe

Un curioso contraltare dell’operosità è la tendenza a bilanciare lo sforzo fisico con emissioni vocali potenti e ripetute, che a volte sconfinano in tematiche riprovevoli. [Trad: Quando fa qualcosa è meglio che io esca di casa]

 

5. A l’fà piö dagn che óter

Sebbene l’essere bergamaschi aiuti, è inevitabile che ci sia anche chi non abbina alla volontà la perizia. In questi casi conviene saggiamente astenersi da interventi che potrebbero essere più dannosi che utili. [Trad: Fa più danni che altro]

 

6. A l’ghe rìa mia a fà negót

Una delle nostre caratteristiche è, o era, quella di non riuscire a starcene con le mani in mano. Così anche la casa diventa un cantiere perpetuo, con piccoli e grandi aggiustamenti che tengono occupato l’infaticabile bergamasco. [Trad: Non riesce a stare con le mani in mano]

 

7. A m’gh’à metìt ü dé a montà l’mòbel

Talvolta anche i più abili rimangono spiazzati da istruzioni criptiche che, invece di facilitare il lavoro, ne deviano il corso verso un risultato che non può essere considerato decente. [Trad: Abbiamo impiegato un giorno a montare il mobile]

 

8. A l’lassa i fèr de per töt

La cassetta degli attrezzi è uno tra gli oggetti in assoluto più cari ai bergamaschi. I quali, però, mentre lavorano hanno la fastidiosa tendenza a distribuire gli utensili in un’area molto estesa, dove in alcuni casi scompaiono per sempre. [Trad: Lascia i ferri del mestiere dappertutto]

 

9. L’è dóma lü e tràpegn

La sana passione per l’attrezzo giusto passa attraverso una serie di prove pratiche. Si rende quindi indispensabile l’acquisto di più modelli diversi. In alcuni casi l’esborso è però decisamente oltre misura. [Trad: È solo lui e il trapano]

 

10. A l’passa di ure ‘n feramènta

 

Non c’è bergamasco che non ami passare del tempo davanti a un bancone, spesso dialogando con l’addetto alle vendite che diventa un interlocutore privilegiato e col quale, con il passare degli anni, si stabiliscono persino rapporti di amicizia. [Trad: Trascorre delle ore in ferramenta]

 

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