La splendida decina

Dieci sagre per prolungare il Ferragosto al weekend

Dieci sagre per prolungare il Ferragosto al weekend
Viva Bèrghem 19 Agosto 2018 ore 17:29

I tempi in cui nella settimana di Ferragosto la città si svuotava sono lontani. Tanta gente è via, certo, ma l’effetto “deserto” degli anni ’70 e ’80 è svanito. Per fortuna. C’è chi le ferie le prende in altri periodi, c’è chi non le fa proprio, ci sono i turisti (sempre più numerosi) che atterranno a Orio. In montagna siamo nel periodo clou per la villeggiatura: porte aperte nelle seconde case come non mai. Le sagre, quindi, non vanno in vacanza, anzi. Alcune delle occasioni più golose dell’anno fioriscono proprio in questi giorni. Ne abbiamo scelte dieci (ma ce ne sono tante altre che varrebbero la pena di essere provate) per chi vuol sedersi a tavola in compagnia, sotto le stelle, senza troppe formalità ma con il palato attento. E gli occhi, e le orecchie, e la mente, perché con il corollario di eventi il gusto ci guadagna. La dieta? Rimandata a settembre.

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Sagra degli Scarpinocc, Parre. Hanno una storia ultrasecolare, come tutti i piatti di origine rurale, ma la sagra che porta il loro nome c’è da cinquant’anni. Ne hanno fatta di strada gli Scarpinocc. A differenza dei più noti casoncelli non hanno carne nel ripieno ma grana, pane grattugiato, uova, latte, burro, prezzemolo, spezie e un pizzico d’aglio. Per tre serate, da venerdì 17 a domenica 19 agosto, si può vivere l’esperienza unica di assaggiare i ravioli con piccole ali d’uccello - ma il nome si ricollega a un tipo di calzatura che una volta le donne del paese cucivano usando scampoli di panno - nel luogo d’origine, Parre. Su il sipario con la sfilata inaugurale del carro «Scarpinocc» partendo da piazza San Rocco, accompagnata dal Corpo Musicale di Parre. Il ristoro apre, come ogni sera, alle 19 nella struttura dell’oratorio in via Roma. Oltre al piatto simbolo - circa 120mila i ravioli preparati nei giorni precedenti dalle donne del paese - nella sagra c’è altro: carne alla griglia, in particolare, e polenta. Tra una forchettata e l’altra, oltre alle tombole, a una lotteria finale e ai gonfiabili, c’è la musica. Previsti anche percorsi turistico-culturali guidati  da prenotare entro stasera alle 21.30 all’info point della sagra, via mail (info@prolocoparre.com) o telefonando al 331.7740890.

Festival del Casoncello, Edonè. Fino al 19 agosto, l’Edoné di Redona è la casa di questo piatto della tradizione, con cucine aperte grazie alle quali gustare i sapori veri della nostra terra. Scarpinocc (pasta ripiena “povera”, con ripieno di magro), primi bergamaschi, formaggi, polenta, carni e selvaggina; di tutto e di più, insomma. Ma i protagonisti saranno soprattutto i casonsèi. Che poi, oltre che buoni, sono anche un po’ un simbolo. Di Bergamo, ma pure di casa, con quel loro sapore pieno, intenso, fortemente casalingo. Sono un piatto, sì, ma anche l’emblema dell’essenza orobica. Il 18 agosto, poi, una speciale sfida aperta a tutti: gara di mangiata di casoncelli. Se vi ritenete delle ottime forchette e avete tanto spazio nello stomaco, fatevi avanti e battete la concorrenza. Ad attendervi c’è la gloria imperitura.

Festa in Rosso, Torre Boldone. È l’erede della Festa di Liberazione, da sempre nell’area festa a sud del paese, in viale Lombardia. Quest’anno si tiene dal 17 al 27 agosto. Non importa che non abbiate mai votato a sinistra: qui con la solidità della cucina è a apartitica. Insieme a pietanze tipiche cucinate da cuochi professionisti, saranno presenti circa sessanta volontari, insieme a commercianti di prodotti artigianali e stand di libri dell’usato. E musica, e incontri (quelli, sì, politicamente orientati).

Sagra dei due castelli in festa, Cavernago. Malpaga, Cavernago, buona cucina. Non un castello, ma due, a fare da cornice. SI tengono anche degli affollatissimi schiuma party. Per tutta la durata dell’evento giochi per tutti, musica, sport e rievocazioni storiche. Nel nome di Bartolomeo Colleoni, chiaro.

Festa di S. Antonio, Fiobbio. Finisce domenica a Fiobbio di Albino, in Valle del Lujo, la tradizionale festa patronale di Sant’Antonio da Padova. Tutte le sere, fino a domenica, a partire dalle 19, musica e ballo con orchestra, pesca di beneficenza, tombole e giochi gonfiabili per i bambini, presso il campo sportivo. Ristoro tipico.

Gnoccata di San Bernardo, Piazza Brembana. Non una vera sagra, ma una serata mangereccia, sabato 18. Dalle 19.30 in via San Bernardo sarà attivo il servizio di ristorazione che proporrà le migliori varianti di gnocchi, piatti tipici della tradizione e dolci fatti in casa.

La sagra dei casunsèi, Spinone. Fino a domenica il parco in cui sorge la chiesetta romanica di San Pietro in Vincoli, a pochi metri dalle rive del lago d’Endine, è il centro di una festa di paese dedicata a una delle prelibatezze della cucina locale. Oltre ai protagonisti, in pole position ecco formaggelle, affettati, cotechini, patatine fritte, crescia marchigiana dolce.

Gerundium Fest, Casirate. La festa dedicata alla cucina tirolese, in via dell’Industria, è diventata un gigante: cominciata l’8 agosto, va avanti fino all’8 settembre. È più una festa della birra alla bavarese, ma val la pena farci un giro. Il menù è decisamente invitante: tagliatelle al ragù di cervo, Spinat Spatzle, canederli agli spinaci (o al formaggio, o allo speck, brezel, con crauti e patate, Wienerschnitzel, stinco di maiale al forno con patatine, Goulasch, maialino arrosto con purè. C’è anche la pizza, gli hamburger e tanta musica dal vivo.

Festa di Foiaide, Somendenna. Nella frazione di Zogno, sagra dedicata al piatto tipico della bergamasca, nella sua ricetta originale; in programma fino al 18 agosto.

Sport in festa, Dalmine. All'oratorio di Sforzatica S. Andrea, la sagra organizzata dall'Us Città di Dalmine, con servizio ristoro, gonfiabili, ballo liscio e tombolate. Fino a domenica 19.